Alla Canyon/Sram emerge la Bianchi, sprinter con le idee chiare

Alla Canyon/Sram emerge Bianchi, sprinter con le idee chiare

23.05.2026
6 min
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Cresce, cresce, sempre di più e i dirigenti della Canyon/Sram sono sempre più convinti di aver fatto l’investimento giusto, portando Erja Giulia Bianchi nel proprio devo team. La diciottenne varesina è una delle pochissime U23 che hanno scelto una destinazione estera (come la Silo alla UAE e la Sanarini al Tirol), facendo subito il primo salto verso il ciclismo che conta e i risultati dicono che la scelta è stata indovinata.

Bianchi ha iniziato subito a mettersi in evidenza conquistando la vittoria alla sua seconda gara, una prova nazionale in Olanda, poi altri piazzamenti di livello sparsi per l’Europa fino al successo di tappa nella Gracia, una delle principali corse di più giorni al di fuori del calendario della Nations Cup. Ce n’è abbastanza per fare un primo punto della situazione.

La volata vincente della Bianchi, che quasi stacca le avversarie, le belghe Vanderaerden e De Buysser (foto Vaishar)
La volata vincente di Erja Bianchi, che quasi stacca le avversarie, le belghe Vanderaerden e De Buysser (foto Vaishar)
La volata vincente della Bianchi, che quasi stacca le avversarie, le belghe Vanderaerden e De Buysser (foto Vaishar)
La volata vincente di Erja Bianchi, che quasi stacca le avversarie, le belghe Vanderaerden e De Buysser (foto Vaishar)

«Non pensavo di iniziare così, sono veramente al settimo cielo – racconta Bianchi – tutta la prima preparazione l’ho fatta in Italia dove ho anche esordito al Trofeo Oro in Euro, poi però ho corso sempre all’estero. Ho fatto un bel blocco di gare e allenamento in Belgio dove sono stata tantissimo con la squadra e poi ho fatto questa corsa a tappe in Cechia».

Come ti stai trovando con la formazione internazionale?

Benissimo, veramente non ho parole per spiegarlo perché sono professionali al massimo e mi fanno sentire come se fossi già nella squadra maggiore, ma allo stesso tempo mi lasciano molto tranquilla e serena, non ho pressioni. Mi mettono in condizione di poter dare il 100 per cento di me senza problemi, senza pensare ad altro. Poi con staff, compagne, mi trovo veramente bene.

Erja Bianchi con le compagne del team i Cechia, dopo la tappa vinta. In giallo l'australiana Dixon (foto Instagram)
Erja Bianchi con le compagne del team in Cechia, dopo la tappa vinta. In giallo l’australiana Dixon (foto Instagram)
Erja Bianchi con le compagne del team i Cechia, dopo la tappa vinta. In giallo l'australiana Dixon (foto Instagram)
Erja Bianchi con le compagne del team in Cechia, dopo la tappa vinta. In giallo l’australiana Dixon (foto Instagram)
Com’è stata l’integrazione?

All’inizio un po’ così, più che altro per l’inglese con cui non avevo tanta dimestichezza, perché le prime volte che lo parli, anche se l’hai studiato, non ti scorre con facilità, ma è solo questione di tempo. Prendi l’abitudine subito e poi non ci badi più. Ora è tutto molto più facile, la comunicazione è immediata.

L’ultima gara, la tappa al Gracia, ha rappresentato un salto di qualità da parte tua. Com’è arrivata?

Sono partita per questa gara a tappe, sapendo che le ultime due erano per me. Alla prima non so cosa mi sia successo ma sono stata veramente male e tutte le mie aspettative si sono abbassate tantissimo. La seconda tappa era per scalatrici, io mi sentivo meglio, ho fatto il mio e ho lavorato per le compagne ma ho preservato più energie possibili. Poi al mattino avevo la crono e anche lì ho provato la gamba. Al pomeriggio non ero sicura perché non ero al massimo, ma le mie compagne mi hanno sempre portato davanti, hanno fatto un lavoro splendido e all’ultimo chilometro ho preso la posizione e sono riuscita a fare il mio sprint.

Il podio della classica di Beernem, con la Bianchi fra le olandesi Koops e Van Velzen (foto Instagram)
Il podio della classica di Beernem, con la Bianchi fra le olandesi Koops e Van Velzen (foto Instagram)
Il podio della classica di Beernem, con la Bianchi fra le olandesi Koops e Van Velzen (foto Instagram)
Il podio della classica di Beernem, con la Bianchi fra le olandesi Koops e Van Velzen (foto Instagram)
Tu hai fatto anche un’esperienza alla Scheldeprijs con la squadra maggiore. Che esperienza è stata?

Non dimenticherò facilmente quella giornata, al mattino ero molto emozionata. Correre con quelle più grandi era qualcosa di particolare, ho trovato un bell’ambiente. Mi sono trovata molto bene anche con loro. In gara penso di essermi mossa bene,in teoria dovevo essere nel treno per Chiara (Consonni, ndr). Negli ultimi 4 chilometri però ho avuto un problema con un’altra ragazza, la mia ruota davanti è entrata nel suo cambio e quando sei lì nella mischia basta un minimo inconveniente e non puoi fare più nulla. Io ho rotto tutti i raggi e non ho potuto fare la volata per aiutare la squadra. Ero comunque molto contenta perché le posizioni le avevo tenute e con la squadra c’era un bel feeling.

Quando l’anno scorso si è palesata questa possibilità di andare in una squadra estera, avevi paura di fare un salto nel buio?

Un po’, ma era l’obiettivo a cui puntavo da inizio stagione, proprio arrivare a un devo team. Farmi notare dalle squadre maggiori per uno spiraglio in più per crescere, per finalizzare quello che è il mio obiettivo, ovvero diventare una ciclista professionista. C’era questa opportunità, non ho esitato minimamente, anzi mi sembrava di sognare e infatti ringrazio soprattutto i miei procuratori della JJ Sports che hanno preso i contatti con questa squadra.

Per la Bianchi finora 12 giorni di gara con già 2 vittorie e un podio, correndo già nella squadra maggiore (foto Instagram)
Per Bianchi finora 12 giorni di gara con già 2 vittorie e un podio, correndo già nella squadra maggiore (foto Instagram)
Per la Bianchi finora 12 giorni di gara con già 2 vittorie e un podio, correndo già nella squadra maggiore (foto Instagram)
Per Bianchi finora 12 giorni di gara con già 2 vittorie e un podio, correndo già nella squadra maggiore (foto Instagram)
La squadra è favorevole a farti fare la doppia attività strada/pista?

Su pista sto riprendendo adesso. A essere sincera devo ancora capirlo se sono favorevoli o no, ma penso di sì. Erano intanto favorevoli a farmi fare questo allenamento su pista, quindi penso di sì.

Nel proseguo della stagione ti dividerai un po’ tra la strada e la pista, anche per gli impegni con la nazionale?

Questo non lo so perché devo ancora chiedere tutto a tutti, comunque penso di sì. Mi hanno detto che potrei essere nel gruppo per l’europeo di categoria su pista e sinceramente ci spero molto. Mi piacerebbe farlo, spero che vada bene anche alla squadra ma devo ancora parlarne in base al calendario.

Tu per il futuro ti vedi solo come stradista o ti poni come obiettivo olimpico anche la pista?

Il problema è che io in pista so fare veramente poche cose, solo il quartetto perché il resto proprio non sono capace. Se c’è la possibilità di un quartetto olimpico, ovvio che non rifiuto, ma so che i posti sono pochissimi, le ragazze devono essere pronte a fare altro. Le mie possibilità non sono tantissime, ma ci proverò.

La varesina si divide fra strada e pista sfruttando le sue buone doti contro il tempo (foto Instagram)
La Bianchi si divide fra strada e pista sfruttando le sue buone doti contro il tempo (foto Instagram)
La varesina si divide fra strada e pista sfruttando le sue buone doti contro il tempo (foto Instagram)
La Bianchi si divide fra strada e pista sfruttando le sue buone doti contro il tempo (foto Instagram)
Fino adesso tu hai fatto, salvo la prima gara, tutte prove all’estero, come ti trovi con quel tipo di percorsi?

Non sono tanto quelli che cambiano, è il gruppo che sento che è molto più forte, più veloce e le ragazze sono più esperte. Capisci subito che è qualcosa di serio, ma nel gruppo penso di sapermi posizionare molto bene e i risultati lo confermano.

E ora?

Dopo una gara in Austria resterò ferma fino a luglio, perché ho la maturità. Lo studio voglio continuarlo perché un piano B è sempre necessario, punterò a un’università online, ma se ne parlerà dopo la maturità e poi lo studio per l’esame per la patente che quasi temo di più…