Il nodo è stato sciolto, Paul Seixas sarà al via del prossimo Tour de France. L’annuncio è arrivato tramite i canali social del suo team, la Decathlon CMA CGM, con un breve video nel quale il talento francese ha detto ai nonni (e allo stesso tempo a tutto il mondo) che prenderà parte alla Grande Boucle. Le voci che lo davano alla partenza di un Grande Giro in questa stagione si erano fatte sempre più insistenti fin dall’inverno. L’exploit al Giro dei Paesi Baschi, dominato e vinto, e il successo sul Muro di Huy avevano rafforzato le sensazioni di vederlo su palcoscenici ben più impegnativi.
Sensazioni che sono diventate dei solidi pilastri quando alla Liegi-Bastogne-Liegi il francesino classe 2006 è stato l’unico a tenere testa alle sfuriate di Tadej Pogacar sulla Redoute. Insomma, i tempi, per quanto possano sembrare precoci, sono ormai maturi.


Dal Lunigiana al Tour
Del talento di Paul Seixas si parla da quando al secondo anno da junior ha dominato in lungo e in largo. A partire dalla Liegi di categoria, passando per le corse sulle Alpi francesi e arrivando anche al Giro della Lunigiana, vinto in un bellissimo testa a testa contro il nostro Lorenzo Finn.
A quel Giro della Lunigiana insieme a noi c’era anche Stefano Garzelli, che ha commentato la gara sul posto. Lo stesso commentatore tecnico della RAI se lo è ritrovato davanti anche alla Liegi-Bastogne-Liegi di qualche settimana fa. La tentazione di parlare per analizzare e commentare la scelta del francese era forte, così abbiamo alzato il telefono e ne è nato l’articolo che state leggendo.


Stefano, la sensazione è che il mondo del ciclismo sembra essersi finalmente tolto un peso dal petto: Seixas sarà al Tour…
Vero, era una di quelle notizie che teneva tutti in sospeso. Anche se nei giorni scorsi ho letto una bella intervista a Miguel Indurain, il quale ha detto una cosa che condivido pienamente.
Cioè?
Che sia un bel rischio per Seixas andare al Tour e che abbia più da perdere dopo ciò che ha fatto vedere in questa prima parte di stagione. E’ giovane, ma siamo in un mondo in cui ci si dimentica subito di certe dinamiche. Soprattutto se poi si va a correre in certi contesti, come può essere il Tour de France.
Sembra essere stata quasi una spinta popolare…
C’è da capirli. E’ una decisione coraggiosa, ma siamo davanti a un ragazzo molto più maturo della media. Forse sarebbe stato meglio passare da una corsa a tappe del calibro della Vuelta, ma il rischio era che in caso di crisi o risultati sotto le aspettative le reazioni sarebbero state le stesse, con la gente pronta a dire: «Se non va forte alla Vuelta figuriamoci al Tour».


Una volta scelto di fare il passo, a questo punto meglio farlo tutto insieme?
Avrebbe potuto anche correre al Giro o alla Vuelta, ma alla fine sarebbe stata la stessa cosa a livello di attenzione e di attese. Quindi tanto vale andare al Tour.
Tu cosa ne pensi?
E’ giovane, ha 19 anni (ne farà 20 il prossimo 24 settembre, ndr) ma le aspettative sono già alte. Giornalisti, appassionati, tifosi (e la Francia intera ci sentiamo di dire noi, ndr) avranno gli occhi puntati su di lui. Certo che c’è differenza dal correre contro i più forti nelle corse di un giorno o alle gare di una settimana. Le tre settimane del Tour de France non sono uno scherzo.
Considerando che Seixas non corre per partecipare, lo abbiamo visto…
Non credo ne sia capace. Personalmente avrei fatto un altro anno a fare gare di una settimana con l’obiettivo di vincerle. Poi ci sarebbe stato tutto il tempo, nel 2027, di fare il Tour de France.


Cosa ci possiamo aspettare da Seixas al Tour?
Se fossi la squadra metterei le mani avanti, chiarendo che si va per provare a vincere una tappa e non per la classifica generale. Più che di gambe lo vedo indietro di esperienza rispetto a un possibile podio. Lo scorso anno Lipowitz fece terzo, ma arrivò in sordina. Seixas avrà intorno a sé una pressione importante. A mio avviso deve arrivare con l’approccio di chi ha tutto da imparare.
Mentalmente sembra solido, anzi solidissimo.
Lo è perché fa parte della sua personalità, ma anche perché fino ad adesso tutto sta andando per il meglio. Credo sia un giovane capace di accettare una giornata storta con la lucidità giusta. Io mi aspetto un Seixas capace di correre davanti, lo ha dimostrato, anche se torno a dire che tre settimane sono lunghe.
La cosa impressionante è che due anni fa vinceva il Lunigiana, ora si parla di Tour de France…
E ci va da protagonista, due anni fa era al Lunigiana e nel frattempo ha vinto ai Baschi, la Freccia e ha fatto secondo alla Liegi. Senza dimenticare il terzo posto all’europeo nel 2025 e la grande prestazione al mondiale in Ruanda.


Al Tour correrà contro un altro ex enfant prodige: Evenepoel, secondo te si possono accostare?
Non direi. Il ciclismo è cambiato tanto da quando Evenepoel è arrivato nel professionismo, anche se entrambi sono passati direttamente dalla categoria juniores al WorldTour. Ma il belga mi sembra meno solido mentalmente rispetto a Seixas, che invece paragono a Pellizzari. Li vedo tranquilli e rilassati, come se la pressione gli scivolasse via.
Ha ancora senso il paragone Seixas-Finn?
Ormai non più, da quando erano nella categoria juniores hanno poi fatto scelte totalmente differenti. Finn ha seguito la strada giusta, quella canonica. Seixas è l’eccezione. Non che Finn non valga, anzi, a me piace molto. Penso si potrà tornare a fare un parallelismo tra loro tra un paio d’anni, quando avranno una serie di esperienze comuni alle spalle.