Demi Vollering

Tour Femmes, equilibri ridisegnati. Vollering domina, Prevot crolla

06.08.2026
5 min
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Gli esperti davano come molto insidiosa la tappa di Belleville-en-Beaujolais e alla fine avevano ragione. La stessa direttrice del Tour de France Femmes, Marion Rousse, in occasione dei 100 giorni alla Grande Partenza da Losanna ci disse: «Non concentriamoci solo sul Ventoux e sulla tappa di Nizza. La quinta frazione, con il Mont Brouilly, sarà movimentata». Non possiamo dire che avesse torto. Tappa a Demi Vollering e classifica sconquassata.

La maglia gialla non cambia, con Marlen Reusser che in volata se la gioca con la capitana della FDJ-SUEZ, ma ciò che è cambiato sono gli equilibri in campo. E ci sono notizie che hanno fatto un rumore pazzesco. Su tutte, il distacco di Pauline Ferrand-Prévot.

In Francia il tifo per Ferrand-Prevot è caldo, così come il clima
In Francia il tifo per Ferrand-Prevot è caldo, così come il clima. E non cala nonostante la debacle di ieri
In Francia il tifo per Ferrand-Prevot è caldo, così come il clima
In Francia il tifo per Ferrand-Prevot è caldo, così come il clima. E non cala nonostante la debacle di ieri

Un su e giù tremendo

Ma andiamo con ordine e ripercorriamo brevemente la tappa, più che altro per capire come sono andate le cose. Va via una fuga di 19 ragazze, ma poi nel corso della frazione la FDJ-Suez di Vollering sale in cattedra. Dapprima inizia a controllare la gara e poi a fare un vero e proprio affondo.

Tutte aspettavano il Mont Brouilly, ma le compagne di Vollering, le più forti, come aveva anticipato giorni fa Giada Borgato, fanno sul serio. Sul Col de Durbize, la FDJ spinge ancora più forte, lasciandosi rapidamente alle spalle solo le favorite. Vollering attacca e la prima a pagare tra le grandi è, incredibilmente, Pauline Ferrand-Prévot.

Sull’atteso Mont Brouilly, Vollering è devastante nei chilometri finali, ma Reusser la tiene e scappano assieme a Kasia Niewiadoma. Nello sprint a tre la polacca parte lunga, ma non c’è niente da fare. Demi è irresistibile.

Va detto, che anche le ragazze, come i colleghi uomini, stanno incontrando un caldo eccezionale e può starci che la selezione sia stata più ardua e che ci sia stata anche qualche sorpresa.

Vollering determinata

Non vogliamo dire che sia apparsa presuntuosa, non ci azzarderemmo e non lo è mai, ma Demi Vollering ieri, anche dopo l’arrivo, è sembrata estremamente decisa e convinta di quanto fatto… e soprattutto di quel che farà.

«Queste – ha detto la regina del Giro Women – sono le vittorie che mi danno più soddisfazione. Vittorie in cui tutti hanno lavorato duramente. Questo le rende ancora più speciali e belle. Perché si raggiungono davvero insieme. Non mi aspettavo di vincere lo sprint. Eppure ci sono riuscita. E’ stato davvero un sollievo.

«Sapevo che Kasia sarebbe partita presto, come fa sempre. E sapevo che Marlen avrebbe rischiato. L’ho lasciata fare. Speravo che ce la facesse, ma non è andata così. Allora ho pensato: se non fai niente, Kasia vincerà. In quel caso, non ci avrei nemmeno provato. Quindi dovevo provarci, anche se Marlen mi avrebbe superato. Ho dato tutto fino al traguardo. È stato uno sprint lunghissimo; avevo bisogno di ogni metro. Sono molto contenta di esserci riuscita».

Tour Femmes finito? Presto per dirlo, perché comunque la maglia gialla è sulle spalle di Marlen Reusser, e Vollering la teme eccome: «L’unica buona notizia è che ho già vinto il Tour, così come Kasia. Marlen è l’unica che non lo ha ancora vinto, quindi è lei che deve lavorare di più. Sono sicura che la battaglia sarà dura, perché Marlen non è facile da battere. Ma farò del mio meglio per riuscirci».

Ma certo quei 12 secondi in vista del Ventoux e tutto il resto sembrano essere davvero esigui. Tuttavia è anche vero che in altri tempi non è detto che l’atleta della Movistar sarebbe riuscita a tenere su tracciati simili. In più, dalla Francia provengono voci secondo cui sarebbe molto, molto magra.

Elisa Longo Borghini, ieri si è tenuta a galla, mantre due giorni fa nella crono ha perso qualche secondo in più per via di un problema meccanico
Elisa Longo Borghini, ieri si è tenuta a galla, mentre due giorni fa nella crono ha perso qualche secondo in più per via di un problema meccanico
Elisa Longo Borghini, ieri si è tenuta a galla, mantre due giorni fa nella crono ha perso qualche secondo in più per via di un problema meccanico
Elisa Longo Borghini, ieri si è tenuta a galla, mentre due giorni fa nella crono ha perso qualche secondo in più per via di un problema meccanico

Prévot, bis addio?

Ma la vera notizia di Beaujolais è stato il ritardo, importante, accusato da Pauline Ferrand-Prévot, la campionessa uscente: 2’35”. Al contrario di Vollering, qui già traspare rassegnazione, o comunque paura.

«Non posso nemmeno dire di essermi sentita male – ha detto la francese – Sentivo di essere al mio livello, ma le altre sono semplicemente di una categoria superiore. Non dobbiamo illuderci sulla classifica generale; il deficit è irreparabile. Ma non posso essere delusa perché ho dato tutto».

Conoscendola dai tempi della MTB, quel deficit irreparabile detto da lei va preso con le molle. Però è anche vero che l’offroad non è il ciclismo su strada e che il livello di questo Tour Femmes è stratosferico.

Purtroppo, non è andata benissimo neanche a Elisa Longo Borghini . L’atleta della UAE ADQ ha incassato 1’43” da Vollering. Non si tratta di un naufragio: con tanta strada e tanta salita, un’atleta tenace come la piemontese può ancora puntare al podio, ma certo si fa dura. Quanto detto per Pauline vale anche per Elisa.

Oggi, nel dopo tappa, Elisa non ha parlato, mentre in mattinata ci aveva tenuto a chiarire che in squadra c’è un bel clima e che con Paula Blasi non ci sono problemi.

Oggi dunque si riparte verso Tournon-sur-Rhône con Reusser in testa, Vollering a 12″ e Niewiadoma a 1’17”. Longo Borghini è sesta a 2’58” e Ferrand-Prévot è 17ª a 5 minuti tondi tondi (distacco maturato nell’ultima due giorni tra crono e ieri). E occhio, perché anche oggi la tappa è super insidiosa: 153 chilometri e oltre 2.600 metri di dislivello.