La Romanese in Olanda. Anche la DSM batte le mani

La Romanese in Olanda. Anche la DSM batte le mani

04.08.2026
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Esperienza estera per la SC Romanese e non una gara di poco conto. Anche se non fa più parte della Nations Cup, la Watersley Junior Challenge resta uno degli eventi di punta della stagione junior, dove si confrontano nazionali (era presente anche la formazione statunitense per un primo test verso i mondiali), società extraeuropee (addirittura dalla Nuova Zelanda) e alcune delle formazioni più in vista, già inserite in filiere dei team del WorldTour. Un consesso di primo livello per una squadra italiana, tornata dall’Olanda con tante indicazioni positive.

La corsa olandese è un riferimento fra gli junior, la Romanese è alla sua terza presenza
La corsa olandese è un riferimento fra gli junior, la Romanese è alla sua terza presenza
La corsa olandese è un riferimento fra gli junior, la Romanese è alla sua terza presenza
La corsa olandese è un riferimento fra gli junior, la Romanese è alla sua terza presenza

A guidare la Romanese sulle strade arancioni è stato il diesse Redi Halilaj, pienamente convinto della scelta ardita effettuata: «La SC Romanese è diventata una delle squadre inserite nella filiera del Team DSM Firmenich-PostNL e negli ultimi tre anni andiamo a fare sempre una settimana in Olanda loro ospiti. Ne approfittiamo per fare qualche gara, il primo anno abbiamo gareggiato in Belgio, negli ultimi due abbiamo scelto questa».

Com’è stato gareggiare in un livello così alto, fra club e nazionali?

Dico sempre ai corridori che se vogliono provare a farne il loro mestiere, si devono misurare con i migliori senza paura, se vogliono crescere per vedere a che livello sono, quanto c’è da migliorare e dove lavorare. Devo dire che il messaggio arriva, i ragazzi hanno affrontato la gara senza timori reverenziali.

Redi Halilaj, il diesse della Romanese ha sempre spinto per esperienze all'estero
Redi Halilaj, il diesse della Romanese ha sempre spinto per esperienze all’estero
Redi Halilaj, il diesse della Romanese ha sempre spinto per esperienze all'estero
Redi Halilaj, il diesse della Romanese ha sempre spinto per esperienze all’estero
Che tipo di corsa era?

La prima tappa era una cronometro ondulata di circa 6 chilometri e mezzo, mentre con la seconda e la terza ci siamo praticamente trovati sulle strade dell’Amstel Gold Race, cioè strade molto strette dove ci passava giusto una macchina e tutto curve e controcurve, saliscendi, insomma le classiche strade del Nord. Per questo per i ragazzi è stata un’esperienza molto istruttiva.

I ragazzi della Romanese come si sono trovati?

Si sono mossi bene, naturalmente hanno detto che il livello era alto e non ci erano abituati e nella prima tappa vera, quella più lunga, hanno un po’ patito perché all’estero hanno un livello di aggressività e senso della posizione diverso da quello che troviamo da noi. Fortunatamente dove fanno le nostre gare sono strade larghe, abbastanza facili, più sicure. Ma il secondo giorno sono partiti molto più decisi e infatti sono cominciati ad arrivare bei piazzamenti.

La corsa olandese ha sempre avuto presenze tra club e nazionali. La vittoria è andata a Nistal (USA)
La corsa olandese ha sempre avuto presenze tra club e nazionali. La vittoria è andata a Nistal (USA)
La corsa olandese ha sempre avuto presenze tra club e nazionali. La vittoria è andata a Nistal (USA)
La corsa olandese ha sempre avuto presenze tra club e nazionali. La vittoria è andata a Nistal (USA)
Che clima avete trovato?

A parte la seconda tappa, gli altri giorni c’era il classico clima da nord, con vento forte e temperature intorno ai 19-22 gradi.

Che caratteristiche hanno i corridori della Romanese, soprattutto i due che hanno ottenuto migliori risultati, Orengo finito ottavo nella generale e Minardi nella Top 10 di tappa?

Orengo è un ragazzo che si trova bene in salita e ha già fatto dei buoni risultati quest’anno, quando la strada si rizza sotto le ruote è sempre lì coi migliori. Minardi è un buon passista che tiene bene sugli strappi ed è anche un po’ veloce, ma anche gli altri ragazzi che erano presenti, Magni, Osmetti e Villa tengono bene sulle salite e hanno una buona resistenza.

La vostra squadra è nella filiera di una formazione WorldTour, che feedback avete avuto dai vertici?

Ci ha seguiti un ragazzo che cura lo scouting di tutte le categorie della DSM e il suo responso è stato positivo. Ha detto che il processo di crescita è avanzato e loro guardano a quello, non tanto ai risultati anche se quelli servono, ma a loro interessa come cin si arriva. Per noi è stato importante perché significa che il nostro compito lo svolgiamo bene, il fatto di fargli imparare dove sbagliano e di analizzare ogni punto della corsa, trarne sempre insegnamenti.

Due presenze in Top 10 con Minardi e Orengo, capace quest'ultimo di chiudere al 16° posto a 3'23" dal vincitore
Due presenze in Top 10 con Minardi e Orengo, per la Romanese, capace quest’ultimo di chiudere al 16° posto a 3’23” dal vincitore
Due presenze in Top 10 con Minardi e Orengo, capace quest'ultimo di chiudere al 16° posto a 3'23" dal vincitore
Due presenze in Top 10 con Minardi e Orengo per la Romanese, capace quest’ultimo di chiudere al 16° posto a 3’23” dal vincitore
Che cosa vi aspetta nel corso di questa stagione?

Ora intendiamo far bella figura nelle ultime gare internazionali che abbiamo in Italia, a cominciare dal Paganessi. Abbiamo già un corridore che sappiamo che farà Lunigiana che è Aurengo, quindi vogliamo portarlo in condizione per far bella figura in quella gara lì che è l’appuntamento clou di tutta la stagione, poi come squadra vogliamo far bene a Paganessi e Buffoni. Sono le gare più importanti, farsi vedere in queste gare è molto importante perché il livello è alto e come dicevo prima, se vuoi provare a fare il corridore, devi essere protagonista in queste gare, stare nel vivo della gara.

Tra i ragazzi che hai a disposizione ce ne sono già secondo te maturi per il salto di categoria e conseguentemente per fare di questa attività un mestiere?

Diciamo che abbiamo dei ragazzi che hanno ottime potenzialità ma hanno bisogno ancora di crescere perché oltre ad avere il fisico bisogna crescere tanto di testa ed è lì che c’è ancora tanto lavoro da fare. Bisogna puntar tanto a costruirli mentalmente essere pronti a questo salto di categoria: da juniores sembra che si sentano tutti dei campioni e invece sei ancora alle battute iniziali del mestiere…

Un lavoro, il vostro, che non è solo quindi insegnare a correre…

Il ciclismo è un po’ come la vita: non c’è da parlare molto, nel ciclismo si parla con le gambe, tutto il resto è contorno. Significa insegnare loro che bisogna procedere con i fatti piuttosto che con le parole. E questo vale dappertutto.