Tour de France Femmes 2026, Pauline Ferrand Prevot, Mont Ventoux

Il crollo di Ferrand Prevot, la magia non è riuscita

10.08.2026
4 min
Salva

Sembra passato un secolo dalla maglia gialla conquistata un anno fa da Pauline Ferrand Prevot, che sabato non ha preso il via nell’ottava tappa del Tour de France Femmes. I 10’44” subiti sul Mont Ventoux sono stati la pietra tombale sulla corsa della francese che lo scorso anno aveva sollevato polemiche per la sua magrezza e i sacrifici fatti per essere competitiva.

I 2’13” incassati nella crono a Dijon e poi i 2’35” a Belleville en Beaujolais avevano fatto capire che le cose non filassero come Pauline sperava, lasciando quasi intravedere la stessa fatica di Wiggins nel 2012 dopo la vittoria del Tour. L’anno successivo, il britannico preferì stare alla larga dalla Francia e scelse il Giro d’Italia da cui ugualmente si ritirò. Certe rincorse costano caro e non sempre basta fermarsi per dire di averle recuperate. Già al mondiale di Kigali, che avrebbe dovuto vincere a mani basse e invece chiuse al 16° posto, si capì che Ferrand Prevot non fosse più la stessa dell’estate.

Alla partenza del Tour Femmes da Losanna, Ferrand Prevot si era proclamata ottimista e in forma
Alla partenza del Tour Femmes da Losanna, Ferrand Prevot si era proclamata ottimista e in forma
Alla partenza del Tour Femmes da Losanna, Ferrand Prevot si era proclamata ottimista e in forma
Alla partenza del Tour Femmes da Losanna, Ferrand Prevot si era proclamata ottimista e in forma

Salute o preparazione?

Si è sempre pensato e detto, anche a proposito del Giro e del Tour fatti correre a raffica a Davide Piganzoli, che la militanza nella Visma-Lease a Bike sia una sorta di garanzia per lo sfruttamento oculato dei corridori e magari è vero. Sta di fatto che, non avendo avuto il sentore e tantomeno la comunicazione che Ferrand Prevot abbia avuto un problema di salute, è lecito pensare che la difficoltà abbia avuto una ragione tecnica. Solo per giustificare la mancata partenza nella tappa di sabato, la squadra ha annunciato in un comunicato che Pauline non si sentiva bene e che quindi, dopo un consulto con lo staff medico, non avrebbe preso il via.

Il suo manager, Rutger Tijssen, ha parlato con i giornalisti francesi che lo hanno incalzato affinché spiegasse le ragioni del ritiro. «Non direi che sia malata – ha detto – ma ha passato una notte molto brutta. Quando si è svegliata, non si sentiva in grado di correre. Non sappiamo se avesse la febbre, ma sembrerebbe di sì. Era accaldata, un po’ sudata. Era abbastanza ovvio non farla partire».

A quel punto del resto Ferrand Prevot non aveva più obiettivi da raggiungere nel Tour e sarebbe stato utopistico pensare che potesse reggere il passo delle migliori nelle ultime due tappe. «Semplicemente non sono in forma», ha dichiarato l’atleta sul Mont Ventoux.

Sul Mont Ventoux la resa definitiva: se fosse stata quella del 2025, per le altre sarebbero stati guai...
Sul Mont Ventoux la resa definitiva: se fosse stata quella del 2025, per le altre sarebbero stati guai…
Sul Mont Ventoux la resa definitiva: se fosse stata quella del 2025, per le altre sarebbero stati guai...
Sul Mont Ventoux la resa definitiva: se fosse stata quella del 2025, per le altre sarebbero stati guai…

Rilassamento e disciplina

C’è da capire se il suo calo così netto, escludendo problemi di salute, sia stato dovuto a una preparazione sbagliata o al miglior livello delle avversarie che l’anno scorso si sono lamentate per il regime estremo adottato dalla francese, ma evidentemente sono corse ai ripari.

«Pauline ha pensato al Tour per tutto l’anno – ha raccontato il suo compagno Dylan Van Baarle, spiegando come mai anche la primavera sulle Ardenne sia stata al di sotto delle attese – ha fatto gli stessi ritiri e la stessa preparazione dell’anno scorso. E dato che non era infortunata, ha lavorato persino meglio».

Grande serenità, confermata anche dalle sue parole prima della partenza, quando le ambizioni erano intatte e l’obiettivo del secondo Tour ancora sul tappeto. Anche se nel suo parlare della disciplina si avvertiva il leggero vacillare che ha portato alla frana. Non è sfuggito che proprio nei giorni delle Ardenne, la francese fosse sembrata indietro di condizione: evidentemente la magia di perdere peso e trovare la condizione riuscita lo scorso anno questa volta non si è avverata.

«Tutto è andato esattamente come previsto – dichiarava prima del via – sono estremamente motivata e mi sono allenata duramente. Arrivo più rilassata e darò il massimo. Dopo la vittoria, ho potuto godermi la famiglia, la vita, andare al ristorante e questo mi ha reso felice e mi ha dato una grande motivazione per essere abbastanza disciplinata. Non sento molta pressione, più che altro una sorta di eccitazione e curiosità riguardo alla mia forma, a come mi confronto con le altre».

Settima alla Freccia Vallone, Ferrand Prevot era parsa indietro di condizione
Settima alla Freccia Vallone, Ferrand Prevot era parsa indietro di condizione
Settima alla Freccia Vallone, Ferrand Prevot era parsa indietro di condizione
Settima alla Freccia Vallone, Ferrand Prevot era parsa indietro di condizione

Quali obiettivi fino al 2028?

Ma le altre questa volta sono arrivate pronte per la sfida, costretta proprio da lei ad alzare l’asticella. Lo conferma il livello con cui si sta correndo e l’innalzamento delle prestazioni dei singoli, da Vollering e Niewiadoma. Il livello generale sta aumentando di un 5-10 per cento ogni anno in termini di watt assoluti e questo potrebbe spiegare la difficoltà di primeggiare, ma certo non può spiegare l’improvviso blackout.

Pauline Ferrand Prevot ha rinnovato il contratto con la squadra olandese fino al 2028 per puntare alle Olimpiadi, ma dovrà inventarsi un modo molto efficace per dimenticare il flop francese e individuare degli obiettivi che la motivino, la spingano alla massima disciplina e siano alla sua portata.