E’ tempo di correre, i roster delle squadre sono ormai al completo, ma com’è stato l’ultimo ciclomercato? L’approdo di Remco Evenepoel alla Red Bull è sicuramente la mossa principale, che cambia maggiormente le gerarchie, ma molte formazioni hanno cambiato pelle e alla fine qualche sorpresa è anche saltata fuori.
E’ giusto quindi, a poche ore dal via ufficiale del WorldTour nelle lontane strade australiane, passare sotto la lente le 18 formazioni della massima serie, attraverso la saggezza di Alessandro Ballan che conosce bene i rapporti di forza e anche i sottili equilibri che regnano in ogni team.


Abbiamo diviso le squadre in due blocchi, andando in ordine alfabetico per raccontare di ognuna l’evoluzione, cercando di capire se le mosse decise dai dirigenti, anche attraverso i contatti con i procuratori, hanno avuto un effetto migliorativo o meno (e non sono poche le squadre che escono dal ciclomercato destando qualche perplessità…).
Alpecin-Premier Tech
La prima squadra da analizzare è la Alpecin, con l’arrivo come secondo sponsor della Premier Tech che ha contribuito a un profondo restyling intorno a Mathieu Van der Poel.
«Ben 12 nuovi arrivi sono tanti – afferma Ballan – vedo tanti ragazzi giovani, tanti neopro’ a parte oltre ai due che arrivano dall’Intermarché che sono Busatto e Thijssen. Secondo me mancherà un po’ di esperienza, anche nel far da gregario a Van der Poel. Nelle gare che gli interessano, ci vorrebbero dei gregari, ma gente come Hermans, Meurisse, Van den Bossche, Vermeersch non la sostituisci facilmente. Io penso che si sia indebolita un po’ e questo ha impatto negativo per VDP».


Bahrain Victorious
Nella formazione araba il principale intervento sul ciclomercato è stato l’arrivo di Alec Segaert, che arriva per fare il salto di qualità.
«Sì, è un giovane molto, molto interessante, l’abbiamo conosciuto ai campionati del mondo di Zurigo. E’ un cronoman, uno che sa fare la differenza e che può andar bene anche nelle Classiche del Nord, magari a sostegno di Mohoric. Potrebbe essere una bella spalla. In generale non hanno l’esperienza di uno come Pasqualon, ma per il resto mi sembra che sia rimasta abbastanza sulle linee dell’anno scorso, non avendo fatto tanti cambiamenti. Attenzione fra i giovani allo sloveno Omrzel, vedremo come si adatterà alla categoria maggiore».
Decathlon CMA CGM Team
Da quel che si vede, la squadra francese, profondamente rinnovata nella sua base economica al fianco della multinazionale dell’abbigliamento sportivo, è una squadra improntata sulle classiche. La trovi rafforzata con gli arrivi di Kooij e Benoot?
«Molto per i finali, ma perde anche delle belle pedine come Cosnefroy. Io vedo che ha perso qualcosa in salita, ma ha guadagnato per le gare di un giorno. Magari è un investimento che a lungo andare pagherà, considerando anche la crescita dei giovani di casa come Seixas».


EF Education EasyPost
Pochissimi cambiamenti, appena 5 entrate nel ciclomercato con gli arrivi di ragazzi giovani, tra cui Agostinacchio sul quale, ciclocross a parte, il team confida parecchio anche per la strada.
«Si stanno rafforzando anche loro, ma lavorano in prospettiva. Hanno perso uomini di valore come Rui Costa e Chaves che si sono ritirati. Il team in generale è rimasto in linea con le potenzialità dell’anno passato, una squadra che si darà da fare per le gare a tappe, logicamente con una pedina come capitano unico, ma anche per le gare di un giorno. I nomi d’altronde c’erano già, Healy, Powless, anche il nostro Albanese…».
Groupama FDJ United
Nel caso della squadra transalpina la mossa principale non riguarda il ciclomercato dei corridori, quanto l’addio di Madiot, il suo creatore.
«Anche loro innestano tanti giovani, quindi penso che qualcosina perdano, soprattutto con l’addio di Stefan Kung passato alla Tudor: è uno che nelle classiche si è sempre comportato bene, nelle cronometro ancora di più. Una pedina in meno si farà sentire. Arrivano giovani, tra cui Decomble numero 3 del ranking Uci per under 23, ma qualcosa ha perso rispetto all’anno scorso».


Ineos Grenadiers
Si sapeva da tempo che Ineos fosse sulla via della ristrutturazione, quasi necessaria a dispetto di quelle voci di corridoio che parlano di difficoltà della casa madre. Nel finale del ciclomercato è arrivato però il colpo Onley. E’ l’acquisto giusto per il rilancio?
«Mah, loro perdono un carico di esperienza stratosferica, con i ritiri di Castroviejo, Ewan, Fraile, Puccio, Thomas. Erano uomini fidati e non puoi sostituirli di colpo con innesti abbastanza giovani, a parte Vaquelin e Godon. E’ un prezzo che si paga per gettare nuove basi per il futuro, vedremo però che cosa potrà arrivare a breve termine».
Lidl-Trek
La formazione con licenza tedesca è stata protagonista assoluta del ciclomercato, l’approdo di Ayuso ha tenuto banco per mesi. Nel finale c’è stata anche la ciliegina sulla torta di Derek Gee per una squadra costruita per i Grandi Giri.
«Io penso che sia la squadra che ha fatto gli acquisti migliori. Ayuso lo conosciamo, è una pedina molto forte, ma anche Gee con questo acquisto all’ultimo minuto cambia le prospettive e aggiunge scelte per i Grandi Giri. Poi ricordiamo che hanno anche sempre Skjelmose che è un altro bell’atleta, quindi per le gare a tappe sono veramente messi bene».


Lotto-Intermarché
Squadra completamente nuova quella belga, frutto della fusione dei due team. Non ci sono stati grandi colpi di ciclomercato, più che altro è una scrematura dei due roster.
«Indubbiamente non vengono da una grande annata. La Lotto è quella che ha vissuto maggiori difficoltà, anche a causa dei problemi fisici di De Lie, mentre l’Intermarché ha sempre cercato di mettersi in luce. Hanno tenuto i corridori più utili, ma far andar d’accordo tutti quanti non è semplice e ci sarà sempre qualcuno che non vorrà fare il gregario. La squadra però ha le basi per essere migliore di quanto visto lo scorso anno, in entrambi i casi. Attenzione soprattutto a Widar, uno dei nuovi talenti annunciati».
Movistar Team
Per la Movistar si può fare un discorso parallelo a quello della Lidl Trek, con gli arrivi di Uijtdebroeks e Juan Pedro Lopez che accrescono le ambizioni per le gare a tappe togliendo a Mas un po’ di pressione soprattutto dopo il suo grave infortunio.
«La Lidl-Trek ha preso corridori di maggior spessore, ma anche loro si sono rafforzati molto. Le corse a tappe sono sempre il loro storico target, è logico che negli ultimi anni con Tadej Pogacar e la Visma, che hanno sempre dato legge, abbiamo perso un po’ di risultati. L’impostazione della squadra è sempre stata quella di una formazione forte per le salite. Io la vedo rafforzata, potrebbero tornare a essere un fattore».