Europei di ciclocross. Agostinacchio guarderà, per poi tornare

Europei di ciclocross. Agostinacchio guarderà, per poi tornare

05.11.2026
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Si comincia. E’ vero che la stagione del ciclocross ha già regalato classiche, ultimo il Koppenbergcross con Sara Casasola seconda dietro la Brand, ma nel weekend arriva il primo vero appuntamento da non perdere, la rassegna europea che come sempre darà un primo quadro della situazione, in una stagione che potrebbe essere quella orfana dei grandi nomi della strada, con i tre tenori Van der Poel, Van Aert e Pidcock “in altre faccende affaccendati”…

L’Italia si presenta alla rassegna continentale allestita come spesso succede nei Paesi Bassi (a Zeddam per la precisione) con una rappresentativa folta, ben 21 elementi presenti in tutte le categorie. Casasola è la punta di diamante vista la sua condizione, ma non mancano anche altri motivi d’interesse. La categoria Under 23 non avrà però il suo campione uscente, Mattia Agostinacchio che proprio un anno fa viveva forse l’ultima gioia prima di un 2026 davvero sfortunato.

Sara Casasola al Koppenbergcross di domenica, chiuso alle spalle dell'iridata Brand
Sara Casasola al Koppenbergcross di domenica, chiuso alle spalle dell’iridata Brand
Sara Casasola al Koppenbergcross di domenica, chiuso alle spalle dell'iridata Brand
Sara Casasola al Koppenbergcross di domenica, chiuso alle spalle dell’iridata Brand

«Mi sembra strano ripensare a quei giorni, solo un anno fa ma sembra passato un secolo – racconta Mattia dalla sua casa – nel mezzo c’è stato un anno abbastanza schifoso per me perché la malattia ha reso tutto veramente brutto, non vedevo mai la luce dell’uscita da questa situazione. Sicuramente è stato bello vincere l’europeo da primo anno negli under 23 e spero di tornare almeno a quel livello, ma non posso saperlo finché non gareggio».

Ti dispiace non esserci, non aver avuto la possibilità di difendere il tuo titolo?

Sì, molto. Mi sarebbe piaciuto correre il cross già da adesso, ma devo anche pensare alla strada per l’anno prossimo perché ho perso veramente troppo tempo quest’anno, quindi sto a quel che mi dice la squadra. Sto pensando di più alla strada per l’anno prossimo che al ciclocross.

Sul podio 2025 con Pontoni e lo staff azzurro del ciclocross. Senza di lui la nazionale avrà comunque molte punte
Sul podio 2025 con Pontoni e lo staff azzurro del ciclocross. Senza di lui la nazionale avrà comunque molte punte
Sul podio 2025 con Pontoni e lo staff azzurro del ciclocross. Senza di lui la nazionale avrà comunque molte punte
Sul podio 2025 con Pontoni e lo staff azzurro del ciclocross. Senza di lui la nazionale avrà comunque molte punte
Chi quest’anno ripete la tua esperienza è Grigolini che arriva subito alla categoria U23 come possibile protagonista. Che cosa ti senti di consigliargli, essendo la prima gara nella nuova categoria come era successo per te?

Ormai ha abbastanza esperienza, gli consiglierei solo di divertirsi e fare quello che ha sempre fatto, senza mettersi pressione addosso, concentrandosi su quello in cui è sempre stato forte. Può tranquillamente essere protagonista insieme a Viezzi e agli altri più grandi di lui.

C’è tanta differenza tra le gare juniores e under 23 nel ciclocross, in eventi come quello di Zeddam?

Mi sento dire non troppo. Diciamo che ci sono più avversari a contendersi la gara, il livello conseguentemente aumenta, ma hai comunque il tempo di allenarti anche tu e aumentare il tuo, di livello.

Considerando che gli europei arrivano molto presto nella stagione, cambiano un po’ le gerarchie rispetto a quelle solite, quelle che emergono per i mondiali a fine gennaio?

Potrebbero, è uno degli elementi di maggiore curiosità per le gare del weekend. Dipende molto da come arrivi in forma agli europei, se sei al massimo o poi puoi ancora salire di condizione oppure calare, dipende sempre dal corridoio in cui ti trovi davanti.

Per Mattia Agostinacchio il 2026 è stato l'annus horribilis, faticando anche a concludere una gara
Per Mattia Agostinacchio il 2026 è stato l’annus horribilis, faticando anche a concludere una gara
Per Mattia Agostinacchio il 2026 è stato l'annus horribilis, faticando anche a concludere una gara
Per Mattia Agostinacchio il 2026 è stato l’annus horribilis, faticando anche a concludere una gara
Tu quest’anno qualcosa di ciclocross lo farai?

In teoria inizierò a Koksijde il 20 dicembre. Voglio tenermi aperta una porta per essere al mondiale e sfidare sul campo tutti i protagonisti di questo fine settimana. Poi però saranno le settimane di allenamento a dire se si potrà e soprattutto se saprò meritarmi la convocazione da parte del cittì Pontoni.

Non vedi l’ora, immagino, di mettere da parte questo 2026. Che cosa ti lascia?

Paradossalmente ho imparato fin troppo. Ormai è andato e non posso farci nulla. Non saprei neanche spiegare che cosa mi ha lasciato insieme a un’immensa delusione. Imparare a convivere con qualcosa di più grande di te, dovendo aspettare solo che passi, ma attraverso mesi e mesi è durissima. Comunque posso dire di aver imparato il lavoro da professionista nelle gare, che è che è molto diverso rispetto alle juniores.

La caratteristica scalinata di Zeddam, che farà molta selezione nelle gare del weekend
La caratteristica scalinata di Zeddam, che farà molta selezione nelle gare europee di ciclocross del weekend
La caratteristica scalinata di Zeddam, che farà molta selezione nelle gare del weekend
La caratteristica scalinata di Zeddam, che farà molta selezione nelle gare europee di ciclocross del weekend
Di che cosa si è trattato realmente dal punto di vista medico?

Erano diversi virus, mi sono ammalato a fine dicembre dell’anno scorso e probabilmente è stato il citomegalovirus che mi ha portato a star male perché veramente mi sentivo come uno zombie, come se non dormissi ogni giorno e poi le mie difese immunitarie si sono abbassate talmente tanto che mi sono preso qualsiasi virus che c’era, qualsiasi malattia. Problemi di stomaco, problemi respiratori, gli intestini, finiva uno e iniziava l’altro. Il mio sistema immunitario stava decadendo.

E adesso?

Adesso sto bene. Ho appena finito il mio “riposo” e ho ripreso la bici, ma devo seguire le giuste tappe, passo dopo passo. Quel che conta è che finalmente sono carico e motivato, con il cross che dovrà essere il viatico per la strada, per riprendermi quello che ho perso.