In arrivo un progetto dalla Grecia, Bellini in cabina di regia

04.11.2026
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Il telefono di Marco Bellini in questi giorni è bollente. Da quando si è sparsa la voce che il manager ed ex professionista piemontese sta costruendo una continental con base in Grecia (in apertura immagine del Tour of Hellas), un po’ la curiosità e un po’ il grosso numero di corridori in cerca di una maglia hanno fatto sì che più di qualcuno abbia provato a fare un sondaggio.

Il fatto che Bellini abbia deciso di rientrare è già di per sé una notizia, dopo la delusione della Petrolike che a un certo punto ha interrotto i pagamenti e costretto la squadra a chiudere. Dopo una botta del genere, che si è aggiunta all’analoga delusione della Drone Hopper, Marco aveva deciso di chiudere con il ciclismo.

«Avevo davvero intenzione di smettere – dice – le mie aziende vanno bene e avevo già rifiutato due offerte, anche buone. Ma di fronte a un progetto così interessante e importante, che mi consentirebbe di fare il ciclismo che vorrei, ho ritenuto di rimettermi in gioco. E’ una grande azienda che ha base in Grecia e tramite il ciclismo ha intenzione di far conoscere il suo marchio a livello internazionale. Altro per ora non posso dire».

Bellini con Michele Scarponi e Gianni Savio: è il Giro d'Italia del 2009
Bellini ha lavorato con Savio come tecnico e poi come socio: qui i due sono con Scarponi, che con loro rilanciò la sua carriera
Bellini con Michele Scarponi e Gianni Savio: è il Giro d'Italia del 2009
Bellini ha lavorato con Savio come tecnico e poi come socio: qui i due sono con Scarponi, che con loro rilanciò la sua carriera
Una grande azienda con base in Grecia di cui non si può dire altro, ma la squadra di fatto è già formata, giusto?

E’ chiaro che volendo partire nel 2027, stiamo lavorando per comprare tutti i mezzi, far firmare i corridori e il personale. Però ogni ulteriore comunicazione verrà dallo sponsor.

Con quali criteri sono stati scelti i corridori?

La politica è chiara: considerata l’internazionalità dell’azienda, che ha base in Grecia ma interessi anche in altri Paesi, dovremmo prendere corridori di diverse nazionalità per rafforzare l’immagine del brand. Il progetto è a lungo termine, il budget è stato stanziato e gli obiettivi sono stati dichiarati.

Pensando alle continental che hanno lavorato bene negli ultimi anni, viene in mente il Team Ukyo di Alberto Volpi: ci sono dei punti di contatto?

Direi di no e mi spiego. Ho apprezzato molto il modo di lavorare di Volpi, che ha puntato su corridori esperti da rilanciare per fare risultato. Qui la politica è un’altra. Si dovrebbero prendere avere corridori greci molto giovani da far crescere, altri che passano direttamente dagli juniores e due o tre uomini di esperienza che possono fare loro da guida. Per cui nella prima fase non si guarderà al risultato.

Una linea dichiarata dallo sponsor?

L’intento primario dello sponsor è conoscere il mondo in cui sta entrando. Potevano decidere di essere il primo o secondo nome in una grande squadra, invece hanno creato la loro in Grecia, coinvolgendo corridori giovani che possano andare avanti nel progetto.

Il ciclismo in Grecia è in ascesa, sia sul piano agonistico sia pure nel cicloturismo
Il ciclismo in Grecia è in ascesa, sia sul piano agonistico sia pure nel cicloturismo
Il ciclismo in Grecia è in ascesa, sia sul piano agonistico sia pure nel cicloturismo
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Quindi una politica di vero sviluppo?

Quando tutto sarà partito, l’obiettivo dovrebbe essere fare branding a livello internazionale. Dovremmo avere lo spirito di un devo team vero e proprio, che però potrebbe fare anche attività qualificata tra i professionisti, con corse di categoria 1 e magari anche Pro Series. Nel progetto c’è scritto che non appena si reputasse che la struttura fosse pronta, si potrebbe passare fra le professional. Ammesso e non concesso che le professional tra due o tre anni ci saranno ancora.

E’ un progetto diverso anche per te, rispetto ad esempio agli anni con l’Androni?

Il mondo è cambiato, non si può più pensare di fare una squadra con budget limitati, andare al Giro d’Italia, vincere le tappe e 30 corse all’anno. E’ un altro ciclismo. E con tutto il rispetto, la gratitudine e la riconoscenza che ho nei confronti di sponsor che mi hanno fatto star bene e hanno fatto la storia del ciclismo italiano, quel mondo non c’è più.

Per ragioni solo economiche?

Soprattutto. Un’azienda che fattura 30-40 milioni, può investire in sponsorizzazione il 2-3 per cento del fatturato. Questo vuol dire fare il primo nome con importi oggi fuori dal mercato. I budget sono talmente incrementati che se in Italia non riusciamo in qualche modo ad allinearci con il ciclismo internazionale, finirà che saremo schiacciati.

Kevin Colleoni si è ritirato alla fine del 2025 e sarà il ds della nuova squadra
Kevin Colleoni si è ritirato alla fine del 2025 e potrebbe essere il direttore sportivo della nuova squadra che sta nascendo in Grecia
Kevin Colleoni si è ritirato alla fine del 2025 e sarà il ds della nuova squadra
Kevin Colleoni si è ritirato alla fine del 2025 e potrebbe essere il direttore sportivo della nuova squadra che sta nascendo in Grecia
Chi sarà il direttore sportivo della squadra?

Ormai è sulla bocca di tutti, il primo direttore sportivo sarà Kevin Colleoni, che ha fatto l’esame UCI. Colleoni che fra l’altro aveva firmato proprio con noi alla Androni.Sidermec il suo primo contratto da professionista, salvo poi cedere alla corte del WorldTour. Francamente non ce la sentimmo di trattenerlo contro la sua volontà.

Presentazione a dicembre e poi si va in ritiro?

Probabilmente la presentazione sarà a dicembre e in quell’occasione saranno annunciati lo sponsor principali e anche quelli tecnici, oltre al nome dei corridori. Un ritiro probabilmente lo faremo a dicembre, ma siamo ancora in fase di costruzione. Sono stato in Grecia tutta la scorsa settimana, si stava bene e al caldo, per cui vedremo se andare e anche dove. Spetta alla squadra dare gli annunci ufficiali, io più di questo non posso dire, salvo che stiamo lavorando e che è davvero un bel progetto.