Giusto ieri Mattia Cattaneo, per l’ennesima volta in carriera, è salito sul podio del campionato italiano a cronometro. Il lombardo ha chiuso al terzo posto, alle spalle di Filippo Ganna, al settimo titolo tricolore, e di Luca Giaimi. L’atleta della Red Bull-Bora si appresta ora ad affrontare il Tour de France. Sarà la spalla, anzi il punto di riferimento, di Remco Evenepoel… ma non solo.
Non solo perché, dopo un Giro di Slovenia così convincente, anche Florian Lipowitz si è riaffacciato in maniera prepotente tra gli uomini da classifica. E in tutto ciò, dall’altra parte del confine italiano, era in corsa, un po’ a sorpresa, anche Giulio Pellizzari. Tutti temi molto interessanti di cui abbiamo parlato proprio con Cattaneo.


Cattaneo: la ripartenza e Pellizzari
Il Giro di Slovenia è stato un passaggio determinante nella stagione di Cattaneo, visto che rappresentava il suo ritorno alle corse dopo un lungo periodo lontano dalle competizioni. Mattia sa sempre prepararsi molto bene, ma un piccolo dubbio restava comunque.
«Sono contento del mio Slovenia – spiega Cattaneo – venivo da un lungo periodo di soli allenamenti. Ero stato malato in primavera e per questo motivo non avevo disputato il Romandia, che invece era nel mio programma. Sostanzialmente in Slovenia avevo bisogno di conferme e devo dire che sono arrivate».
Mattia parla con il tono pacato e la serenità tipica di chi ha grande esperienza. «Okay, la gara non era di livello assoluto, ma ho avuto buone sensazioni e questo mi fa ben sperare in vista del Tour de France».
Giro di Slovenia significava anche Giulio Pellizzari. La sua presenza aveva sorpreso un po’, visto che non era uscito nel migliore dei modi dal Giro d’Italia. E invece il marchigiano si è fatto trovare pronto, senza essere una semplice comparsa. Presente nel team, motivato, ha contribuito con grande attaccamento alla vittoria finale di Florian Lipowitz.
«Rivederlo in corsa – dice Cattaneo – è stata una bella cosa per lui. Ho trovato un Giulio in forma sia fisicamente sia mentalmente. Essere subito sul pezzo non era scontato dopo un Giro così duro per lui, sia dal punto di vista emotivo sia da quello fisico. Gli faccio quindi un plauso professionale. Significa che dopo il finale di Roma non ha lasciato la bici ferma in garage.
«Tra Giulio e Florian – va avanti Cattaneo – anche se potrebbe non sembrare, noto molte similitudini, anche caratteriali. Lipowitz è un ragazzo particolare, uno dei migliori al mondo nelle corse a tappe, ma vive tutto in modo estremamente rilassato. Tradotto: non gli interessa nulla dell’aspetto mediatico di ciò che succede attorno a lui. Se può evitare un’intervista, la evita. Un po’ l’opposto di Remco.
Florian non ama le telecamere e proprio in questo approccio, quello legato ai social e ai media, lo vedo abbastanza vicino a Giulio. La differenza è che Pellizzari è senza dubbio più esuberante. Hanno caratteri simili… da campioni. E credo siano anche molto sinceri. Entrambi conoscevano le proprie possibilità nella tappa decisiva e sono stati chiari e leali. E credo che questo conti parecchio».
Un buon feeling tra i due. Per un momento abbiamo anche pensato che, come l’amico Piganzoli, anche Pellizzari potesse finire al Tour. Ma le cose sembrano essere molto diverse. Lo stesso Giulio ha parlato di vacanze dopo il Giro di Slovenia.


Capitolo Lipowitz
Cattaneo ci parla poi del co-leader della Red Bull-Bora al Tour, Florian Lipowitz. Tra l’altro, sono molti a scommettere che alla lunga, nelle tre settimane francesi, possa essere proprio il tedesco ad assumere il ruolo di capitano. Ma questo è un altro discorso.
Noi eravamo curiosi di saperne di più sul suo stato di forma. Okay la vittoria in Slovenia, che per uno che punta ai piani altissimi del Tour poteva sembrare quasi scontata, ma quali segnali arrivano davvero da lui?
Ancora Cattaneo: «Florian ha dimostrato di esserci e in ottica Tour lo vedo bene. Certo, là davanti sappiamo cosa fanno i super big e conosciamo il loro livello, ma lui sta davvero bene. E’ molto solido. Come dicevo prima, Lipowitz vive in un mondo tutto suo e sembra fregarsene di tutto e di tutti. Anche in Slovenia mostrava una serenità immensa e ogni giorno l’ha vissuto con leggerezza. Quindi, se mi chiedete se senta la pressione oppure se lo veda particolarmente concentrato sul Tour, vi dico che non mi è sembrato né teso né sotto pressione. Da fuori trasmette una tranquillità enorme».
Anche il tedesco ha dichiarato di aver avuto ottime sensazioni. Il suo percorso verso la Grande Boucle prevedeva il Romandia a inizio maggio, tanta altura e poi il Giro di Slovenia. Successivamente altra quota. Dopo il Romandia, dove si era confrontato direttamente con Pogacar ed era stato uno dei pochi a riuscire a tenerlo nel mirino, Lipowitz aveva raccontato di aver percepito un ulteriore salto di qualità. La Slovenia non ha fatto altro che confermare questo trend. Il resto lo vedremo sulle strade di Francia.


E Remco?
Strade che condividerà, come detto, con Remco Evenepoel. Entrambi partiranno con ambizioni importanti. Finora i due hanno corso insieme soltanto alla Catalunya, a fine marzo. Successivamente il belga ha seguito un percorso molto più conservativo, ad eccezione della partecipazione a sorpresa al Finistère.
«Florian e Remco hanno corso insieme alla Catalunya, è vero. In quella corsa hanno dimostrato, nei momenti che contavano, che i rapporti tra loro sono buoni e non così complicati come spesso i media raccontano, cercando magari una conflittualità interna. Sanno bene che essere in due davanti rappresenta un vantaggio. Restare vicini e collaborare può aiutare entrambi.
«Quando sei un vincente non è facile accettare che qualcun altro vinca o prenda il tuo posto, ma sono intelligenti e sanno che l’obiettivo comune è andare il più lontano possibile. Poi arriverà il momento in cui uno dei due dovrà mettersi a disposizione dell’altro. E sono convinto che lo faranno. Se invece il livello sarà molto simile, correranno insieme».
Di Remco si sono perse le tracce dopo la Liegi. Il campione olimpico ha staccato la spina e trascorso molti giorni in altura. L’altro giorno anche noi abbiamo parlato dei suoi dati e del suo buon avvicinamento. Evenepoel è sulle Alpi francesi e sembrava addirittura che volesse rinunciare al campionato nazionale belga per prolungare il più possibile gli effetti del lavoro in quota.
«Per come lo conosco io – conclude Cattaneo – Remco ha fatto la scelta migliore per avvicinarsi al Tour. Con la squadra hanno studiato a fondo questo approccio. E’ convinto che correre meno possa permettergli di arrivare meglio agli appuntamenti più importanti. Lui rende al massimo quando arriva con fame e motivazione. Sarà certamente super motivato e super grintoso. E soprattutto pronto a spaccare tutto… come dice sempre lui».