Christian Scaroni è nato il 16 ottobre 1997

Scaroni, dopo l’europeo del 2025, l’anno giusto per il mondiale

14.09.2026
6 min
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Un’idea di ciò che potremmo vedere al mondiale domenica 27 settembre ce l’abbiamo avuta poche ora fa col Gran Prix de Montreal. Ne era convinto anche Christian Scaroni, spettatore interessato da casa dopo aver concluso il blocco di classiche italiane della settimana scorsa con due podi e una condizione crescente.

Sul circuito iridato canadese – e ancor prima a Quebec – non si sono nascosti alcuni di quelli che fra due settimane partiranno con i favori del pronostico: venerdì Evenepoel davanti a Ciccone e ieri sera Del Toro su Seixas con sprint a due in entrambe le situazioni, senza contare tutti gli altri grandi nomi finiti in top 10. Altri invece, come Scaroni, stanno seguendo un avvicinamento diverso e non per questo privo di qualità.

Per parlare della sua convocazione al mondiale, col bresciano della XDS Astana siamo tornati indietro di un anno quando era nella lista degli azzurri per il Rwanda, ma lui preferì spostare l’obiettivo sull’europeo in Ardèche della settimana dopo, dove conquistò un ottimo quarto posto alle spalle di Pogacar, Evenepoel e Seixas. Una scelta che per qualcuno suonò anacronistica, che tuttavia aveva ed ha una coerente motivazione.

Christian impossibile non partire dagli ultimi giorni di gare. Che bilancio ti sei fatto?

Quella scorsa è stata una settimana di tante fatiche. Sono mancate un po’ di fortuna e un po’ di gamba, oltre alla concorrenza di grande livello. Rientravo dopo un mese senza gare ed un bel periodo in altura. Avevamo programmato la seconda parte di stagione in questo modo e spero possa arrivare fra poco la cosiddetta super compensazione del lavoro fatto in ritiro.

Parlando di risultati, ti aspettavi di andare subito così vicino al successo?

In parte sì, perché quest’anno ho dimostrato di andare forte, poi bisogna fare i conti con gli altri come sempre. A Larciano sono arrivato secondo dietro un Pidcock in forma stratosferica, fresco del titolo iridato in Mtb. Al Toscana ho fatto terzo dietro Pellizzari che è più scalatore di me su quel tipo di salite. Il Monte Serra è già piuttosto lungo per me, ma ho tenuto bene e nel finale avrei voluto fare io la mossa che ha fatto Giulio, ma sentivo di essere abbastanza marcato. Alla Sabatini ho chiuso quarto, però forse non potevo fare di più, mentre al Memorial Pantani sono arrivato in gruppo.

Il lato positivo è che la forma può migliorare.

Assolutamente, infatti quello mi rinfranca e rende meno amara questa serie di piazzamenti. Da qua al mondiale non correrò più e posso ancora crescere. Giusto un paio di giorni per recuperare le energie di quelle quattro gare, poi lavorerò sulla distanza e sul ritmo facendo dietro moto per ritrovare brillantezza.

Scaroni è rientrato alle gare dopo il Tour de Pologne, in cui è stato leader fino all'ultima tappa dimostrando di andare sempre forte
Scaroni è rientrato alle gare dopo il Tour de Pologne, in cui è stato anche leader, dimostrando di andare forte
Scaroni è rientrato alle gare dopo il Tour de Pologne, in cui è stato leader fino all'ultima tappa dimostrando di andare sempre forte
Scaroni è rientrato alle gare dopo il Tour de Pologne, in cui è stato anche leader, dimostrando di andare forte
Cosa ci dici invece del circuito mondiale?

E’ percorso che conosco molto bene. Ho disputato il GP Montreal nel 2022 anche se non l’avevo finito e forse è per quello che lo ricordo (dice sorridendo, ndr). E’ un circuito nervoso, selettivo, tecnico, con tante curve dove si subiranno tante frustate. Ho visto la gara in televisione giusto per avere una ulteriore coscienza e attenzione del tracciato. Servirà una squadra che ti tenga davanti per fare faticare il meno possibile.

Tenendo conto di questi aspetti, hai fatto allenamenti specifici?

Certo, abbiamo lavorato su salite brevi, non più di cinque minuti come troveremo a Montreal, per essere il più possibile brillanti ed esplosivi, che sono caratteristiche che mi appartengono. Nel complesso abbiamo allenato tante cose, magari potremmo anche fare qualche richiamo a quelle “frustate” di cui parlavo prima.

Anche l’anno scorso ti eri meritato di correre il mondiale, però ti sei reso disponibile solo per l’europeo. Quest’anno invece andrai, ancora meritatamente, in Canada. Cos’è cambiato da allora?

E’ una questione di maggiori consapevolezze. L’anno scorso conoscevo il percorso dell’europeo e sapevo che la mia miglior condizione sarebbe arrivata in quella settimana e che potevo essere capitano. In Francia sono stato affiancato anche da Diego e Alberto (rispettivamente Ulissi e Bettiol, ndr) e abbiamo sfiorato il podio dietro a grandissimi campioni.

Il cittì Amadio a Montreal punterà anche su Scaroni per centrare un grande risultato
Il cittì Amadio a Montreal punterà anche su Scaroni per centrare un grande risultato
Il cittì Amadio a Montreal punterà anche su Scaroni per centrare un grande risultato
Il cittì Amadio a Montreal punterà anche su Scaroni per centrare un grande risultato
Anche l’anno scorso però arrivavi da un bella annata. Non avevi abbastanza consapevolezza dei tuoi mezzi?

Nonostante i buoni risultati, nel 2025 forse non mi sentivo ancora all’altezza di certe situazioni o per certi ruoli. Quest’anno invece avevo già detto all’inizio che conoscendo meglio il percorso del mondiale mi sarei preso qualche responsabilità in più, perché come dicevo prima ero più consapevole di me. Il quarto posto all’europeo mi ha aiutato in quel senso e anche quest’anno dovrei correre l’europeo in Slovenia, ma dovremo vedere come rientrerò dal Canada.

Che tipo di nazionale sarà quella dell’Italia al mondiale?

Credo che siamo competitivi, pur non avendo il cosiddetto fenomeno che hanno altre nazioni. Abbiamo un gruppo di ottimi corridori, in buona forma e che sanno correre bene su un circuito come quello di Montreal, che peraltro conoscono bene. Ripeto, su un percorso del genere, serve un gran lavoro per stare davanti.

A Christian Scaroni pesa sulla carta essere uno dei capitani della nazionale al pari di Pellizzari e Ciccone?

Personalmente so che posso ambire a fare una bella gara, magari alla stessa maniera dell’europeo dell’anno scorso e magari con un risultato migliore. Sia Pellizzari che Ciccone sono in grande condizione. C’è anche Piganzoli che ha dimostrato di andare forte in gare dure oppure Bettiol che ha il colpo del campione. A parte tutto, penso che tutti noi dovremo essere bravi ed onesti a dire come stiamo e metterci al servizio del compagno che ne avrà di più. Perché penso che dovremo vedere per forza come andrà la gara per prendere altre eventuali decisioni.

Scaroni non correrà più fino al mondiale per affinare una condizione già in crescita vista nelle classiche italiane di inizio settembre
Scaroni non correrà più fino al mondiale per affinare una condizione già in crescita vista nelle classiche italiane di inizio settembre
Scaroni non correrà più fino al mondiale per affinare una condizione già in crescita vista nelle classiche italiane di inizio settembre
Scaroni non correrà più fino al mondiale per affinare una condizione già in crescita vista nelle classiche italiane di inizio settembre
Chi sono quelli da tenere sotto osservazione?

Ci sono tanti nomi. Il Belgio potrebbe essere la nazionale faro della corsa. Hanno Evenepoel e un Van Aert che esce dalla Vuelta con un super gamba. Ci sono Pidcock, Seixas, Del Toro e tanti altri. Non dobbiamo sottovalutare nessuno e stare attenti.

Quando andrete a Montreal?

Il programma prevede la partenza per mercoledì 23 settembre col ritrovo in hotel la sera prima. Fino ad allora si lavorerà per arrivare il più preparati e pronti possibile all’appuntamento.