Dalla Spagna riparte il 2026 di Scaroni, con l’azzurro sullo sfondo

Dalla Spagna riparte il 2026 di Scaroni, con l’azzurro sullo sfondo

05.08.2026
5 min
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Due mesi di buco. Di Cristian Scaroni si erano perse un po’ le tracce dopo il Giro d’Italia, andato in maniera ben diversa e molto più sfortunata rispetto allo scorso anno. Ma è proprio in queste occasioni che emergono le stimmate del campione e infatti il corridore dell’XDS Astana, appena rientrato in gruppo, si è insediato nelle prime posizioni, cogliendo il podio alla Vuelta Castilla y Leon (foto di apertura) e poi risultando protagonista nella Clasica di San Sebastian dimostrandosi all’altezza di chi era uscito brillante dal Tour.

Scaroni al Giro d'Italia, concluso anzitempo a causa di un virus che l'ha fermato a lungo
Scaroni al Giro d’Italia, concluso anzitempo a causa di un virus che l’ha fermato a lungo
Scaroni al Giro d'Italia, concluso anzitempo a causa di un virus che l'ha fermato a lungo
Scaroni al Giro d’Italia, concluso anzitempo a causa di un virus che l’ha fermato a lungo

C’è quindi tanto da raccontare a proposito di colui – ed è il ranking Uci a dirlo – è uno dei migliori e più temuti italiani in circolazione. Ma questo Scaroni 2.0 viene da un lungo cammino iniziato proprio all’ultimo Giro d’Italia: «Ho dovuto superare un po’ di problemi, settimane un po’ difficili e poi ho iniziato ad allenarmi e ho fatto anche l’altura sul Pordoi, ma non mi aspettavo comunque di essere subito competitivo, anche perché la stagione è lunga e gli obiettivi più importanti per me saranno a settembre. Ma questo testimonia il fatto che so lavorare bene anche lontano dalle corse».

Due mesi interi di lontananza dalle gare, ricordiamo che cosa era successo e come li hai trascorsi?

Mi sono ammalato nel corso del Giro: febbre, tosse, colpa di un virus che girava in gruppo. Io l’ho preso in pieno e sono stato fuori 15 giorni senza allenarmi. Poi pian piano ho ripreso, ma c’è stato un po’ da ricostruire perché la “botta” era stata forte per il fisico. Sono passati due mesi, tanti, ma adesso la condizione piano piano sta crescendo e vediamo di arrivare al meglio possibile, mi consola il fatto che mi sono trovato più avanti di quanto pensavo.

Il podio della Vuelta Castilla y Leon, con Scaroni terzo dietro Silva e Adrià
Il podio della Vuelta Castilla y Leon, con Scaroni terzo dietro Silva e Adrià
Il podio della Vuelta Castilla y Leon, con Scaroni terzo dietro Silva e Adrià
Il podio della Vuelta Castilla y Leon, con Scaroni terzo dietro Silva e Adrià
Non ti hanno messo fretta per riprendere presto o per ritrovare la condizione…

La squadra sa che quando lavoro bene a casa, poi arrivo alle corse che sono sempre abbastanza competitivo. Non c’era bisogno di aver fretta, anche perché c’è stato un corposo periodo di tempo che non ho toccato la bici, quindi è stato giusto darmi tempo.

Hai riassaporato subito il podio alla Castilla y Leon, che corsa è stata?

Abbiamo preso in mano le redini della corsa – risponde Scaroni – anche reduci della buonissima prestazione che abbiamo fatto il giorno prima con la vittoria di Silva ed io che avevo chiuso 4°. Sapevamo che l’arrivo era su uno strappo e avevamo tre carte veramente buone da giocarci: me, Ulissi e lo stesso Silva. L’uruguayano è molto più esplosivo di me, quindi per darmi la possibilità di vincere ho provato ad attaccare in prima persona ai 600 metri, purtroppo mi ha chiuso Roger Adria e così facendo ha fatto da trampolino a Silva, che comunque sta dimostrando che quello del Giro non è stato un caso.

Scaroni con Ulissi. Entrambi puntano alle classiche italiane per guadagnarsi la convocazione azzurra
Scaroni con Ulissi. Entrambi puntano alle classiche italiane per guadagnarsi la convocazione azzurra
Scaroni con Ulissi. Entrambi puntano alle classiche italiane per guadagnarsi la convocazione azzurra
Scaroni con Ulissi. Entrambi puntano alle classiche italiane per guadagnarsi la convocazione azzurra
Con te sembra si sia realizzato un bel connubio tecnico…

Sapevamo tutti la qualità di questo corridore e andava solamente fatta emergere. Nei mesi ci abbiamo corso abbastanza, io e Diego (Ulissi, ndr) gli abbiamo insegnato tanto e adesso sta mettendo a frutto tutto il lavoro che ha fatto anche a inizio stagione per noi e quindi ha dimostrato di essere un bel corridore.

La Clasica di San Sebastian che cosa ti ha detto?

La corsa basca è sempre molto dura. L’ho fatta anche l’anno scorso, c’ero arrivato in una condizione sicuramente migliore, eppure il quarto posto finale vale di più proprio per questo, considerando anche chi mi ha preceduto. Anche lì si è visto che la gamba c’è, però non voglio mettermi pressione addosso. Vediamo ora in Polonia, con tappe alla mia portata.

Una volata chiusa al secondo posto alla Clasica di San Sebastian, ma Evenepoel e Carapaz erano già arrivati
Una volata chiusa al secondo posto alla Clasica di San Sebastian, ma Evenepoel e Carapaz erano già arrivati
Una volata chiusa al secondo posto alla Clasica di San Sebastian, ma Evenepoel e Carapaz erano già arrivati
Una volata chiusa al secondo posto alla Clasica di San Sebastian, ma Evenepoel e Carapaz erano già arrivati
Vista un po’ com’è andata questa stagione, adesso per la seconda parte su quali gare hai focalizzato la tua attenzione?

Sicuramente sarà importante fare bene le prime corse a settembre in Italia, quindi Larciano, Toscana, Peccioli, Pantani e tutte quelle lì per meritarsi una convocazione al mondiale, che è l’obiettivo primario per me che non ho mai fatto un mondiale. Mi piacerebbe meritarmi questa convocazione, però ce la si gioca sul campo a suon di prestazioni e risultati, quindi tutte le corse in Italia saranno fondamentali per me e cercheremo di arrivarci nel miglior modo possibile.

Si dice che sarà un mondiale molto duro come salite. Come pensi di prepararlo nel caso?

Ho preparato anche l’europeo dell’anno scorso così. Non era semplicissimo, eppure credo di essermela cavata bene (finì quarto, ndr). Servirà arrivare coi tempi giusti e non troppo presto in condizione, perché dopo una stagione così intensa si possono pagare tutti gli sforzi e quindi magari non arrivare al mondiale al top. Io farò come l’europeo, seguirò quel canovaccio e intanto il Polonia mi potrà dare la gamba giusta, poi vediamo di fare un bel lavoro fino a settembre a casa.

Al Giro di Polonia Scaroni punta ad affinare la condizione, ma se capita l'occasione...
Al Giro di Polonia Scaroni punta ad affinare la condizione, ma se capita l’occasione…
Al Giro di Polonia Scaroni punta ad affinare la condizione, ma se capita l'occasione...
Al Giro di Polonia Scaroni punta ad affinare la condizione, ma se capita l’occasione…
Vivendo da spettatore il Tour, che cosa ti hanno detto queste tre settimane?

La cosa che mi ha colpito, al di là della vittoria di Pogacar è che su 21 tappe hanno vinto tutti i campioni. Significa che il livello del Tour è sempre altissimo e che vincono solo campioni veri, nessuno vince per caso. Mi ha sorpreso Evenepoel, che non mi aspettavo così forte in salita. E a San Sebastian infatti ha fatto la differenza…