Amstel Gold Race 2026, Remco Evenepoel

L’Amstel di Evenepoel, un mix di tattica e potenza

19.04.2026
4 min
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Veniva dall’aver battuto Van Aert nella volata a due alla Freccia del Brabante, per questo l’anno scorso aver chiuso al terzo posto l’Amstel Gold Race dietro Skjelmose e Pogacar era sembrata a Evenepoel una sconfitta fastidiosa. Pensava proprio a quello sprint oggi nell’avvicinarsi alla volata della stessa corsa olandese, deciso più che mai a pareggiare i conti. Pogacar non era della partita, ma Skjelmose era nuovamente lì.

«Questa volata è stata davvero un ritorno alla scorsa stagione – ha raccontato – ma avevo più fiducia. Dalla seconda salita del Cauberg, ero sicuro di poter contare sul mio sprint. Gregoire si è staccato e sentivo che anche Skjelmose fosse al limite. Volevo portarmelo dietro perché c’era vento contrario, ma sapevo anche di poterlo battere in volata. Ho guardato i miei valori e ho fatto uno dei miei migliori sprint di sempre dopo una lunga corsa».

Sul podio dell'Amstel Gold Race, secondo dietro Evenepoel si è piazzato Skjelmose, mentre terzo è arrivato Cosnefroy
Sul podio dell’Amstel Gold Race, secondo dietro Evenepoel si è piazzato Skjelmose, mentre terzo è arrivato Cosnefroy
Sul podio dell'Amstel Gold Race, secondo dietro Evenepoel si è piazzato Skjelmose, mentre terzo è arrivato Cosnefroy
Sul podio dell’Amstel Gold Race, secondo dietro Evenepoel si è piazzato Skjelmose, mentre terzo è arrivato Cosnefroy

Un grande lavoro della Red Bull

Remco si è mosso da cacciatore di classiche, come quando ha vinto le due Liegi e prima di dedicarsi alla estentuante rincorsa del Tour. E se qualche segnale c’era stato della sua scarsa propensione del momento per le lunghe salite, la Vuelta Valenciana lo aveva visto in ottimo spolvero su quelle più corte, con la conferma dei muri del Fiandre chiuso al terzo posto.

«Questo vittoria significa molto – ha confermato Evenepoel – ho avuto un ottimo aprile con il Giro di Catalogna (5° a 2’13” da Vingegaard, ndr) e il Giro delle Fiandre, ma vincere è tutta un’altra cosa. Ho già detto che amo molto questa corsa. Tante salite brevi e impegnative. La selezione è iniziata più o meno nello stesso punto dell’anno scorso, ma avevo molta fiducia.

«Mi sentivo meglio e questo si è visto anche nello sprint. Sono anche molto orgoglioso di aver portato a casa la vittoria grazie al lavoro di squadra. Van Poppel e Tim Van Dijke hanno dovuto controllarla da soli nei primi chilometri, mentre gli altri mi hanno posizionato alla perfezione. Con la pioggia non è stato facile rimanere calmo, ma l’Amstel è una delle mie corse preferite e averla vinta alla seconda partecipazione è fantastico».

Skjelmose aveva vinto l'Amstel lo scorso anno, ma quest'anno sul Cauberg con Evenepoel  ha sentito di essere al limite
Skjelmose aveva vinto l’Amstel lo scorso anno, ma quest’anno sul Cauberg con Evenepoel ha sentito di essere al limite
Skjelmose aveva vinto l'Amstel lo scorso anno, ma quest'anno sul Cauberg con Evenepoel  ha sentito di essere al limite
Skjelmose aveva vinto l’Amstel lo scorso anno, ma quest’anno sul Cauberg con Evenepoel ha sentito di essere al limite

La resa di Skjelmose

Nonostante il secondo posto possa bruciare, soprattutto a un anno dalla vittoria, Mattias Skjelmose è apparso in perfetto equilibrio e niente affatto deluso.

«Sono contento. Voglio dire – ha spiegato il danese della Lidl-TrekRemco era sicuramente il più forte, come pure l’anno scorso. Solo che in quell’occasione sono stato fortunato (il riferimento è alle schermaglie fra Evenepoel e Pogacar, ndr) mentre quest’anno mi ha battuto con le gambe. Ero al limite e ho pensato che mi avrebbe staccato in salita. Ho dato il massimo, ma ero un po’ al limite, per cui ho cercato di fare lo sprint più breve possibile. Per me era chiaramente meglio così, ci ho provato, ma non c’è stato niente da fare.

«Fin da quando ero bambino e ancora oggi, le Classiche sono sempre state le gare che più mi piaceva guardare e credo che l’Amstel sia la cosa più vicina alla gara per me perfetta. Le continue curve, la salita, la discesa, le strade strette, gli ostacoli… Alla fine sei distrutto mentalmente. Ma percorrere queste strade e dover essere concentrato per tutto il tempo è una sensazione pazzesca. Sono stato felice di correrla nuovamente e aver rischiato di vincerla, è una delle corse preferite di tutto il calendario. Quest’anno sono arrivato secondo e l’anno scorso primo, spero di poter riconquistare il primo posto l’anno prossimo».

Dopo l'arrivo, Evenepoel ha trovato ad attenderlo sua moglie Oumi. L'Amstel è la prima grande vittoria da Parigi 2024
Dopo l’arrivo, Evenepoel ha trovato ad attenderlo sua moglie Oumi. L’Amstel è la prima grande vittoria da Parigi 2024
Dopo l'arrivo, Evenepoel ha trovato ad attenderlo sua moglie Oumi. L'Amstel è la prima grande vittoria da Parigi 2024
Dopo l’arrivo, Evenepoel ha trovato ad attenderlo sua moglie Oumi. L’Amstel è la prima grande vittoria da Parigi 2024

Freccia o Liegi?

Dopo l’arrivo Remco ha trovato ad attenderlo sua moglie Oumi, oltre a un mare di tifosi che hanno celebrato la sua vittoria. Il Cauberg è stato il solito stadio furente di tifo e passione e l’assolo del belga non si è fatto attendere.

«E’ stata sicuramente la vittoria più bella della stagione – ha concluso Evenepoel – ma ogni vittoria è bella. Forse si piazza appena sotto le Classiche Monumento, ma è molto in alto nella mia lista personale. Da domani analizzeremo questa prestazione e poi probabilmente decideremo se fare o no la Freccia Vallone. E’ nel programma, ma non è ancora confermata. Stiamo valutando come recuperare, ma mi sento bene, quindi spero di poterla correre. Prevedono bel tempo ed è sempre bello avere bel tempo alla Freccia Vallone, ma prima mi godrò questa vittoria».

La sensazione è che Remco stia scaldando i motori per la sfida con Pogacar e Seixas alla Liegi-Bastogne-Liegi. E se i suoi allenatori dovessero valutare che la Freccia Vallone potrebbe essere un pericoloso spreco di energie, siate pur certi che lo rivedremo soltanto per la partenza della Doyenne.