Sergio Meris, Unibet Rose Rockets, Freccia Vallone, Muro di Huy (foto Instagram)

Meris: i due anni con la Unibet e il sogno del Lombardia

04.09.2026
6 min
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Il secondo anno alla Unibet Rose Rockets per Sergio Meris ha il sapore della scoperta e delle conferme. In questi giorni si trova a casa ed è appena tornato da un periodo di altura a Livigno, con l’obiettivo di capitalizzare quanto di buono fatto vedere e di conquistare il posto per gli ultimi appuntamenti dell’anno. Due settimane di ritiro, lavorando sodo, in quella che è la seconda stagione da professionista per il ragazzo bergamasco che è cresciuto dietro casa ma che per diventare grande è andato lontano

Nella stagione 2026 Sergio Meris ha messo insieme 39 giorni di corsa al momento, un buon numero di gare se si considera il fatto che non ha preso parte a Grandi Giri. Adesso sarà protagonista in Italia, a parte una breve toccata e fuga in Belgio, per capire e far vedere di che pasta è fatto. Arriva dal Tour du Limousin, nel quale ha dato seguito alle prestazioni di questa estate, dove spesso è stato a contatto con la top 10. 

«Terminato il Tour du Limousin in Francia – spiega Meris – sono andato a Livigno per arrivare pronto alle gare di fine stagione. Proprio al Limousin è arrivato il miglior piazzamento di quest’anno, con una top 10. Sembra semplice ma non lo è affatto perché il livello è alto in ogni competizione e si corre sempre a tutta. Il risultato trovato ha confermato le buone sensazioni avute e ora, adesso ho davanti diverse gare in Italia, dovrei iniziare dalla Coppa Sabatini e arrivare fino al Gran Piemonte».

Sergio Meris, Unibet Rose Rockets, Strade Bianche (foto Instagram)
Sergio Meris è al secondo anno nel team Unibet Rose Rockets con il quale è passato professionista nel 2025 (foto Instagram)
Sergio Meris, Unibet Rose Rockets, Strade Bianche (foto Instagram)
Sergio Meris è al secondo anno nel team Unibet Rose Rockets con il quale è passato professionista nel 2025 (foto Instagram)
Si sogna anche Il Lombardia?

Sarebbe davvero fantastico, vedremo di conquistare una convocazione, la squadra dovrebbe ricevere l’invito. Sarebbe l’appuntamento più ambito del calendario, è la corsa di casa. Abito a dieci minuti dall’arrivo di Bergamo (che quest’anno sarà sede di partenza, ndr). 

Meglio il Lombardia che arriva a Bergamo o che parte?

L’arrivo, senza alcun dubbio. In caso dovessi correrlo alla partenza avrei modo di salutare meglio amici e parenti. Esserci sarebbe fantastico, quando si partiva da Bergamo spesso andavamo con i compagni di squadra della Colpack a vedere la corsa e salutare gli altri corridori. 

Come si ottiene la convocazione?

Attraverso queste corse in Italia, farmi vedere ed essere protagonista sarebbe un modo per trovare un posto per la corsa più bella dell’anno. Ho preso parte anche alla Milano-Sanremo, ma la gara di casa non si batte. 

Chiamato per essere alla Milano-Sanremo all'ultimo momento, Meris ha chiuso 50° a 3'17" da Pogacar (foto Instagram)
Chiamato per essere alla Milano-Sanremo all’ultimo momento, Meris ha chiuso 50° a 3’17” da Pogacar (foto Instagram)
Chiamato per essere alla Milano-Sanremo all'ultimo momento, Meris ha chiuso 50° a 3'17" da Pogacar (foto Instagram)
Chiamato per essere alla Milano-Sanremo all’ultimo momento, Meris ha chiuso 50° a 3’17” da Pogacar (foto Instagram)
Questa è la seconda stagione con la Unibet Rose Rockets, come la giudichi?

Sta andando ancora meglio della prima, la squadra è davvero molto organizzata ed è cresciuta molto in un solo anno. Ha preso parte alle gare più importanti a livello WorldTour, come il Giro, anche se io non sono stato convocato. Ma era una decisione giusta, in linea con la rosa scelta dal team che ha lavorato per Groenewegen. 

Personalmente com’è andata?

Ho fatto tanta esperienza in diverse gare, il calendario proposto è stato di alto livello e sono soddisfatto. Mi sono messo alla prova su diversi terreni, dalle classiche del Belgio alle gare con salite lunghe e impegnative. Sono un corridore molto flessibile e questo la squadra lo ha apprezzato molto, infatti ho corso praticamente ovunque.

Dietro al racconto divertente e simpatico della Unibet Rockets che realtà c’è?

Quando si mettono casco e occhiali e ci si cala nello scenario delle corse emerge tutta l’organizzazione che ci ha portati a fare un cammino di crescita importante ed evidente. Il team ci segue molto, si lavora bene e io stesso sto vedendo tanti miglioramenti. Il 2026 è un anno positivo, nel quale ho visto di avere una grande continuità di risultati e prestazioni. Manca ancora qualcosa per stare davanti, ma fa parte del percorso di crescita

Sergio Meris, Unibet Rose Rockets, Strade Bianche (foto Instagram)
Sergio Meris alla Unibet Rose Rockets ha trovato una realtà che crede nelle sue qualità e nella sue potenzialità (foto Instagram)
Sergio Meris, Unibet Rose Rockets, Strade Bianche (foto Instagram)
Sergio Meris alla Unibet Rose Rockets ha trovato una realtà che crede nelle sue qualità e nella sue potenzialità (foto Instagram)
C’è grande serenità in team…

Molta, alla fine siamo tutti ragazzi della stessa età più o meno. Lavoriamo remando nella stessa direzione e tutti vogliamo il meglio possibile. 

Come consideri il cammino fatto?

Personalmente in questi due anni ho visto tanta fiducia riposta nei miei confronti. In alcune gare sono stato chiamato ad aiutare, mentre in altre ho avuto spazio per provare a fare del mio meglio. In certi frangenti sono stato protagonista, sia aiutando che provando a raccogliere un risultato. Penso di aver trovato il mio punto forte nelle Ardenne, ho avuto modo di correre in gare come la E3 Saxo o il Baloise Tour e sono felice di quanto fatto. 

La gara di cui sei più orgoglioso?

Direi la Milano-Sanremo, è stata la prima Classica Monumento della mia carriera. La chiamata è arrivata all’ultimo ma sono riuscito a farmi trovare pronto, ho dimostrato di poter reggere certi chilometraggi e certe andature. 

Sergio Meris, Unibet Rose Rockets (foto Instagram)
La Strade Bianche per Meris è stata un banco di prova difficile da superare, ma fondamentale per la sua crescita (foto Instagram)
Sergio Meris, Unibet Rose Rockets (foto Instagram)
La Strade Bianche per Meris è stata un banco di prova difficile da superare, ma fondamentale per la sua crescita (foto Instagram)
Cosa vuol dire essere l’unico italiano del team?

Si sente una certa differenza, ma il fatto di essere parte della squadra da un anno mi ha permesso di imparare tanto e attutire il colpo. Culturalmente immergersi in una realtà olandese si sente, soprattutto quando si corre dalle loro parti. Personalmente penso di essere cresciuto molto, entrare in contatto con un ciclismo diverso è stato molto utile. 

L’esperienza più difficile?

La Strade Bianche, perché arrivavo dal Laigueglia con ottime sensazioni e pensavo di avere la gamba per stare davanti o comunque per resistere. Invece mi sono trovato a lottare in fondo al gruppo con il dubbio di finirla. Ho stretto i denti e quell’esperienza è stata un altro gradino importante per la mia maturazione. 

Meris ha trovato nel team autentici mentori, in particolare in Lafay arrivato quest'anno
Meris ha trovato il suo posto in un team internazionale nel quale da quest’anno è l’unico italiano
Meris ha trovato nel team autentici mentori, in particolare in Lafay arrivato quest'anno
Meris ha trovato il suo posto in un team internazionale nel quale da quest’anno è l’unico italiano
Aver preso parte alla corse più importanti del WorldTour ha cambiato la percezione del team?

Sì, moltissimo. A Bergamo quando esco per allenarmi i ciclisti e gli appassionati riconoscono la maglia. Aver preso parte al Giro d’Italia è stato un passaggio importante per la squadra in termini di riconoscibilità.

Il contratto scade a fine stagione, avete già parlato di rinnovo?

Tutto inizia a muoversi ora, avremo modo di parlare e di confrontarci. Rimango fiducioso perché la crescita in termini di valori c’è stata. La squadra mi ha dato tante occasioni e credo che anche loro ripongono fiducia in me. Ci sarà tempo per parlare, adesso pensiamo al finale di stagione.