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Il mondo Piton, tra passione e professionalità

04.10.2022
5 min
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L’appuntamento con Sara Pitozzi di Piton è fissato per il primo pomeriggio di un giovedì di fine settembre presso lo showroom aziendale di Travagliato, in provincia di Brescia. E’ lei stessa ad accoglierci, ma prima di accomodarci nel suo ufficio, abbiamo il tempo di osservarla mentre si intrattiene con i clienti presenti in quel momento in negozio.

Il rapporto con la clientela, il saperla ascoltare, è un aspetto al quale tengono molto in Piton. Ne avremo conferma nel corso della nostra chiacchierata, interrotta più volte dalle tante telefonate di clienti che chiedono informazioni sulle loro bici, nuove o in riparazione. Ad un certo punto chiamerà anche un olandese in vacanza sul Lago di Garda interessato ad acquistare una Piton.

Sara Pitozzi, titolare di Piton insieme al fratello Simone ed al cugino Marco (foto Rodella)
Sara Pitozzi, titolare di Piton insieme al fratello Simone ed al cugino Marco (foto Rodella)
Partiamo dalla domanda più semplice. Quando nasce Piton? 

Come negozio nasciamo nel 1975 grazie a mio zio Guido. I primi telai realizzati da lui erano firmati Pitozzi. Dopo qualche tempo siamo passati a firmarli Piton. Dal 2010 a gestire l’intera attività siamo subentrati io, mio fratello Simone e mio cugino Marco. Mio zio Guido, insieme a mio papà Aldo, è comunque una presenza ancora attiva. Capita spesso di vederli qui insieme in negozio a dare qualche consiglio. La loro presenza è sempre molto preziosa.

Guardandovi lavorare, emerge la sensazione che siate molto affiatati fra voi…

E’ verissimo. Ognuno di noi ha un ruolo ben preciso in negozio. Mio fratello Simone si occupa dell’officina, mentre mio cugino Marco del magazzino. Quanto a me, oltre a ricoprire il ruolo di amministratore delegato, mi occupo dello showroom e più in generale della clientela.

Qual è il vero punto di forza di Piton?

Sicuramente la personalizzazione del prodotto, dalla scelta del telaio, al suo colore e alla relativa componentistica. E’ un aspetto del lavoro di cui mi occupo io. Mi piace ascoltare il cliente, capire le sue esigenze, “costruire” insieme a lui la bicicletta dei suoi sogni. Un altro aspetto da non dimenticare è la rapidità nel consegnare la bici. Dall’ordine alla consegna passano solo 30 giorni. Tutto questo è reso possibile dal fatto di avere un magazzino sempre fornito che ci ha permesso di lavorare benissimo quest’estate, quando altri erano invece in difficoltà per la penuria di componenti.

Lavorate tantissimo con i team, dai professionisti ai più piccoli. Da quale squadra vogliamo iniziare?

Sicuramente dalla Gallina Ecoteck Lucchini Colosio con la quale collaboriamo da ben 15 anni. Con Cesare Turchetti, team manager della squadra, si è instaurato ormai un rapporto di fiducia reciproca. Il fatto che il team sia diventato continental ha dato poi un grande prestigio al nostro marchio. Anche per questo motivo cerchiamo di assecondare al meglio tutte le richieste che ci arrivano dalla squadra. E’ un grande impegno, anche economico, visto che forniamo loro complessivamente 50 bici tra strada e crono, ma siamo davvero soddisfatti della visibilità che riceviamo in cambio.

Accanto ai corridori della continental, troviamo i ragazzini del ciclocross. Vi stanno molto a cuore?

Direi proprio di sì. Sei anni fa abbiamo creato un team giovanile al quale siamo particolarmente legati. Per la nuova stagione avremo sette atleti guidati da Paolo Zanesi e Nicola Loda, rispettivamente manager e tecnico. Sono piccoli, ma sono delle vere “bombe” (sorride nell’usare questa espressione, ndr). Basti pensare che abbiamo in squadra la campionessa italiana Elisa Bianchi, il neo tricolore di Short Track Nicole Azzetti e la campionessa su strada esordienti primo anno Anna Bonassi, al debutto nel ciclocross. Grazie anche agli altri sponsor che ci sostengono, non gli facciamo mancare proprio nulla, come se fossero in un team di professionisti… dei piccoli professionisti naturalmente.

Quali sono gli altri team con i quali collaborate?

Siamo molto attivi nel triathlon. Collaboriamo infatti con l’Invictus Team che conta ben 100 tesserati dai 6 ai 20 anni di età. Abbiamo realizzato una bici speciale con i colori del team e a tutti i membri della squadra abbiamo riservato uno sconto davvero importante nel caso in cui volessero acquistare una bici firmata Piton. E c’è dell’altro…

Piton sostiene tutte le attività legate alla bici e sei anni fa ha creato il loro team di ciclocross (foto Rodella)
Piton sostiene tutte le attività legate alla bici e sei anni fa ha creato il loro team di ciclocross (foto Rodella)
Che cosa?

Sempre nel triathlon collaboriamo con le Fiamme Oro settore giovanile. Da quest’anno poi i più forti atleti della nazionale italiana di sci alpinismo si allenano d’estate pedalando sulle nostre bici. Parlo di campioni come Matteo Eydallin, Michele Boscacci, Federico Nicolini, Damiano Lenzi e Rocco Baldini. Abbiamo anche un ambassador. Si tratta di Hervè Barmasse, famoso alpinista originario della Valle d’Aosta. Tramite i social ho casualmente scoperto che pedalava su un modello Piton in acciaio. L’ho contattato ed oggi si allena pedalando sul top di gamma di casa Piton, la nuova RF.

Chiudiamo il nostro incontro con una curiosità. Da dove arriva la vostra clientela?

Fino a dieci anni fa il 90% dei nostri clienti era lombardo. Oggi, grazie anche all’immagine che ci dà il team continental, abbiamo clienti in buona parte d’Italia e siamo in continua crescita. Chi acquista una Piton si trova così bene da trasformarsi indirettamente in un ambasciatore del nostro marchio.

Piton