Tour de France 2026, Tarragona - Barcelona, Antonio Tiberi

Tiberi, Tour faticoso e blackout. La lettura di Bartoli

08.07.2026
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Il Tour de France di Antonio Tiberi non è iniziato come ci aspettavamo e come si aspettava lui per primo. Più di cinque minuti persi a Barcellona, 42 secondi l’indomani sul traguardo di Les Angles, la sensazione di fragilità del corridore della Bahrain Victorious non permette di dormire sonni tranquilli. Difficile dire da cosa dipenda e da cosa sia dipeso il fatto che dopo la vittoria di tappa al UAE Tour, le prestazioni di Antonio siano andate a scendere, ma da qualche parte una spiegazione deve esserci.

La squadra è blindata, attorno ai corridori è stato eretto un muro rispetto al quale loro per primi sembrano contrariati, ma contro cui possono fare ben poco. Uno di loro si è scusato e si è detto imbarazzato per non aver potuto rispondere a un paio di domande, mentre pare che sia stato suggerito a tutti di non utilizzare i social prima di andare a dormire. Consigli da gita scolastica per atleti professionisti, una scelta singolare.

Antonio Tiberi, classe 2001, sta vivendo il primo Tour. E' pro' dal 2021
Antonio Tiberi, classe 2001, sta vivendo il primo Tour. E’ pro’ dal 2021
Antonio Tiberi, classe 2001, sta vivendo il primo Tour. E' pro' dal 2021
Antonio Tiberi, classe 2001, sta vivendo il primo Tour. E’ pro’ dal 2021

Il corridore e l’allenatore

Michele Bartoli è stato l’allenatore di Tiberi sino alla fine del 2025, poi ha lasciato lo staff della squadra e di riflesso ha dovuto interrompere la collaborazione con i “suoi” atleti. Più che sul percorso di preparazione del Tiberi 2026, di cui il toscano non è a conoscenza, con lui abbiamo parlato del rapporto fra corridore e allenatore.

«Tutti gli atleti sono diversi – dice Bartoli – e lungi da me voler insegnare il mestiere a qualcun altro, posso però parlare del mio metodo. Devi creare empatia, devi portarli a fidarsi di te al 100 per cento. Sono stato atleta, no? E se ricordate, avevo il mio preparatore: Luigi Cecchini e di lui mi fidavo.

«Non è detto che non ci fosse un altro preparatore bravo come lui, però se la stessa cosa me la diceva un altro, io non ci credevo. E se non ci credi, lavori con meno sicurezza. Non sai se la data cosa ti fa bene e magari non fai tutto come si dovrebbe».

Nella cronosquadre di apertura, Tiberi (qui con Martinez) è stato il primo uomo della Bahrain Victorious
Nella cronosquadre di apertura, Tiberi (qui con Martinez) è stato il primo uomo della Bahrain Victorious
Nella cronosquadre di apertura, Tiberi (qui con Martinez) è stato il primo uomo della Bahrain Victorious
Nella cronosquadre di apertura, Tiberi (qui con Martinez) è stato il primo uomo della Bahrain Victorious
Devi entrargli nella testa?

Devi creare empatia, portare il corridore a fidarsi, perché non è facile per una persona fare il 100 per cento di quello che gli dicono. L’allenatore prende in mano il futuro di un atleta. Se sbaglia, l’atleta vince meno, guadagna meno e probabilmente ha un futuro peggiore. La figura dell’allenatore è molto particolare. Ma lo ripeto, non voglio insegnare nulla: questa è la mia esperienza di atleta e poi di allenatore.

Che cosa pensi di Tiberi?

Gli devi entrare nel cervello prima che nelle gambe, gliel’ho sempre detto. Però è anche uno dei più forti in circolazione. Qualcuno a questo punto potrebbe prendermi per matto, perché in salita non regge 30 corridori, però Antonio è uno dei più forti in circolazione.

Perché allora secondo te fatica così tanto in salita?

Domanda inevitabile, purtroppo. Parlo ancora da ex corridore e dico che se questo accade è perché non fai il 100 per cento di quello che dovresti fare. O perlomeno non lo fai con l’approccio giusto. Anch’io avevo dei periodi che non reggevo 30 corridori, anche se la normalità nelle mie gare era che di 30 ne staccavo 29.

Tappa di Locarno allo Svizzera, Tiberi non sembra fuori controllo, ma ha subito 3'43" di distacco
Tappa di Locarno allo Svizzera, Tiberi non sembra fuori controllo, ma ha subito 3’41” di distacco
Tappa di Locarno allo Svizzera, Tiberi non sembra fuori controllo, ma ha subito 3'43" di distacco
Tappa di Locarno allo Svizzera, Tiberi non sembra fuori controllo, ma ha subito 3’41” di distacco
E allora perché ti succedeva di staccarti?

Succedeva quando le cose non andavano per il verso giusto, avevo le mie paure o magari pensavo di non essermi allenato bene o di non aver mangiato bene. Quando c’è un’insicurezza, un tarlo ti si insidia nella testa, non ti senti competitivo e aspetti solo il momento della fatica per mollare. Il corridore aspetta che arrivi la selezione e, se non è convinto e inizia a pensare che lo staccheranno, allora gli viene la paura.

Quindi molla con la testa e non perché non abbia gambe?

Appena fa fatica e inizia con questi ragionamenti, l’atleta si stacca. Perde il contatto con se stesso. Dopo la paura, gli viene il mal di gambe, non respira più e si stacca. Il più delle volte un atleta che ha lavorato bene si stacca per questo motivo.

Sembra di sentire i discorsi dell’ultimo Pantani, che aspettava la salita perché lo staccassero, lui che fino a poco prima era stato il più forte…

E’ così. Quando Marco andò in difficoltà, aveva altre priorità, altri problemi nella testa, probabilmente altre paure e non era più lui. Non si concentrava più sull’attaccare e staccare tutti, sperava di rimanere attaccato e a quel punto la fatica diventava insopportabile e si staccava. Probabilmente ad Antonio succede questo e lui, come pure Buitrago, ha bisogno delle stesse cose: più lavoro mentale che fisico (anche il colombiano lavorava con Bartoli, ndr).

UAE Tour 2026 - 8th Edition - 3 tappa Umm al Quwain - Jebel Mobrah, Antonio Tiberi
A Jebel Mobrah, primo arrivo in salita del UAE Tour, Antonio Tiberi ha centrato la sua unica vittora finora nel 2026
UAE Tour 2026 - 8th Edition - 3 tappa Umm al Quwain - Jebel Mobrah, Antonio Tiberi
A Jebel Mobrah, primo arrivo in salita del UAE Tour, Antonio Tiberi ha centrato la sua unica vittora finora nel 2026
Quante volte sentivi Tiberi durante la settimana?

Anche due o tre volte al giorno e, se non rispondeva, non lo mollavo. Lavorare con lui era una missione, però sapevo che se lo inquadravi, ti faceva divertire e si divertiva anche lui.

Ogni atleta ha esigenze e particolarità che richiedono approcci su misura?

Io l’ho sempre pensato. Non credo a un format di squadra che vada bene per tutti. Alcune volte succede, ma secondo me questa è la più grossa cavolata che c’è nel ciclismo. Hai 20-30 atleti, devi avere 20-30 metodi diversi.

Credi ancora nel Tiberi atleta?

Ciecamente. Mi dispiace perché è fortissimo, non ho alcun dubbio. Mi dispiace che i suoi tifosi soffrano e mi dispiace che sia capitato in questa situazione negli anni migliori. Perché se poi ritardi, inizia a venire fuori un po’ di cedimento strutturale e naturale e la tua massima prestazione fai sempre più fatica a raggiungerla.