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Pensieri e parole di Velasco sulla magia del tricolore

19.11.2023
5 min
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SAN GIOVANNI IN MARIGNANO – Una “Serata di Grande Ciclismo” sulle colline riminesi al confine tra Romagna e Marche. L’occasione creata da Fisioradi e Ca’ Virginia per incontrare i campioni italiani e non solo, per premiarli in nome della bici.PRO Challenge. Arrivata alla sua terza edizione, quest’anno a ricevere la maglia tricolore stampata in 3D da Morfeo Gadget non poteva che essere Simone Velasco.

Il bolognese dell’Isola d’Elba è stato infatti premiato per la sua stagione e per la vittoria conquistata in quel di Comano Terme (Trento). Sul palco Simone ha risposto con tanto orgoglio e un sorriso che lo accompagnerà per 365 giorni. Arrivati quasi al giro di boa, abbiamo chiesto un bilancio di questo suo finale di stagione in tricolore e le ambizioni per il 2024. 

La vittoria al campionato italiano ha riacceso l’entusiasmo nel 2023 di Velasco
La vittoria al campionato italiano ha riacceso l’entusiasmo nel 2023 di Velasco

Piccola rinascita

Per Velasco il 2023 è stato un anno di svolta. Le vittorie sono state “solo” due, ma il significato di quella che gli è valsa la maglia tricolore, ha mosso sicuramente qualche consapevolezza in lui. Magari basata sul passato, quando il professionismo era solo un sogno. 

«Davo segnali di forza e di classe – spiega Velasco – a sprazzi non ero più quello che ero una volta, quando da juniores o da dilettante avevo la mia continuità ed ero sempre ai vertici. Da quando ho vinto la maglia tricolore ho ritrovato questa voglia e si è visto durante tutto il corso della seconda parte della stagione. Questo mi fa ben sperare per il 2024. E’ sicuramente un’iniezione di fiducia e di motivazione.  

«Questo 2023 – dice – si è concluso con la “botta” alla Veneto Classic che mi ha lasciato un po’ di traumi e di residui. Comunque abbiamo ripreso normalmente la preparazione. Adesso stiamo preparando al meglio il 2024 e speriamo che sia un’altra bella annata. Avendo avuto l’infortunio facciale nella zona dentale ed essendo un punto molto delicato, poteva compromettere anche parte dell’inverno. Però in qualche giorno ho recuperato, un po’ di punti ma fortunatamente eravamo già a riposo e non mi ha compromesso niente».

Per Simone Velasco un buon finale di stagione che ha confermato l’ottima annata
Per Simone Velasco un buon finale di stagione che ha confermato l’ottima annata

Oneri e onori

Il ciclismo è da sempre uno sport democratico e paritario. Allo stesso modo ogni anno vengono assegnate le maglie di campioni nazionali che vestono il ciclista che per un anno rappresenterà quella nazione sulle strade di tutto il mondo. Una responsabilità che comporta oneri e onori e questo Simone lo ha già imparato.

«Non sono in tanti – afferma Velasco – che possono dire di aver vinto la maglia tricolore. Quando rappresenti la tua Nazione per un anno intero e lungo tutte le strade del mondo, poi rimani nelle pagine della storia per sempre. Quindi è per me è un onore vestire la maglia di campione italiano. Ti regala quella spinta per dare ancora qualcosina in più e fare sempre il meglio possibile.

«Sicuramente si fa fatica a riposarsi – sostiene Simone – però allo stesso tempo è bello essere in queste manifestazioni. Fino a poche ore fa, ero in tutt’altra parte d’Italia, ho fatto una corsa per esser qui. Ho piacere di prendere parte a questa serata e penso che sia anche doveroso essere presente per chi vuole premiarti e omaggiarti con passione e sorrisi. Vedo sempre tanti giovani ed è importante fare queste cose anche per loro».

L’apertura dello spumante Astoria per il brindisi finale
L’apertura dello spumante Astoria per il brindisi finale

La ciliegina

Salito sul palco per ritirare il premio e mettere in palio le sue maglie (dimenticate a casa, ndr) per la lotteria della serata, Velasco si rivolge a Filippo Zana che siede al suo stesso tavolo: «Vorrei fare come Filippo e vincere magari al Giro in maglia tricolore. Sarebbe la ciliegina sulla torta».

Un auspicio che fa sognare gli appassionati e può essere un obiettivo realizzabile e replicabile in più occasioni, non solo al Giro. Un modo per motivarsi per il 2024 alzando l’asticella e ponendosi standard di nuovo più ambiziosi a cui Simone forse mancavano da un po’.

«La preparazione per il 2024 – conclude Velasco – rimane bene o male la solita. E’ certo che cerchiamo di concederci qualche momento di relax in meno perché gli anni passano anche per me. Quindi ogni anno bisogna fare qualcosina in più e implementare quello che poi riguarda la performance, però comunque non andiamo a stravolgere niente. Quello che faremo sarà focalizzare il programma in funzione di qualche appuntamento importante. Come le classiche di inizio stagione tipo Milano-Sanremo e in prospettiva magari del Giro d’Italia, poi si vedrà».

I trofei realizzati con la stampante 3D da Morfeo Gadget rappresentata da Riccardo Pellegrini
I trofei realizzati con la stampante 3D da Morfeo Gadget rappresentata da Riccardo Pellegrini

Grande ciclismo

Oltre 200 partecipanti, appassionati e praticanti hanno applaudito nel corso della serata anche gli altri campioni presenti: Filippo Zana, Rachele Barbieri, Filippo Baroncini e Giovanni Carboni. Saliti sul palco si sono raccontati. Zana, premiato l’anno scorso con la maglia tricolore Challenge bici.PRO ha portato a termine una stagione ai vertici in più occasioni. Le vittorie al Giro e quella dello Slovenia su tutte. La Barbieri, ha invece spiegato a cuore aperto il suo addio momentaneo alla pista che ha raccontato anche a noi qualche giorno fa. Baroncini, ha rilanciato sulle classiche e sulla voglia di essere protagonista con la maglia della UAE Emirates. Infine Carboni, a cui è andato l’in bocca al lupo della sala per la ricerca della squadra per il 2024

Gli ospiti erano tanti, dai ciclisti più piccoli a quelli d’onore. Tra quelli che hanno sicuramente strappato un sorriso sono stati i tre commentatori di Eurosport. Luca Gregorio e Moreno Moser, dal palco, hanno videochiamato il convalescente Riccardo Magrini in via di guarigione, ma sempre sorridente e con la battuta pronta. Una “Serata di Grande Ciclismo” guidata dalla voce di Ivan Cecchini e gli interventi di Maurizio Radi di Fisioradi e Giacomo Rossi di Ca’ Virginia