Quello che sta facendo Lotte Kopecky nelle ultime settimane era una consuetudine fino a quindici anni fa in determinati periodi dell’anno. All’epoca il calendario femminile non era fitto come quello attuale e non era così strano vedere le donne elite correre nelle gare degli uomini juniores grazie a ciò che permettevano (ancora adesso) i regolamenti federali.
Eppure, in piena “era WorldTour”, diventa singolare assistere alla scelta della belga della SD Worx-Protime per preparare un appuntamento importante come il mondiale. Quali possono essere le ragioni, intrise di motivazioni e rischi? Lo abbiamo chiesto a Giorgia Bronzini, diesse della Human Powered Health, che nel cuore della sua carriera non disdegnava, anche per forza di cose, un’attività simile.




Kopecky a suo agio
Negli ultimi dieci giorni Kopecky ha disputato due gare nazionali con gli juniores, entrambe in circuito di una novantina di chilometri: il 6 settembre a Molenbeek-Wersbeek e domenica scorsa il GP De Kinder a Hingene vicino ad Anversa, nel quale ha chiuso all’ottavo posto.
Un cammino simile lo aveva affrontato anche nel 2023 correndo a Wetteren in preparazione dei campionati belgi, vinti sia in linea che a crono. Lotte terminò quella stagione con quindici vittorie, compreso il trionfo al mondiale di Glasgow. Fra qualche giorno volerà a Montreal per correre domenica la crono iridata prima della prova in linea di sabato 26 settembre.
«Voglio – ha dichiarato Kopecky alle telecamere di Sporza a Molenbeek-Wersbeek – trovare soprattutto il ritmo perché non c’è questo tipo di competizione tra le donne. Correre con gli juniores mi dà degli stimoli che posso sfruttare meglio nel finale di stagione».
A confermare le parole della vincitrice dell’ultima Sanremo Women ci ha pensato Jan Vancompernolle, coordinatore degli allenamenti del Cycling Vlaanderen e da anni consigliere di Kopecky, che ha aggiunto quanto per lei sia più facile soffrire in gara che in allenamento. Lui sa che Lotte ascolta sempre il proprio istinto e quindi sa che era impossibile simulare in allenamento quel tipo di ritmo, grinta e adrenalina. Ad esempio rilanciare forte in uscita dalle curve, le cosiddette “frustate” di cui ci parlava Scaroni.


Giorgia alla luce di ciò che ha detto Kopecky, qual è il tuo primo pensiero?
La capisco, io l’ho fatto tante volte. Ricordo che quando il Giro di Olanda (il Simac Tour che da quest’anno si chiamerà Eneco, ndr) non aveva date vicine al mondiale e non c’erano le nostre gare, andavo a correre tra gli juniores. Erano dei test piuttosto probanti. Con loro si fanno sforzi maggiori perché vanno a tutta dall’inizio alla fine. A casa facendo dietro moto è difficile riprodurre quel tipo ritmo, anche se è meno rischioso.
Appunto, non si corrono troppi rischi in gare così diverse da quelle femminili?
Di base vi avrei detto di sì, perché è proprio tutto un altro modo di correre, anche solo per una questione fisica per tenere le posizioni. Tuttavia è un discorso che diventa molto relativo. Guardate ad esempio quello che è successo al Faun Tour Femmes, il vecchio Tour de l’Ardeche. Sono partite in meno di 80 atlete, ma ci sono state tantissime cadute e ragazze come Bredewold, Zigart o Ghekiere si sono dovute ritirare con fratture, compromettendo il finale di stagione.


In questo senso Giorgia Bronzini come si comportava nelle gare con gli juniores? Cercava stimoli come dice Kopecky?
Personalmente erano tutto fuorché gare stimolanti, anche perché non conoscevo nessuno. Anzi, sono passati tanti anni e magari adesso non è più così, ma a quel tempo notavo che c’era scetticismo e ostruzionismo nella nostra partecipazione. O meglio, quasi tutti gli junior in gara erano gentili con noi, ma a bordo strada sentivi molti genitori o spettatori che incitavano i ragazzi a non fare passare o non farsi battere da delle donne. Noi ci eravamo accorte di certe dinamiche e dopo le prime corse abbiamo sempre scelto di rialzarci nel finale per evitare una serie di problemi.
Secondo te perché Kopecky ha deciso di correre con loro?
Innanzitutto i tempi sono cambiati e in ogni caso Lotte in Belgio è un idolo assoluto di tutti i giovani, donne e uomini. Rispetto a noi tanti anni fa, sicuramente avrà trovato un maggior rispetto. Piuttosto penso che Kopecky abbia scelto questo avvicinamento per nascondersi ulteriormente dai vari radar. O almeno io avrei fatto esattamente come lei. Tenendo conto dei suoi standard, ha avuto una stagione più opaca del solito e può darsi che la possano sottovalutare. Sarà una incognita, ma io una come Lotte non la sottovaluterei mai.


A questo punto la “maga” Bronzini cosa prevede per il mondiale?
L’Olanda sarà la nazionale di riferimento anche più degli altri anni perché hanno eliminato qualche rivalità interna. Puntano forte solo su Vollering, che è la favorita principale considerando la stagione che ha avuto finora. Se uscirà gara dura per scalatrici anche Elisa (Longo Borghini, ndr) sarà davanti sapendo come giocarsela al meglio. Ad oggi però per me l’avversaria di tutte è Kim Le Court, veloce e adatta a quel tipo di percorso. Se ha recuperato bene dalla caduta a Plouay, lei è quella da tenere più sotto osservazione e da non portare in uno sprint ristretto.