Il Lombardia 2026, Remco Evenepoel, Brandon McNulty

Bergamo, la protesta dei corridori: un messaggio importante

11.10.2026
6 min
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Ieri mattina i corridori la protesta se la sono fatta da soli. Pare che Adam Hansen, presidente del CPA, sia stato avvertito dal procuratore di uno di loro, che lo ha avvisato dell’imminente gesto alla partenza del Lombardia, senza lasciargli la possibilità di intervenire. Ieri mattina i corridori hanno finalmente fatto sentire la loro voce, senza intermediari e senza chiedere il permesso. Si sono presi il diritto di avere un’opinione e hanno ritardato di cinque minuti la partenza della corsa.

La scintilla è partita dai britannici, fra gli altri Pidcock e Healy, ancora molto scossi dalla morte di Finlay Tarling e dall’incidente della Tre Valli Varesine, quando una moto della Polizia contromano in una rotonda ha investito due corridori della Pinarello-Q36.5: Camprubí, ripartito senza gravi conseguenze, e Gloag, ricoverato per i tagli al ginocchio.

Il presidente Cairo e le autorità locali al via de Il Lombardia: nessuno immaginava lo stop dei corridori
Il presidente Cairo e le autorità locali al via de Il Lombardia: nessuno immaginava lo stop dei corridori
Il presidente Cairo e le autorità locali al via de Il Lombardia: nessuno immaginava lo stop dei corridori
Il presidente Cairo e le autorità locali al via de Il Lombardia: nessuno immaginava lo stop dei corridori

Il countdown strozzato

Il gruppo era incolonnato alla partenza di Bergamo, con un sacco di gente ai lati: veramente tanta. Quando è arrivato il momento, lo speaker si è smesso a scandire il countdown partendo da dieci, solo che quando è arrivato a zero, i corridori non si sono mossi. I vertici di RCS Sport erano stati avvertiti pochi minuti prima: i corridori hanno capito che a dare troppe spiegazioni, si rischia che ti impediscano di fare le cose.

Luca Guercilena, nuovo direttore del Giro, era accanto a Mattia Cattaneo e Cristian Salvato (presidente dell’ACCPI) con i nervi a fior di pelle, immaginando chissà quale sabotaggio, quando Pidcock si è fermato accanto e col suo sguardo impenetrabile gli ha detto di non preoccuparsi: che sarebbe stato solo per cinque minuti.

A qualcuno è venuto un colpo. I corridori hanno fatto capire e forse hanno capito che per correre serve la loro collaborazione. Il giorno che decideranno davvero di fermarsi, allora ci sarà da ridere. Perché dovrebbero preoccuparsi di creare un grosso ritardo alla messa in onda di una corsa in televisione, se loro e le loro squadre non prendono un solo centesimo di quei diritti televisivi?

Tom Pidcock, britannico, è parso molto scosso per la morte di Finaly TArling e per l'investimento dei compagni alla Tre Valli Varesine
Tom Pidcock, britannico, è parso molto scosso per la morte di Finlay Tarling e per l’investimento dei compagni alla Tre Valli Varesine
Tom Pidcock, britannico, è parso molto scosso per la morte di Finaly TArling e per l'investimento dei compagni alla Tre Valli Varesine
Tom Pidcock, britannico, è parso molto scosso per la morte di Finlay Tarling e per l’investimento dei compagni alla Tre Valli Varesine

Il microfono a Evenepoel

Nel mezzo dello stupore, il microfono è finito nelle mani di Evenepoel. Di Remco si può dire tutto, non certo che gli manchino gli attributi. E la voce del belga si è sentita chiara come chiaro è stato il loro messaggio.

«Lo facciamo per tutti coloro che praticano il ciclismo professionistico – ha detto – vogliamo lanciare questo messaggio perché troppi incidenti con veicoli si verificano durante le corse. Vogliamo dimostrare al mondo intero che non accettiamo che i corridori si infortunino o addirittura muoiano in quello che consideriamo lo sport più bello del mondo. Per questo motivo restiamo qui fermi per cinque minuti, per chiarire la nostra posizione agli organizzatori, al pubblico e a tutti coloro che seguono il ciclismo. Non possiamo accettare che le persone muoiano. Vogliamo anche rendere omaggio a tutte le vittime di incidenti simili».

Gli organizzatori di RCS Sport hanno detto che si è persa un’occasione. Avrebbero potuto schierarsi in prima fila accanto ai corridori: non è forse loro interesse avere corse sicure? E non fu proprio nel finale del Lombardia 2020 che una donna entrò con la sua auto nel finale del Lombardia, facendo cadere Schachmann?

Adam Hansen, presidente del CPA attualmente in Cina, ha ricevuto un'ora prima la chiamata che lo avvisava della protesta
Adam Hansen, presidente del CPA attualmente in Cina, ha ricevuto un’ora prima la chiamata che lo avvisava della protesta
Adam Hansen, presidente del CPA attualmente in Cina, ha ricevuto un'ora prima la chiamata che lo avvisava della protesta
Adam Hansen, presidente del CPA attualmente in Cina, ha ricevuto un’ora prima la chiamata che lo avvisava della protesta

La dichiarazione dei corridori

La protesta nasce da diversi incidenti in cui i corridori si sono trovati in situazioni pericolose a causa di veicoli sul percorso. Il punto più basso è stato raggiunto l’estate scorsa con la morte di Finlay Tarling, fratello di Joshua, in seguito alla collisione con un’auto al Giro del Portogallo. Lo stesso Pidcock ha pubblicato sul suo profilo Instagram il comunicato dei corridori.

«Come corridori – si legge – siamo uniti contro i rischi inutili a cui siamo esposti. Solo questa settimana, ci sono stati diversi incidenti che hanno coinvolto veicoli sul percorso. Due corridori sono caduti dopo aver urtato una moto che procedeva nella direzione opposta. Fortunatamente, se la sono cavata con tagli e abrasioni, ma sarebbe potuta andare molto peggio.

«Quest’estate, un errore simile è costato una vita. Non lo tollereremo più. I corridori gareggiano ad alta velocità con poca protezione e dipendiamo dall’UCI e dagli organizzatori per rendere i percorsi sicuri. Questa responsabilità al momento non viene rispettata. Pertanto, chiediamo all’UCI e agli organizzatori di assumersi le proprie responsabilità e di agire. Ciò significa anche aprire un dialogo serio e aperto tra corridori, organizzatori e UCI, che porti a cambiamenti concreti in merito alla sicurezza e alla gestione dei percorsi.

«Dopo cinque minuti, abbiamo corso come al solito. Non volevamo che questo avesse un impatto sulla gara. Volevamo semplicemente dimostrare cosa possono fare i corridori quando si uniscono. Amiamo questo sport. Rispettiamo gli organizzatori. Vogliamo correre al massimo e offrire uno spettacolo ai nostri tifosi. Ma soprattutto, vogliamo tornare a casa sani e salvi dai nostri cari».

Dopo i cinque minuti dedicati ai morti e alla sicurezza sulle strade, Il Lombardia ha preso il via
Dopo i cinque minuti dedicati ai morti e alla sicurezza sulle strade, Il Lombardia ha preso regolarmene il via
Dopo i cinque minuti dedicati ai morti e alla sicurezza sulle strade, Il Lombardia ha preso il via
Dopo i cinque minuti dedicati ai morti e alla sicurezza sulle strade, Il Lombardia ha preso regolarmene il via

La famiglia Tarling

Il padre di Finlay Tarling ha letto la dichiarazione del gruppo e ha risposto sui social media: «Siamo profondamente grati, commossi e orgogliosi oggi dei compagni di squadra di Finlay che stanno facendo sentire la loro voce al Giro di Lombardia. Le cose devono cambiare e nessun’altra famiglia dovrebbe ricevere la telefonata che abbiamo ricevuto noi il 14 agosto. Speriamo sinceramente che l’UCI ascolti e che vengano attuati dei cambiamenti».

Quando sono passati cinque minuti, lo speaker ha potuto ripetere il countdown e Il Lombardia ha preso il via, consegnando alla storia la vittoria giovanissima di Paul Seixas.  A tutti coloro che nelle ore successive – dagli organizzatori ai vertici della nostra Federazione – si sono lamentati per il gesto e per il fatto che sia svolto in Italia, diciamo col cuore di esserne orgogliosi. Per i quasi 200 ciclisti che muoiono ogni anno sulle nostre strade. Per i corridori che abbiamo perso nel recente passato. Per la bellezza della ribellione spontanea dei corridori. E se per farlo hanno chiesto al loro sindacato internazionale di stare da parte, forse qualcuno dovrebbe farsi una domanda sul modo in cui questo li rappresenta.

Pare che per dare continuità all’azione, oggi i corridori si fermeranno anche al via della Parigi-Tours e le ragazze in gara al Tour of Chongming Island. Questo inizio di protesta può essere l’alba di una vera rivoluzione?