Era il 2009, quando Sir Bradley Wiggins, campione della pista, in seguito alla sua trasformazione, sfiorava il podio nella classifica generale del Tour de France e tre anni dopo lo vinse. Un cambiamento fisico netto che lo portò a perdere molta massa muscolare per aumentare la sua resistenza. Oggi raccontiamo la trasformazione inversa, quella di Francesca Selva: da ciclista su strada e protagonista nei criterium americani, ora si dedica alla pista, nelle discipline di velocità, con il sogno di entrare nella rosa olimpica.
La carriera di Francesca Selva è stata segnata da continui passaggi tra strada, pista e criterium, alternati a stop dovuti a problemi fisici e, più recentemente, a una miocardite post-Covid. Dopo l’ingresso in nazionale nel 2023 e il ritorno alle gare attraverso i criterium americani, Francesca ha capito di non riuscire più a esprimersi al meglio nelle discipline endurance su pista. Dal confronto con Diego Bragato, responsabile performance della FCI, è così nata la decisione di puntare sulla velocità, disciplina che potrebbe offrirle nuove opportunità anche in ottica olimpica. Ma cosa comporta una trasformazione così radicale a livello alimentare? Lo abbiamo chiesto direttamente a lei.


Cosa è cambiato nel tuo obiettivo di allenamento e di conseguenza nell’alimentazione?
L’obiettivo è stato quello di aumentare la massa muscolare. Per gli allenamenti e la verifica dei miglioramenti, sono seguita dal preparatore della nazionale, Nicola Nasetti, che ogni mese mi fa test di potenza. A livello nutrizionale, invece, faccio misurazioni regolari con la BIA (bioimpedenziometria, ndr). Ho aumentato le calorie, abituandomi a mangiare di più, ammetto con piacere, anche se all’inizio è stato un po’ difficile. La dieta si basava su un surplus calorico di circa 500 calorie al giorno, raggiungendo quotidianamente quasi 3000 Kcal.
Di quanto hai aumentato il tuo apporto proteico?
La mia dieta era già ricca di proteine, quindi è stato sufficiente integrare con degli shake, soprattutto dopo la palestra o a volte dopo gli allenamenti in pista. Nei primi periodi usavo anche app per il conteggio delle calorie, perché avevo meno appetito e faticavo a mangiare a sufficienza per garantirmi un buon aumento di massa.
Come hai vissuto il cambiamento del tuo corpo, dal punto di vista psicologico?
Negli anni ho avuto serie difficoltà, ai limiti del disturbo alimentare e i commenti che ricevevo nelle gare su strada spesso mi influenzavano negativamente. Mi ero rivolta a una nutrizionista nel 2022 per gestire meglio questi aspetti. Con questa trasformazione, mi sento più serena: mi sono sempre piaciuta, ma ora mi sento più forte. Il peso non è più un’ossessione: l’importante è sentirmi bene e forte. E’ davvero difficile trovare una velocista con un fisico esile, quindi adesso mi sento a mio agio.


Quanto è stata utile la giusta alimentazione abbinata all’allenamento?
E’ stata fondamentale. Gli allenamenti da soli non sarebbero bastati, perché prima la mia dieta era instabile e non sosteneva la crescita muscolare. Ora, invece, ho capito che senza un’alimentazione adeguata non potrei raggiungere questi risultati. Me ne rendo conto soprattutto quando, magari per meno appetito, mangio meno, e il giorno successivo ho meno forza.
Hai dovuto ricorrere a molti integratori per aumentare di massa?
No, in realtà è stato sufficiente incrementare l’apporto calorico e cambiare la tipologia di allenamento. Lo shake proteico mi ha aiutato soprattutto quando faticavo a mangiare tutto, ma oggi se ne ho la possibilità, preferisco fare un pasto normale dopo allenamento.
Se dovessi riassumere: cosa significa davvero per Francesca Selva diventare una velocista, anche a tavola?
Ho capito che i commenti alla forma fisica non contano e che bisogna vedere il cibo come un amico, non un nemico. E’ una cosa che vale un po’ in tutti gli ambiti: per pedalare hai bisogno di carburante, ma in questo caso, nella mia trasformazione, è contato ancora di più.