Ivan Quaranta è già pronto e carico. La prossima settimana si parte per Konya, sede turca dei campionati europei e il tecnico, che ha in mano la responsabilità del settore velocità su pista, attende l’evento con curiosità, perché la sua posizione nel calendario gli darà importanti indicazioni in vista dell’inizio del cammino di qualificazione olimpica, che avverrà con i mondiali di fine stagione.


A differenza di quanto avviene per i colleghi dell’endurance Salvoldi e Villa, chiamati a fare i conti con le scelte dei vari team della strada, Quaranta ha mano libera, quindi porterà a Konya tutti i migliori: «Hanno ripreso tutti da tempo, siamo riusciti a lavorare bene, abbiamo fatto tutto quello che era in programma di fare dal punto di vista funzionale. Siamo fiduciosi per quello che potremmo ottenere, ma non guardo tanto al risultato finale, quanto alle prestazioni tecniche».
Che cosa sai del velodromo turco?
E’ abbastanza veloce, questo è sicuro. Noi l’anno scorso abbiamo fatto 9”6 non con la formazione tipo con Del Medico e con Moro abbiamo fatto registrare il nuovo record italiano dei 200 metri, quindi il velodromo si presta, è nuovo, riscaldato bene, a 1.000 metri di altitudine, quindi anche la pressione atmosferica è abbastanza favorevole per registrare tempi comunque interessanti. E’ lì che Richardson ha fatto il record del mondo sui 200 metri scendendo sotto i 9”, primo uomo della storia. Poi bisogna vedere sempre tanti fattori: la pressione, l’umidità, la temperatura interna, se è tanto tempo che lo scaldano o se hanno acceso il riscaldamento il giorno prima delle gare…


E’ il primo passo in questa stagione che culminerà con i mondiali che saranno la prima prova di qualificazione per le Olimpiadi. Quanto cambia nella tua percezione dell’evento?
La qualificazione olimpica, salvo un paio di nazioni, è una lotta interna europea. A me serve vedere quanta differenza c’è ancora da colmare con i big. Poi il piazzamento è relativo, dopo i positivi mondiali di Santiago dobbiamo capire come siamo messi rispetto agli altri e per questo ci serviranno anche le tappe di Coppa del mondo per vedere anche le nazioni al di fuori del nostro continente.
La qualificazione, considerando gli avversari e la situazione interna, è più raggiungibile in campo maschile o femminile?
E’ una delle domande con cui parto verso Konya. Con le donne aspetterei proprio l’europeo per capire perché l’anno scorso non eravamo lontane dal podio, ma anche qui non è tanto il piazzamento che conta, bisogna vedere proprio il tempo perché qui ci sono più terzetti extraeuropei, quindi la concorrenza continentale dice meno rispetto ai maschi. Son curioso anche io, so che c’è meno concorrenza con le donne, perché fai più fatica a trovarne tre di livello nella stessa nazione. Un altro fattore, comune fra i due sessi, è che anche altre nazioni stanno investendo sulla velocità, come Belgio, Svizzera, quindi stanno investendo su elementi più veloci che su strada hanno poco futuro.


L’entrata di Francesca Selva nel tuo gruppo è una risorsa in più?
Diciamo che lo spero. Lei vorrebbe iniziare a praticare le discipline veloci, le ho fatto fare un test in palestra col nostro preparatore e sono usciti dei buoni riscontri, ma è chiaro che rispetto a ragazzine che iniziano direttamente con la velocità, ha un gap difficile da colmare. Dopo dieci anni di endurance sarà sicuramente molto più difficile trasformare le fibre, lo stesso Stefano Moro è arrivato a buoni livelli, ma ha fatto una grande fatica, ci ha messo due anni. Lei mi ha contattato, le stiamo dando indicazioni su come allenarsi in palestra, in un modo completamente nuovo rispetto a quello che faceva prima.
Quindi per un suo ingresso in nazionale?
Entrare nel gruppo è qualcosa per ora non ipotizzabile, dobbiamo essere super concentrati sugli elementi che abbiamo per preparare la qualificazione olimpica. Non dimentichiamo che abbiamo vinto tre mondiali l’anno scorso su quattro con la Cenci e la Trevisan, dobbiamo investire su di loro. Le vedremo a Konya fare esperienza, poi ci saranno gli europei U23 come vero obiettivo. Sono due ragazzine promettenti che assieme alla Vece possono fare un team sprint competitivo. Ma non è blindata la squadra, ben venga che ci sia un’altra ragazza che va forte, non dimentichiamo che due anni fa al campionato europeo ha gareggiato la Barbieri.


Chi viene dall’endurance che cosa può dare in più alla velocità a squadre?
Partiamo dal fatto che ora trovi sprinter che fanno tre giri a tutta, non ci si gioca più tutto all’ultimo giro. Sono 40, 45 secondi di sforzo intenso, poi vince sempre il velocista puro come Lavreysen o Richardson, ma il cambiamento è reale. Si sta lavorando anche sulla resistenza. Un elemento come Francesca potrebbe servire per esempio come terza posizione, quindi il velocista più resistente, come è Bianchi che ha delle doti da sprinter, ma ha anche resistenza maggiore rispetto a uno sprinter puro come Minuta o Napolitano. Ma devi innanzitutto stare dietro ai compagni, avere un buon picco di battito iniziale e tanta forza massima perché si parte da fermo.
Dopo gli europei farete tutta la stagione di Coppa del mondo col gruppo della velocità?
Cercheremo di risparmiare e spendere al meglio. La Federazione non ci limita niente, anzi ci ha sempre messo in condizioni di lavorare al meglio. Ma assieme a Viviani, abbiamo stilato il programma per i prossimi due anni e mezzo e cerchiamo di risparmiare il più possibile adesso per poi avere possibilità di fare tutto quello che ci serve da ottobre in poi nel biennio olimpico.


Quindi?
Quindi in Coppa non andremo in piena presenza. In Australia mancherà la Vece e ci saranno solo due ragazzi, nelle altre due a Hong Kong e in Malaysia allargheremo un po’ la presenza, ma Miriam correrà da sola, perché le due ragazze si concentreranno sulla preparazione degli europei di categoria.
Sei ottimista in vista di Konya?
Sono già due volte che entriamo nei primi 8 al mondo. Questo significa che la qualifica olimpica è alla nostra portata, quindi siamo lì, iniziamo ad abituarci. Io dico che stanno crescendo tutti e io credo che in questo europeo ci toglieremo delle belle soddisfazioni, sia con gli uomini che con le donne.