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I programmi cambiati del Capecchi desaparecido

20.07.2021
5 min
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Che fine ha fatto Capecchi? La stagione va forte. Campioni e vittorie si rincorrono, aerei decollano e aerei atterrano e tu gli corri appresso. Programmi si scrivono e programmi cambiano. Finché un giorno ti fermi, fai doverosamente l’appello e ti rendi conto che dell’umbro si sono perse le tracce da un pezzo. Rare apparizioni sporadiche quest’anno, un saluto al campionato italiano, ma né Giro e tantomeno Tour e a quanto risulta nemmeno la Vuelta.

A Livigno con Giada

Eros in questi giorni è a Livigno assieme alla sua compagna Giada che, gli diciamo scherzando, ormai è diventata più famosa di lui.

«E’ brava – dice lui, facendosi serio – alla fine è una soddisfazione anche per me. La vedo felice e siamo felici tutti. Le piace e riesce bene. Lo sapete, non sono un lecchino o un dispensatore gratis di complimenti, quindi se lo dico è perché lo penso e non perché è lei. E poi a sentire la gente, la pensano tutti come me. La apprezzano tutti».

La stagione era cominciata in Spagna senza avvisaglie di problemi e con programmi ben chiari: il Giro su tutto
La stagione era cominciata in Spagna senza avvisaglie di problemi e con programmi ben chiari: il Giro su tutto

Un bel mistero

La storia, per quello che si è capito, è che con l’avvento del nuovo corso in squadra, le azioni di Capecchi hanno cominciato a calare. Della stima reciproca con Rod Ellingworth ci aveva raccontato lui per primo all’inizio del 2020, ma adesso la musica è cambiata. E con la musica sono cambiati anche i programmi.

«Adesso perciò farò il Polonia – dice – e poi forse il Giro di Germania. Ho fatto l’italiano e poi di fatto sono stato fermo due mesi. Non so neanche io perché non ho partecipato a un grande Giro, ma di certo non ci sono stati intoppi fisici. Sto anche bene. Mi chiedo anche io che cosa sia successo. Quando a Miholjevic dissero che avrebbe preso lui il posto di Rod, chiamò noi più grandi e ci chiese di stargli accanto con la nostra esperienza. Ma da allora è cambiato tutto. E nonostante io abbia i migliori report da parte degli allenatori e dei direttori sportivi, vedo cambiare i programmi senza troppe spiegazioni».

La Liegi fuori programma, al posto del Teide per il Giro
La Liegi fuori programma, al posto del Teide per il Giro

Il Giro con Landa

Miholjevic e Capecchi si sono incrociati brevemente alla Liquigas, ma non si ha memoria di particolari amicizie o grandi tensioni. Sta di fatto che al momento la situazione di Capecchi è abbastanza complessa. Il cambiamento più insolito ad aprile. Il programma per lui prevedeva il Gp Indurain, il Giro dei Paesi Baschi e poi l’altura con Landa preparando il Giro d’Italia.

«Finché un giorno mi chiama Mikel – racconta – e mi chiede perché non vada più in altura. Io gli dico che si sbaglia, ma lui conferma che non ci sono nel gruppo di quelli che sarebbero andati sul Teide. Quando l’ho chiesto ad Artuso, mi ha detto che era stata una sorpresa anche per lui e che i programmi erano stati cambiati all’improvviso».

Ha corso il Giro di Svizzera dopo il ritiro al Giro del Delfinato
Ha corso il Giro di Svizzera dopo il ritiro al Giro del Delfinato

Cambio di programma

Eros più di tanto non racconta ed è comprensibile che non voglia seccature, ma la storia in realtà ci era già giunta alle orecchie. Succede infatti che a tre tappe dalla fine dei Baschi, lo chiamano per mandarlo direttamente alla Freccia del Brabante. Lui prova a chiedere se non ci sia qualcun altro, ma il programma è irremovibile e una volta lassù, gli dicono che farà l’Amstel per sostituire un compagno infortunato, poi la Freccia e la Liegi. Un modo come un altro per fargli capire che non correrà il Giro. Però gli dicono che andrà al Delfinato, ma dalla corsa francese deve ritirarsi per un attacco di allergia nella prima tappa. Dalla Francia finisce così a fare il Giro di Svizzera e dalla Svizzera corre l’italiano di Imola, aiutando Colbrelli a vincerlo.

«Così ho chiesto di poter correre in Sardegna – dice – di fare il maggior numero di corse possibili, ma la Sardegna non l’ho fatta e se non cambia nulla, andrò invece al Polonia, che di riflesso significa niente Vuelta. Ho 35 anni, mi serve correre, perché il livello è esagerato e se non corri, non riesci a fare bene. Sia alla Quick Step che qui ero venuto per dare una mano ai giovani, ma certo se non faccio i grandi Giri e vado solo in corse in cui c’è da limare, ho anche poco da insegnare».

Ha corso il campionato italiano, poi si è fermato nuovamente. Qui con Milan e Cruso
Ha corso il campionato italiano, poi si è fermato nuovamente. Qui con Milan e Cruso

Ci vediamo al Polonia

E così la stagione va avanti con la sensazione che la sua permanenza nella Bahrain Victorious sia ormai agli sgoccioli ed è un peccato. Pare che Alberati, il suo procuratore, non riesca a intavolare un discorso con Miholjevic.

«Perciò – conclude – sono venuto a Livigno il 13 luglio (in apertura è con Viviani, ndr) e cercherò di prolungare il soggiorno fino al 28. Poi correrò il Polonia e il Giro di Germania, arrivandoci al meglio e facendo il meglio di cui sono capace. E poi speriamo di fare un bel calendario di qui a fine stagione. Sono anche sereno però, in pace con me stesso, perché vado d’accordo con tutti, nessuno può dire niente del mio impegno e sono soddisfatto della mia carriera. Perciò, se non cambia niente, ci vedremo al Polonia».