Freccia Vallone 2026, Paul Seixas

Seixas e il Muro d’Huy: storia di un amore a prima vista

22.04.2026
5 min
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HUY (Belgio) – Nello spazio abbastanza angusto alle spalle del podio, Paul Seixas ha prima abbracciato il padre e la madre, poi è salito sui rulli e si è messo a sciogliere le gambe. Intorno a lui la calca del personale della Decathlon, qualche ospite e a un certo punto anche Christian Prudhomme, che si è affacciato il tempo necessario per stringergli la mano e fargli i complimenti: uno così per la Francia vale oro.

«Devo ammettere, onestamente – sorride Seixas – che stamattina avevamo un piano molto diverso, ma non si può sempre eseguire un piano alla perfezione, soprattutto in una gara dove il posizionamento è davvero caotico, diciamo. I ragazzi hanno fatto un ottimo lavoro per posizionarmi e poi in salita, sono andato un po’ a sensazione. Mi sono guardato intorno, ho valutato i miei avversari e basta, ho dato il massimo a 300 metri dal traguardo».

Una scalata di Huy regolare e progressiva: a 19 anni Paul Seixas conquista la Freccia Vallone
Una scalata di Huy regolare e progressiva: a 19 anni Paul Seixas, 1,86 per 64 chili, conquista la Freccia Vallone
Una scalata di Huy regolare e progressiva: a 19 anni Paul Seixas conquista la Freccia Vallone
Una scalata di Huy regolare e progressiva: a 19 anni Paul Seixas, 1,86 per 64 chili, conquista la Freccia Vallone

Niente di facile

In certi giorni sembra quasi matematica. Senza Pogacar, sembrava che la vittoria di Seixas fosse scontata. Si trattava solo di capire se e come il giovane francese, diventato il più precoce vincitore della Freccia Vallone, se la sarebbe cavata fra le curve, le salite e le discese della corsa. Ma è davvero così scontato? Ci pensa lui a fare chiarezza e capisci da come risponde che non prende mai una domanda alla leggera.

«Vincere è sempre difficile – dice – non è solo se c’è Pogacar oppure no. A volte non ce ne rendiamo conto, ma il livello del World Tour è molto, molto alto. Per puntare a una vittoria del genere devi fare tutto quello che puoi per risparmiare più energie. Naturalmente, dal divano o dalla TV, si pensa che sia facile: quando Pogi non c’è, vinco io. Ma non è così, ogni vittoria è difficile e per ogni vittoria bisogna spingersi al limite. Ho avuto un ottimo inizio di stagione con molte vittorie, ma bisogna anche ricordare che c’è un’intera squadra che lavora dietro le quinte.

«I direttori sportivi stanno dando il 200 per cento e così tutto lo staff per garantire che abbiamo la migliore strategia possibile e che tutto fili liscio. Abbiamo video, facciamo giri di ricognizione, ogni cosa viene sviscerata nei dettagli più piccoli. Non si tratta solo di scatenare la potenza alla fine e spazzare via tutti perché siamo i più forti. Non funziona così e, come abbiamo visto oggi, ci sono anche cadute. Bisogna rimanere in posizione, avere una squadra solida. Penso che vincere oggi non sia stato affatto facile e non è scontato che domani sarò il migliore, anche se tutti partissero nelle stesse gare».

Sul podio accanto a Seixas salgono Schmid e Tulett: per entrambi u grande risultato: insperato, a quanto hanno detto
Sul podio accanto a Seixas salgono Schmid e Tulett: per entrambi un grande risultato: insperato, a quanto hanno detto
Sul podio accanto a Seixas salgono Schmid e Tulett: per entrambi u grande risultato: insperato, a quanto hanno detto
Sul podio accanto a Seixas salgono Schmid e Tulett: per entrambi un grande risultato: insperato, a quanto hanno detto
Ti rendi conto dell’importanza di questa vittoria?

Credo che in questo momento non l’ho ancora realizzata del tutto, ma ovviamente sono già concentrato sulla Liegi. Gli obiettivi continuano ad arrivare e devo rimanere concentrato, ecco perché rimango pragmatico e ho ancora un obiettivo da raggiungere con la squadra. Sono incredibilmente contento di quello che abbiamo fatto oggi ed è una vittoria meritatissima per tutti.

Sei il più giovane vincitore della Freccia Vallone, che effetto fa sovvertire tutte le statistiche?

Dovunque vada, mi dicono che sono il più giovane. Direi che non mi interessa, ma non in senso dispregiativo: sono solo concentrato sul fare ciò che devo. Sono il leader della squadra e a prescindere dalla mia età, se partecipo a una gara, è per cercare di vincerla. Oggi ho avuto la possibilità di farlo, ci sono riuscito e la squadra ha davvero fatto tutto il possibile perché io vincessi. Questa è la cosa più importante: vincere, non necessariamente le statistiche, anche se sono belle.

Vincere è bello, ma ti sorprende aver vinto sul Muro d’Huy?

Sono rimasto sorpreso da come sono andato su quest’ultima salita. Non sapevo bene che sensazioni avrei provato con uno sforzo così diverso da quelli a cui sono abituato. Invece è stata una bella sorpresa, davvero piacevole. Avevo dei punti di riferimento. L’anno scorso, quando abbiamo corso i Campionati europei in Ardèche, c’è stata quella fuga infernale. Mi sentivo ancora bene con gli sforzi più brevi e oggi ne ho avuto la conferma. Sono contento di essermi messo alla prova con uno sforzo così intenso per dimostrare che sono in grado di fare bene con gli sforzi più brevi.

Scaroni è stato il migliore degli italiani, 11° a 10" secondi da Seixas
Scaroni è stato il migliore degli italiani, 11° a 10″ secondi da Seixas
Scaroni è stato il migliore degli italiani, 11° a 10" secondi da Seixas
Scaroni è stato il migliore degli italiani, 11° a 10″ secondi da Seixas
Questo ti dà più fiducia per Liegi?

Sicuramente mi dà un po’ di fiducia, ma la Liegi sarà una gara completamente diversa, con altri avversari molto forti che non sono qui. Ogni gara è diversa e per essere in testa dovrò fare un’altra grande prestazione.

Debutto alla Freccia, debutto alla Liegi: che cosa sai della Doyenne?

A volte penso che è come se l’avessi fatta. L’ho vista in TV, poi l’ho fatta anch’io da junior, quindi conosco un po’ le varie salite, anche se non abbiamo fatto l’intero percorso, l’arrivo era a metà della Redoute e ovviamente non siamo partiti dallo stesso punto. Sarà sicuramente molto diverso, ma la conosco un po’ meglio rispetto alla Freccia che non conoscevo affatto.

Hai parlato degli assenti: il tuo approccio cambierà quando torneranno in gruppo, ad esempio, Pogacar ed Evenepoel?

Sarà sicuramente diverso. Direi che l’approccio alla gara sarà necessariamente diverso perché il percorso è diverso. Come abbiamo detto, corridori come Pogacar e Remco sono in grado di dominare la corsa, quindi correremo di conseguenza. Sarà sicuramente una gara diversa, quindi dovremo gestirla in modo diverso, ma questo è tutto ed è su questo che ci concentreremo.

Alla conferenza stampa di Seixas c'era il pieno di giornalisti francesi: l'orgoglio transalpino sta esplodendo
Alla conferenza stampa di Seixas c’era il pieno di giornalisti francesi: l’orgoglio transalpino sta esplodendo
Alla conferenza stampa di Seixas c'era il pieno di giornalisti francesi: l'orgoglio transalpino sta esplodendo
Alla conferenza stampa di Seixas c’era il pieno di giornalisti francesi: l’orgoglio transalpino sta esplodendo

Semplice. Chiaro. Spontaneo. Diretto. Per tutto il suo tempo davanti ai giornalisti, Paul Seixas non ha mai abbassato lo sguardo né cercato scorciatoie. Ci si stupisce che la Decathlon lo abbia fatto firmare soltanto per tre anni: vittorie come questa sono benzina sull’interesse degli squadroni.

L’intervento del presidente francese Macron, che ha chiamato alla riscossa gli sponsor di casa, è stato argomento di conversazione in sala stampa. Ma questo ragazzo è così concentrato sul presente e l’immediato futuro, che forse certe cose neppure gli interessano troppo.