Marianne Vos e Giorgia Bronzini (qua al mondiale 2011) si ritroveranno alla Visma con ruoli diversi

Bronzini alla Visma ritrova la Vos: ruoli diversi per nuove sfide

19.10.2026
7 min
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Prima o poi doveva succedere, da qualche parte era scritto. Giorgia Bronzini col passaggio sull’ammiraglia della Visma | Lease a Bike ritrova Marianne Vos riproponendo, seppure ora con ruoli diversi, un binomio che ha caratterizzato tantissimi ordini d’arrivo del passato (in apertura sul podio del mondiale 2011 a Copenaghen).

Il destino ha voluto metterci lo zampino, aggiungendo un capitolo ad una storia di incroci, amicizia e soprattutto sfide iniziata vent’anni fa. E lo ha fatto in un momento estremamente delicato per Bronzini (e famiglia) che, mentre ufficializzava il futuro incarico, stava accudendo papà Dante nei suoi ultimi giorni di vita. Giorgia tuttavia, con la tempra che la contraddistingue, è riuscita a salutarlo dandogli quella bella notizia e guardando avanti per quanto possibile con l’animo più leggero.

Dopo tre stagioni alla Human, Giorgia Bronzini ha firmato un biennale per la Visma dove porterà la sua filosofia di lavoro (foto Oskar Scarsbrook)
Dopo tre stagioni alla Human, Giorgia Bronzini ha firmato un biennale per la Visma dove porterà la sua filosofia di lavoro (foto Oskar Scarsbrook)
Dopo tre stagioni alla Human, Giorgia Bronzini ha firmato un biennale per la Visma dove porterà la sua filosofia di lavoro (foto Oskar Scarsbrook)
Dopo tre stagioni alla Human, Giorgia Bronzini ha firmato un biennale per la Visma dove porterà la sua filosofia di lavoro (foto Oskar Scarsbrook)

Testa a testa

Bronzini alla Visma non guiderà solo Marianne Vos (a cui era stato fatto un contratto a vita), quanto una formazione con individualità importanti e prospetti di sicuro avvenire (su tutte l’iridata U23 in carica Viktoria Chladonova), però vale la pena ripercorrere i duelli che hanno unito la campionessa piacentina con quella olandese.

Giorgia ha chiuso la carriera con 116 vittorie, mentre ad oggi Vos, classe ‘87, vanta 370 successi e da 21 stagioni consecutive ne ha sempre messo almeno uno a segno. Fra loro due ci sono quattro anni di età di differenza, ma il dualismo è iniziato nel 2006 con Marianne all’esordio tra le elite. Proprio vent’anni fa in Francia al Trophéè d’Or Féminin ci fu il primo “prima-seconda” con Bronzini davanti a Vos, mentre l’ultimo fu all’europeo 2017 con l’olandese davanti alla azzurra.

Nel mezzo tante altre volate e complessivamente questa situazione si è verificata 25 volte: 17 volte per Vos, 8 per Bronzini. Marianne al Giro Donne 2011 aveva beffato l’italiana nella tappa della sua Piacenza, Giorgia ha gioito negli scontri diretti sull’amica-rivale ai mondiali 2010 e 2011.

Andiamo per ordine. Com’è nato il contatto con la Visma?

Parte dalla proposta di rinnovo biennale della Human, che però non ho accettato prendendomi un azzardo perché non avevo altro in mano di concreto, anche se altre offerte ne avevo ricevute. Ho fatto il colloquio con la Visma, come altri profili che avevano sondato e sono contenta di come sia avvenuta la selezione del nuovo diesse. Hanno puntato su di me non perché ho un nome che risuona più di altri, ma perché mi hanno ritenuta più adatta al loro sistema di lavoro. Ho voluto puntare sulle mie potenzialità, applicando la filosofia che avevo in gara. A volte per vincere devi rischiare di perdere.

Come giudichi il bilancio nella Human Powered Health?

Sono stati tre anni di crescita personale più che tecnica. Ho messo in atto le conoscenze maturate in Trek e Liv con un giusto compromesso. La squadra è cresciuta molto e sono grata alla Human per il rinnovo, che significa che ho lavorato bene, ma ho preferito prendere altre strade. Spero di aver lasciato una buona impronta. Alcune ragazze mi hanno scritto di aver raggiunto obiettivi personali lavorando assieme a me e questo mi inorgoglisce.

Sul Mont Ventoux la resa definitiva: se fosse stata quella del 2025, per le altre sarebbero stati guai...
Anche le strade di Bronzini e Ferrand-Prevot torneranno ad incrociarsi nella Visma dopo il mondiale 2014 vinto dalla francese col quarto posto della piacentina
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Ora contratto di due anni con la Visma. Cosa sai già di questa squadra?

Hanno un mix eccezionale di giovani molto forti e atlete esperte, dove spiccano naturalmente Vos e Ferrand-Prevot. Il mio compito sarà quello di dare una chiave di lettura ad ogni ragazza per migliorare la gestione della gara nel momento in cui dall’ammiraglia non puoi comunicare con loro. L’unione del team è l’obiettivo in ogni corsa. Credo che abbiano visto in me, da italiana, questo aspetto che avevo nelle vittorie da atleta. La Visma ha già vinto gare di valore assoluto e può alzare ulteriormente il suo livello. Vorrei esaltare questa base sulla quale hanno già lavorato molto bene.

Andando su quelle che conosci meglio, Ferrand-Prevot nel 2014 vinse il mondiale a Ponferrada dove tu arrivasti quarta. Cosa ci dici di lei?

E’ passato del tempo da allora, aveva 22 anni, ma Pauline è sempre una grande campionessa che rispetto tanto. Anzi, ha fatto grandissimi passi in avanti raccogliendo risultati incredibili come Roubaix e Tour Femmes e in diverse discipline come l’oro olimpico nella Mtb o mondiale nel ciclocross. Mi piacerebbe darle quella virgola in più per vincere nuove gare. Diciamo che con lei potrebbe essere più un supporto morale che tecnico.

Potrebbe essere la stessa situazione anche con Vos. Ad un’atleta che ha vinto tutto le si può suggerire ancora qualcosa?

Non so se sarà il suo ultimo anno, ma cosa vuoi dire ad una come Marianne Vos (dice ridendo)? Sì, anche per lei sarà lo stesso discorso di Pauline, però vorrei aiutare Marianne a leggere le mosse delle avversarie evitando di farle spendere energie psicofisiche inutili. In determinate fasi di corsa è importante avere qualcuno che pensa per te su cose secondarie, ma determinanti per vincere. Nel ciclismo di adesso se sei più lucido, puoi ottenere più risultati.

Quando è uscita la notizia del tuo ingaggio, vi siete sentite?

Ho scritto io a Marianne dopo l’annuncio, esprimendole il mio onore di lavorare con lei. Anche per lei ho un profondo rispetto. Lei mi ha risposto altrettanto. Avevo un paio di battute pronte da scriverle, ma ho preferito avere un approccio più professionale. Da quando sto con Karlijn (Swinkels, ndr) lei è diventata più italiana, mentre io capisco di più la mentalità olandese e così con Marianne sono stata contenuta, tanto so che al primo raduno avremo modo di scherzare di più e chiacchierare in maniera più leggera.

Giorgia Bronzini si è già posta degli obiettivi per il 2027?

No, non me ne pongo, lo vedrò strada facendo. A novembre inizierò ad andare in Olanda per programmare i primi ritiri, ma di sicuro ho dei miei punti fermi che vorrei già trasmettere alla squadra. La mia personale vittoria che vorrò ottenere quando salirò in ammiraglia è che le ragazze non abbiano rimpianti a fine gara. Che possano dirmi di aver dato e fatto tutto per vincere o conquistare il miglior risultato possibile. Si vince assieme e si perde assieme. Le sconfitte vanno accettate, valutate e sono momenti da cui ripartire.

Giorgia in mezzo a mamma Laura e papà Dante, mancato pochi giorni fa e a cui ha dedicato il passaggio alla Visma (foto Libertà)
Giorgia in mezzo a mamma Laura e papà Dante, mancato pochi giorni fa e a cui ha dedicato il passaggio alla Visma (foto Libertà)
Giorgia in mezzo a mamma Laura e papà Dante, mancato pochi giorni fa e a cui ha dedicato il passaggio alla Visma (foto Libertà)
Giorgia in mezzo a mamma Laura e papà Dante, mancato pochi giorni fa e a cui ha dedicato il passaggio alla Visma (foto Libertà)
Il tuo ingaggio alla Visma è arrivato in tempo per fare felice papà Dante. Che pensiero hai per lui?

Mio padre era al corrente di tutto essendo stato sempre il mio primo sostenitore e l’annuncio della Visma gli ha fatto piacere perché temeva per il mio futuro incerto. Quando lo ha letto credo si sia sentito il papà più orgoglioso del mondo, anche perché aveva conosciuto Marianne Vos e tifava per lei quando non c’ero io. Dedico a lui e alla mia famiglia (mamma Laura e il fratello Maurizio, ndr) questo mio inizio di nuova avventura. Nonostante non stesse bene su un letto di ospedale, ha sempre creduto in me. Mi sento in pace con me stessa e più leggera nell’averlo salutato. Sono certa che anche da lassù starà leggendo questo articolo e ne sarà felice.