Giada Silo della UAE Development Team e Erja Giulia Bianchi della Canyon//Sram zondacrypto Generation

Bianchi alla Canyon e Silo alla UAE: primi giorni nei devo team

02.01.2026
7 min
Salva

Tra i tanti prodotti d’esportazione ci sono anche le nostre migliori giovani: juniores che diventano elite e vanno all’estero alle porte del WorldTour. E’ il caso di Erja Giulia Bianchi andata alla Canyon//Sram zondacrypto Generation e di Giada Silo finita alla UAE Development Team.

Al momento le due diciottenni sono le uniche azzurre ad aver imboccato questa strada, tenendo conto che Pegolo passerà alla Lidl-Trek solo dal 2027 dopo il “prestito” nella Isolmant. Abbiamo voluto scoprire quindi come sono stati i primissimi giorni nelle loro rispettive nuove squadre di Bianchi e Silo. Motivazioni, programmazione e differenze per due ragazzine che stanno diventando grandi.

Nei due anni da juniores Bianchi ha vinto 12 gare, Silo 7. Entrambe sono nel giro della nazionale (foto Diego Zanetti)
Nei due anni da juniores Bianchi ha vinto 12 gare, Silo 7. Entrambe sono nel giro della nazionale (foto Diego Zanetti)
Nei due anni da juniores Bianchi ha vinto 12 gare, Silo 7. Entrambe sono nel giro della nazionale (foto Diego Zanetti)
Nei due anni da juniores Bianchi ha vinto 12 gare, Silo 7. Entrambe sono nel giro della nazionale (foto Diego Zanetti)

Raduni e impressioni

Bianchi viene dalla Biesse-Carrera-Premac, Silo dal Breganze Millenium e l’impatto con i nuovi rispettivi team è storia ormai di qualche settimana fa. Lo hanno vissuto in modo diverso, seppur con punti in comune.

BIANCHI: «Il mio approccio con la Canyon è stato veloce ed intenso. Sono stata ad Amburgo per due giorni dove abbiamo fatto i classici shooting fotografici e una serie di visite mediche. C’erano anche le ragazze della formazione WorldTour chiaramente. L’impressione è stata quella di un ambiente molto professionale, dove anche i membri dello staff sono stati gentili e disponibili nei miei confronti.

«Ho fatto qualche chiacchiera con le compagne del devo team e anche con Niedermaier, Skalniak-Sojka e Niewiadoma. Mancava Consonni, ma c’erano sia Paladin che Corvi. Tutte simpatiche e pronte a dialogare di aspetti di vita quotidiana, non solo di ciclismo. Avevo paura di sentirmi fuori luogo e non mi aspettavo questo coinvolgimento fin da subito, d’altronde sono la più giovane dell’intero gruppo e l’ultima arrivata».

Nel ritiro di Benidorm erano presenti sia il team WorldTour che devo team. Per Silo un modo per conoscere tutti (foto UAE Team ADQ)
Nel ritiro di Benidorm erano presenti sia il team WorldTour che devo team. Per Silo un modo per conoscere tutti (foto UAE Team ADQ)
Nel ritiro di Benidorm erano presenti sia il team WorldTour che devo team. Per Silo un modo per conoscere tutti (foto UAE Team ADQ)
Nel ritiro di Benidorm erano presenti sia il team WorldTour che devo team. Per Silo un modo per conoscere tutti (foto UAE Team ADQ)

SILO: «Ho conosciuto compagne e staff della UAE durante il ritiro a Benidorm a metà dicembre. Anch’io non pensavo di trovarmi subito a mio agio con tutti in una realtà così grande rispetto a quella a cui ero abituata. Ho stabilito un bel feeling con ogni persona, pronta a darmi una mano per qualsiasi cosa. Ad esempio con Slongo c’è molta sintonia. Mi segue da qualche mese, lo avevo conosciuto la scorsa estate quando mi aveva invitato in un ritiro in altura sul Passo San Pellegrino.

«Nel complesso ho notato tanta umanità e umiltà, specie dalle campionesse più titolate. Ad esempio dopo cena quando ragazze come Longo Borghini, Mavi Garcia o altre sono venute da me per chiacchierare e conoscermi meglio, mi sono sentita in imbarazzo. Ovviamente mi ha fatto molto piacere, ero lusingata».

Bianchi si è subito integrata con la nuova squadra. Paladin è stata la sua compagna di stanza nel primo raduno (foto instagram)
Bianchi si è subito integrata con la nuova squadra. Paladin è stata la sua compagna di stanza nel primo raduno (foto instagram)
Bianchi si è subito integrata con la nuova squadra. Paladin è stata la sua compagna di stanza nel primo raduno (foto instagram)
Bianchi si è subito integrata con la nuova squadra. Paladin è stata la sua compagna di stanza nel primo raduno (foto instagram)

Italiane “sorelle maggiori”

Per integrarsi più in fretta, Bianchi e Silo hanno potuto contare sugli onori di casa fatti dalle loro compagne italiane. Per entrambe sono state “sorelle maggiori” che torneranno utili quando nuovamente le loro strade si incroceranno.

BIANCHI: «Tra le compagne della Generation conoscevo già Valentina (Corvi, ndr). In estate durante un allenamento, lei mi aveva parlato della squadra e dell’ambiente, ma ancora non avevo avuto contatti con la Canyon. Poi appena mi hanno chiamato, lei è diventata un mio riferimento e nel 2026 lo sarà ancora di più visto che correremo molto assieme.

«Ad Amburgo però sono stata compagna di stanza di Soraya (Paladin, ndr). Ero contentissima ed onorata, è una delle migliori donne-squadre in circolazione. Abbiamo parlato tanto, con lei mi sono sentita al sicuro».

SILO: «Avevo già conosciuto Elisa (Longo Borghini, ndr) sebbene in modo superficiale. Ad agosto avevo vinto la gara che organizza lei al Santuario Madonna del Boden (sua unica vittoria del 2025, ndr) e mi aveva premiato, ma non so se in ritiro si è ricordata di me subito (dice sorridendo, ndr). A dire il vero non ne abbiamo parlato.

«In Spagna durante i pranzi e le cene ho chiesto ad Elisa un po’ di consigli su cosa mangiare prima dei test. Oppure di come mi trovo con Slongo. Per il resto non abbiamo parlato di qualcosa in particolare. Per me è stato un ritiro anche per conoscere tutti quelli della squadra WorldTour e devo team».

Scuola da gestire

Bianchi e Silo quest’anno avranno la maturità, da sempre un impegno importante da preparare e gestire per chi corre in bici a certi livelli. Da juniores hanno vestito la maglia azzurra tante volte senza mai trovarsi assieme in gara, beneficiando quasi sempre del “progetto studente-atleta”. Eppure, nonostante il ciclismo stia diventando il loro mestiere, sono alle prese con differenze evidenti che devono far riflettere affinché chi di dovere possa intervenire.

BIANCHI: «Mi sto allenando di più rispetto agli anni scorsi, ma mi sento più serena rispetto agli altri anni. Non ho stress dalla scuola. Frequento la quinta classe dell’istituto scientifico-sportivo di Gallarate e i miei insegnanti sanno già tutto di me.

«Negli ultimi tre anni ho trovato comprensione da parte loro e mi aiutano nell’organizzazione di verifiche e interrogazioni. Proprio in funzione del mio calendario, sarò tra le prime a sostenere l’esame di Stato. Sono in un bell’ambiente, anche con i compagni di classe. Sono fortunata».

SILO: «Per me la situazione invece è più complicata. Frequentavo un istituto di Vicenza, ma ad inizio anno scolastico ho dovuto cambiare. Il preside non gradiva le mie tante assenze degli anni scorsi e aveva detto ai miei genitori che quest’anno se fosse stato uguale non mi avrebbe ammesso alla maturità.

«A quel punto, anziché perdere un anno, ho dovuto scegliere una scuola paritaria on-line dove studio biotecnologie. Al di là di tutto quanto, mi è dispiaciuto molto perché avrei voluto finire la scuola con i miei compagni e passare ancora tanto tempo con loro».

Bianchi ha già definito il suo calendario. Esordio 8 marzo a Montignoso, poi correrà anche nel team WorldTour (foto Pohlmann)
Bianchi ha già definito il suo calendario. Esordio 8 marzo a Montignoso, poi correrà anche nel team WorldTour (foto Pohlmann)
Bianchi ha già definito il suo calendario. Esordio 8 marzo a Montignoso, poi correrà anche nel team WorldTour (foto Pohlmann)
Bianchi ha già definito il suo calendario. Esordio 8 marzo a Montignoso, poi correrà anche nel team WorldTour (foto Pohlmann)

Calendario e obiettivi

Poche settimane ancora e fra poco si inizia a fare sul serio, ma prima ci sono gli ultimi ritiri da affrontare per “sistemare” la gamba e trovare più confidenza col gesto atletico.

BIANCHI: «Il mio primo vero ritiro lo farò a Girona col devo team dal 20 gennaio al 2 febbraio. Lì ci daranno bici – prosegue Bianchi – vestiario e il resto del materiale. Poi dal 12 al 22 febbraio faremo un training camp a Calpe assieme alle ragazze del WorldTour. Buona parte del mio calendario gare è già stato definito. Dovrei esordire l’8 marzo al Trofeo Oro in Euro di Montignoso, al momento unica gara italiana che farò fino a giugno. So già che correrò nel team WorldTour, a breve mi diranno quale corsa.

«Non ho aspettative, ma sento di credere più in me stessa. Loro sanno che atleta sono e mi dicono che sto crescendo bene. Sono molto motivata dall’ambiente anche se so che farò fatica in gara. Dalla squadra non ho pressioni, voglio fare esperienza e dopo i ritiri mi sarò fatta un’idea più precisa di me».

SILO: «Torneremo a Benidorm dal 13 al 21 gennaio con numeri ridotti perché una parte della squadra WorldTour sarà al Down Under. Adesso sto risolvendo dei problemi ad un ginocchio. Ho un muscolo contratto e infiammato che impedisce di spingere come vorrei. Pertanto il mio calendario lo faremo dopo i nuovi test.

«Questa stagione vorrei mettermi in mostra e riscattare un 2025 opaco. Spero di crescere, imparando a correre in grandi corse. L’obiettivo è di guadagnarmi una convocazione per il mondiale in Canada dove c’è un percorso che mi piace molto. Manca ancora molto tempo, però può essere uno stimolo in più per dare il meglio».