Ci sono momenti in cui, dopo aver passato una vita a inseguire obiettivi, arriva il desiderio di rallentare. Non significa fermarsi, ma cambiare prospettiva. Per Paolo Tiralongo, ex professionista di lungo corso e oggi direttore sportivo della MG.K Vis-Costruzioni e Ambiente, quel momento è coinciso con il ritorno in Sicilia.
Dopo 34 anni trascorsi a Bergamo, dove era arrivato ancora adolescente per inseguire il sogno del ciclismo, Tiralongo ha scelto di riavvicinarsi alla famiglia e ai luoghi della propria infanzia. Una scelta di vita, prima ancora che professionale. La bicicletta, almeno quella pedalata in prima persona, è passata in secondo piano, anche da amatore. Restano però il ciclismo, i giovani e il lavoro in ammiraglia. Con una nuova consapevolezza e una prospettiva diversa.


Come Ulisse
A 15 anni aveva lasciato la Sicilia per inseguire il ciclismo. Bergamo era diventata casa, il luogo della crescita sportiva e di una carriera lunga e ricca di soddisfazioni, sia come atleta che come tecnico. Ma il tempo passa e cambiano anche le priorità. Negli ultimi anni da professionista, Paolo aveva iniziato a pensare al ritorno. Come per il Ulisse, dopo tanto vagare, il richiamo della terra natia si è fatto troppo forte. E quindi via a casa! Soprattutto per stare vicino ai genitori, che oggi hanno bisogno della sua presenza. Una scelta maturata senza rimpianti, perché certi richiami sono più forti di qualsiasi abitudine.
«Sono stato a Bergamo 34 anni – ha detto Tiralongo – lontano dalla mia terra e soprattutto dai miei affetti, dai miei genitori, che ora iniziano ad essere un po’ anziani. Negli ultimi anni che ero lì ho detto che era arrivato il momento di ritornare in Sicilia, stare un po’ più vicino a loro e fare una vita diversa. A Bergamo, al Nord, torno una volta al mese… ma con l’aereo».
Non necessariamente meno impegnata, ma certamente più legata alle proprie radici. Qui ci sono il sole, i paesaggi e soprattutto i ricordi. Ci sono i luoghi dell’infanzia, le tradizioni e quella dimensione familiare che il tempo trascorso lontano non ha cancellato.
«Qui è un mondo a parte. Si vive meglio perché c’è il sole tutto l’anno e poi ci sono i miei affetti, c’è la famiglia, ci sono le cose che ritrovi quando torni nei posti dove sei cresciuto. Ci sono tutti i ricordi, le cose più belle della tua infanzia…. Anche un cannolo, in questo nuovo equilibrio, trova il suo spazio. Lo dico anche ai miei atleti: non bisogna rinunciare a niente, purché nella giusta misura, per inseguire un risultato».


Camminate e rollerblade
Tiralongo non pedalerà più tanto, ma racconta di aver trovato altri modi per stare bene e mantenersi in movimento. «Lo sport – ci dice con decisione – resta al centro della mia vita. Le mie giornate cominciano presto. Alle 6 sono sveglio ed esco per fare lunghe passeggiate. Faccio anche due o tre ore a piedi, immerso nella natura, lontano dal traffico e dai pericoli che accompagnano chi pedala sulle strade.
«L’ultima cosa che faccio è andare in bicicletta. Non perché non mi piaccia, ma perché adesso non ne sento l’esigenza. Camminare nella mie montagne, guardare i miei paesaggi e stare a contatto con la natura: mi piace tantissimo e mi rilassa».
Paolo non ha però abbandonato del tutto le altre discipline. Ci sono i pattini… «Esatto, uso i rollerblade. E’ una passione che mi accompagna da quando ero corridore e che utilizzavo anche nei periodi invernali. Li alternavo allo sci di fondo. Erano e sono fantastici. Usi glutei, quadricipiti, schiena, addominali…».
Poi arriva il momento di dedicarsi al ciclismo, quello degli altri. Il progetto del Team Bike Sicilia, nato con l’ambizione di dare spazio ai talenti dell’isola, si era chiuso in qualche modo. Quel che ne restava si è unito alla Mg.K Vis Costruzioni e Ambiente.
«Purtroppo – riprende Tiralongo – il progetto come era partito non si poteva portare avanti. Oggi il livello si è innalzato e devi adeguarti. I ragazzi vengono contattati già da junior dalle squadre development, che hanno budget molto più importanti. Noi dobbiamo fare i conti con le nostre possibilità. E anzi che grazie ai nostri sponsor abbiamo materiali all’avanguardia».


Sicilia, un ritiro naturale
Il ritorno di Tiralongo non è del tutto una scelta personale, ha anche risvolti estremamente utili per il suo lavoro di direttore sportivo. La Sicilia infatti può diventare anche un punto di riferimento per la preparazione della squadra. Il clima favorevole, le strade e la possibilità di allenarsi lontano dalle temperature rigide del Nord rappresentano un’opportunità concreta per i corridori della MG.K Vis.
«Stiamo organizzando per novembre, primi di dicembre, di portare giù qualche ragazzo che deve partire forte. Vengono qua ad allenarsi e io metto a disposizione quello che ho. Possono lavorare con temperature più alte e sfruttare un ambiente che conosco bene. Tra l’altro non è la prima volta che vengono, pertanto conoscono anche le strade ormai.
«E’ un appuntamento importante della nostra programmazione. E per questo devo anche ringraziare l’ospitalità dell’Agua Resort, nella zona di Noto, in provincia di Siracusa. Quest’anno il collegiale è previsto nei primi giorni di febbraio. L’anno scorso per esempio siamo rimasti quasi venti giorni, nel mese di febbraio. Abbiamo strade che non sono durissime, ideali per questo periodo della stagione e per iniziare a mettere chilometri nelle gambe. Tra l’altro ci hanno anche invitato alle corse di Gran Canaria e vogliamo onorare al meglio questo invito portando ragazzi pronti».


Missione giovani
Il lavoro di Paolo Tiralongo nella MG.K Vis si inserisce in un ciclismo profondamente diverso da quello che ha vissuto da corridore e anche dai tempi di allenatore di Fabio Aru. Oggi le squadre devono confrontarsi con una selezione sempre più precoce, con ragazzi che vengono osservati e contattati già nelle categorie junior.
«Le formazioni development – spiega Tiralongo – dispongono di risorse e strutture che una continental come può essere la nostra non sempre può permettersi. Sta dunque a noi individuare il talento e accompagnarlo nella crescita. Il problema è che poi però, semmai lo trovi, te lo portano via subito.
«Il ciclismo – prosegue Paolo – è cambiato nell’evoluzione. Adesso ci sono molte più figure tecniche, tra nutrizionisti e preparatori, che c’erano anche quando correvo io. Però la base è sempre quella: la motivazione ed è su questo che insisto. Devi trovare il ragazzo che ha le qualità e poi lavorarci bene. Quando lo trovi e riesci a seguirlo nel modo giusto, i risultati arrivano. Il problema oggi è trovare quelli con le qualità, perché come ripeto ci sono già arrivate le devo e le WorldTour».
La sfida è anche insegnare ai giovani a non perdere il piacere di pedalare. «Perché – conclude Tiralongo – in bicicletta ci si deve divertire, se già da giovane la vedi come una rinuncia o un sacrificio… è inutile».
Quanto ci torna in mente quel cannolo di prima, caro Paolo… .