Inaugurazione Triple Crown, La Turbie, Monaco, negozio, clubhouse (foto Marco Muriella)

Triple Crown Riviera, a Monaco è nata la clubhouse dei ciclisti

25.06.2026
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E’ dei giorni scorsi la notizia dell’inaugurazione a Monaco di un negozio, che non è solo un negozio di biciclette, dal nome Triple Crown Riviera, che ha nel nome l’eccellenza delle più grandi conquiste sportive. Nel ciclismo, la Tripla Corona è quella che accomuna gli 8 vincitori di Giro, Tour e Vuelta. Nell’automobilismo spetta a chi ha vinto il Gran Premio di Monaco, la 500 Miglia di Indianapolis e la 24 Ore di Le Mans: c’è riuscito soltanto Graham Hill. C’è una Triple Crown quasi in ogni sport e adesso a Monaco, per la precisione a La Turbie, c’è un punto di ritrovo che vuole incarnarne la grandezza.

Oltre alla Formula Uno, al tennis, al Casinò e agli affari, Monaco è diventata da anni il Principato dei ciclisti. Le sue strade sono piene di biciclette e più si va verso l’interno e più se ne incontrano su salite iconiche come il Col de la Madone o La Turbie, su cui peraltro si decise il Tour del 2024: quello partito da Firenze e che non arrivò ai Campi Elisi per la (quasi) concomitanza con le Olimpiadi di Parigi.

Scatto di gruppo sulla porta di Triple Crown a La Turbie nel giorno dell'inaugurazione (foto Marco Muriella)
Scatto di gruppo sulla porta di Triple Crown a La Turbie nel giorno dell’inaugurazione (foto Marco Muriella)

Un progetto condiviso

Nel progetto di Triple Crown Riviera ci sono due ciclisti professionisti (Matteo Trentin e Giulio Ciccone), un’imprenditrice (Elena Giovannelli), l’ex sciatrice alpina e imprenditrice Claudia Morandini (in apertura, la prima a destra) e due piloti del mondo auto: Antonio Giovinazzi, vincitore della 24 Ore di Le Mans, e Oliver Bearman, pilota di F1.

«L’idea – spiega Claudia Morandini, che è anche moglie di Matteo Trentin – inizialmente è arrivata da Elena Giovannelli che aveva visto il posto. Abbiamo iniziato a parlarne a settembre e l’idea ci è piaciuta subito, quindi io e Matteo abbiamo detto subito di sì. Io non vengo dal mondo della bicicletta, ma lavoro nell’hospitality e ho subito visto del potenziale. Ho pensato di poterci mettere anche un po’ del mio e poi sono entrati anche gli altri. Un mese e mezzo fa abbiamo fatto un’apertura soft e poi c’è stata l’inaugurazione».

Matteo Trentin e Giulio Ciccone, entrambi in preparazione del Tour de France, sono fra i promotori di Triple Crown (foto Marco Muriella)
Matteo Trentin e Giulio Ciccone, entrambi in preparazione del Tour de France, sono fra i promotori di Triple Crown (foto Marco Muriella)
Matteo Trentin e Giulio Ciccone, entrambi in preparazione del Tour de France, sono fra i promotori di Triple Crown (foto Marco Muriella)
Matteo Trentin e Giulio Ciccone, entrambi in preparazione del Tour de France, sono fra i promotori di Triple Crown (foto Marco Muriella)
Che cosa aveva il posto per essere notato?

E’ strategico, è un punto di estremo passaggio. In più avevamo tutti voglia di provare a fare qualcosa di diverso. Abbiamo tutti un altro lavoro, quindi dobbiamo ritagliare tutto il tempo possibile. Non ci sono vacanze, più che altro per portarlo avanti ricorriamo al tempo libero. Abbiamo i nostri impiegati che ci lavorano e appena possiamo diamo una mano a 360 gradi.

Non è il classico negozio di bici, sembra avere un respiro più ampio.

Magari non siamo i primi ad aver pensato a un concetto di questo genere, però alla fine la differenza la fanno le persone e il fatto di avere anche atleti di altre discipline – quindi dimostrare che il ciclismo è l’unico sport che unisce tutti gli altri perché diventa una passione – è sicuramente importante e innovativo.

Nella presentazione si parla anche di clubhouse: che cosa vuol dire?

E’ una clubhouse nel senso che ad esempio abbiamo fatto uno studio sul caffè all’italiana, volevamo portare un po’ della nostra italianità, dato che siamo tutti italiani tranne Holly Bearman. Abbiamo il nostro caffè, ma soprattutto abbiamo voglia di condividere questi momenti. Domenica scorsa abbiamo fatto una prima ride con gli adulti, domenica prossima ne faremo una dedicata ai bambini, collegata all’educazione che stiamo portando avanti con l’associazione Beking. Il concetto è di aprirla un po’ a tutti gli appassionati e di ritrovarci insieme. Ovviamente i servizi non mancano.

C’è l’officina?

C’è l’officina meccanica, ci sono alcuni partner per cui c’è anche la vendita, c’è un po’ di tutto, però quello che conta è la condivisione. Jakob Fuglsang (ex professionista danese) espone la sua linea di abbigliamento Mad.One, Triple Crown Riviera è un posto dove passare, fermarsi volentieri e rimanere. L’accoglienza è fondamentale, è uno spazio dove tutti hanno la possibilità di venire e fare le loro giornate, le loro serate, le loro proposte. Vuole diventare anche una sorta di tavola rotonda in cui ciascuno può proporre delle idee nuove.

Da sinistra Giulio Ciccone, Guido Giovannelli, il sindaco Valentin Lopez, Claudia Morandini Matteo Trentin ed Elena Giovannelli (foto Marco Muriella)
Da sinistra Giulio Ciccone, Guido Giovannelli, il sindaco Valentin Lopez, Claudia Morandini Matteo Trentin ed Elena Giovannelli (foto Marco Muriella)
Da sinistra Giulio Ciccone, Guido Giovannelli, il sindaco Valentin Lopez, Claudia Morandini Matteo Trentin ed Elena Giovannelli (foto Marco Muriella)
Da sinistra Giulio Ciccone, Guido Giovannelli, il sindaco Valentin Lopez, Claudia Morandini Matteo Trentin ed Elena Giovannelli (foto Marco Muriella)
Sull’insegna c’è scritto Triple Crown Riviera: si può dedurre che ci sarà anche un Triple Crown Collina o comunque ce ne saranno altri?

Questa è l’idea. Siamo partiti da questo e, se tutto funziona, la nostra voglia è quella di portare il concetto del Triple Crown anche altrove. Per ora magari lo diciamo sottovoce perché abbiamo appena iniziato, ma sicuramente questo è l’obiettivo.

Chiudiamo commentando il caldo torrido che si è impadronito anche del Principato di Monaco e di suo marito Matteo che si allena vestito di nero e sabato ugualmente in nero sarà fra i protagonisti dei campionati italiani fra Asti e Cuneo.

L’idea è vincente, il ciclismo ha smesso da tempo di essere soltanto una disciplina sportiva, diventando uno stile di vita. In quanto tale ha dei canoni piuttosto chiari in tema di aggregazione e condivisione. A ben pensarci, non è per questo che a febbraio 2024 con il primo editoriale abbiamo dato vita a bici.STYLE?