Liegi Bastogne Liegi 2026, presentazione squadre, 25.04.2026, Tadej Pogacar

Tre sfidanti per la Liegi: Seixas e Remco assedio a Pogacar

25.04.2026
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LIEGI (Belgio) – Ieri mattina, dovendo percorrere gli ultimi 100 chilometri della Liegi, il pullman della UAE Emirates XRG si è fermato in un punto imprecisato fra Vielsalm e Trois Ponts. E mentre i corridori ne scendevano alla spicciolata, sull’altro lato della strada si è fermato il mezzo della Decathlon, in una sorta di marcatura inconsapevole che però in un solo colpo d’occhio ha dato la cifra della Liegi-Bastogne-Liegi di domani. Seixas getta il guanto di sfida, Pogacar lo ha raccolto e in mezzo c’è Evenepoel. Anche Remco si è affacciato al professionismo giovane come il francese (vinse San Sebastian a 19 anni), ma lui la Liegi l’ha già vinta per due volte.

La presentazione delle squadre a Place Saint Lambert (già tornata lo scorso anno) ha restituito alla Doyenne il suo teatro preferito. Liegi è una vecchia regina ammantata di velluto che sta cercando di rifarsi il trucco. Nuovi palazzi, grattacieli e centri commerciali, ma il centro è ostaggio dell’incuria. Quel velluto che un tempo fu splendido porta i segni del tempo ed è un peccato. Il cielo è di un bell’azzurro squillante, l’aria è fresca. Nei bar ai bordi della piazza, birre e aperitivi danno l’idea della festa.

Nella ricognizione di ieri, Pogacar ha attaccato forte sulla Redoute, piantando i compagni
Nella ricognizione di ieri sul percorso della Liegi, Pogacar ha attaccato forte sulla Redoute, piantando i compagni
Nella ricognizione di ieri, Pogacar ha attaccato forte sulla Redoute, piantando i compagni
Nella ricognizione di ieri sul percorso della Liegi, Pogacar ha attaccato forte sulla Redoute, piantando i compagni

La quinta di Pogacar

Pogacar correrà domani la quinta corsa di stagione. Delle prime quattro, tre le ha vinte e nella quarta – la Roubaix – è arrivato secondo. La Liegi è anche la quarta Monumento di stagione, avendo vinto sinora la Sanremo e il Fiandre. Tadej è arrivato in Belgio giovedì sera. Ieri mattina ha svolto la consueta recon sul percorso, staccando i compagni sulla Redoute e andando avanti da solo fino dopo la salita successiva. Il fatto di avere uno sfidante giovane come Seixas probabilmente lo intriga, anche se finora gli scontri diretti sono stati tutti a suo favore: dagli europei 2025 alla Strade Bianche.

«Non so davvero cosa aspettarmi – dice – ma penso che sarà una Liegi molto dura perché molti dei contendenti sono in ottima forma. Ci sono diversi punti del percorso che possono prestarsi ad attacchi, ma noi faremo la nostra corsa. Abbiamo un’ottima squadra e cerchiamo di seguire il nostro piano. Vediamo cosa accadrà all’attacco della Redoute, se sarà meglio andare via da soli come negli ultimi anni o qualcos’altro di sorprendente. Non ne abbiamo ancora parlato, forse mi limiterò a seguire e vedrò cosa succede, ma ovviamente darò il massimo per cercare di vincere la gara.

«Come ho seguito Seixas negli ultimi giorni? Come voi, alla televisione. Se però volete sapere che cosa penso di lui, direi che lo ammiro molto, vista la sua giovane età. E’ così maturo e sta dimostrando in gara quanto sia bravo come corridore. Penso che abbia un futuro brillante e sono sicuro che domani darà il meglio di sé».

Prime prove ieri per Seixas della Redoute, passata in agilità e senza fare grandi prove
Liegi, prime prove ieri per Seixas sulla Redoute, passata in agilità e senza fare grandi affondi
Prime prove ieri per Seixas della Redoute, passata in agilità e senza fare grandi prove
Liegi, prime prove ieri per Seixas sulla Redoute, passata in agilità e senza fare grandi affondi

Seixas coi piedi per terra

Col francesino della Decathlon avevamo già parlato dopo la vittoria della Freccia Vallone. Mentre i suoi rivali si risparmiavano in attesa della Liegi, lui ha conquistato il Muro d’Huy. Se davvero la Liegi ha la porta chiusa, la Freccia Vallone sarà un bel modo per consolarsi nelle prossime settimane.

«La Liegi è sicuramente una grande corsa – dice Seixas – mi sto preparando da molto tempo e sono davvero emozionato di essere al via. Il confronto con Tadej e Remco non può che spronarmi a migliorare. Sono entrambi corridori incredibilmente forti e cercherò di lottare con loro, quindi non vedo l’ora che arrivi la gara. Non credo di poter essere messo sullo stesso piano di Pogacar: l’ho incrociato una volta sola alla Strade Bianche e abbiamo visto come è andata. Penso che Tadej sia il miglior corridore di tutti i tempi e il solo pensiero di poter correre contro di lui è già una cosa fantastica, vedremo come andrà.

«La Liegi sarà un’esperienza ma anche una gara da vincere: quando solo al via, il mio unico obiettivo è vincere, ma comunque andrà sarà una grande conclusione per questo blocco di gare. L’obiettivo è lottare con loro e non avere problemi. Sono sicuramente in ottima forma, la cosa più importante è che domani mi senta bene. Stasera mi rilasserò e me la godrò. Non vedo l’ora, ma bisogna rimanere calmi, altrimenti, come si dice, si perde il controllo.

«Credo che aspetteremo tutti fino alla Redoute – conclude – poi le cose si faranno inevitabilmente più difficili con l’avvicinamento alla salita della Maquisard, che è diversa dagli anni precedenti e potrebbe rendere la corsa ancora più dura, quindi vedremo come andrà. Penso che prima della Redoute, vista la discesa per arrivarci, sarà difficile che succeda qualcosa di significativo. Se si riuscisse a formare un gruppo leggermente più piccolo prima della Redoute, si eviterebbe di correre grossi rischi in discesa».

Evenepoel recita da terzo incomodo, come pure al Fiandre. La differenza è che lui ha vinto due Liegi
Evenepoel recita da terzo incomodo, come pure al Fiandre. La differenza è che lui ha vinto due Liegi
Evenepoel recita da terzo incomodo, come pure al Fiandre. La differenza è che lui ha vinto due Liegi
Evenepoel recita da terzo incomodo, come pure al Fiandre. La differenza è che lui ha vinto due Liegi

E Remco fa il furbo

Remco sta nel mezzo, un passo avanti rispetto a Pidcock, ma ben attento a non lanciarsi in dichiarazioni troppo roboanti. Le lezioni delle ultime volte lo hanno segnato e piuttosto che sbilanciarsi e annunciare propositi bellicosi, preferisce (facendo probabilmente violenza alla sua indole) restare un passo indietro.

«Dopo la vittoria dell’Amstel – dice – non è stata una vera pausa. La corsa è stata piuttosto lunga, 6 ore, e indecisa sino alla fine. Ho deciso di non partecipare alla Freccia Vallone per essere al massimo domani e tutti i passi di avvicinamento sono andati bene, quindi spero di essere al 100 per cento. Difficile dire dove si potrebbe attaccare, penso che la corsa esploderà sulla Redoute. Ci saranno degli attacchi, quindi sarà indispensabile arrivare all’inizio della salita con la massima efficienza possibile.

«Penso di avere buone possibilità, ma bisogna considerare che ci sono ancora altri corridori in ottima forma che vogliono dare il massimo e puntare alla vittoria o al podio. Tutti sanno che, ai miei occhi, Tadej è sempre davanti a tutti gli altri e poi c’è un gruppo molto numeroso di corridori di altissimo livello. Seixas è impressionante, questo è certo. Non dobbiamo dimenticare che ha solo 19 anni e che potrebbe avere davanti ancora 10 anni di carriera. E’ chiaro che deve impegnarsi per non perdere la concentrazione, ma davvero gli auguro una carriera lunga e ricca di successi. Io però spero di essere lì per la battaglia e lottare per la vittoria».

Nel baillamme della presentazione delle squadre, abbiamo incontrato diversi italiani. Ciccone, secondo lo scorso anno e appena arrivato dall’altura. Zana, in buona luce alla Freccia Vallone. Il piemontese Mattio, che dopo aver vinto la Roubaix accanto a Van Aert, ora proverà le cotes della Liegi. Tiberi che pochi hanno annotato nelle loro previsioni. Velasco e Scaroni, con qualcosa da dimostrare. Sarà una Liegi forse scontata, ma non ci sarà nulla di noioso.