Non solo Gaudu. Fra gli atleti preparati alla Groupama-FDJ dal nuovo arrivato Luca Festa c’è anche Lorenzo Germani, italiano di Francia, che nella WorldTour di Besancon è arrivato nel 2021 da under 23 e poi, passato nel 2023 nella prima squadra, ha avuto il rinnovo di contratto fino al 2027 (in apertura, un’immagine Instagram dalla Strade Bianche).
Germani fa parte dell’infornata buona di corridori del 2002 come Piganzoli, Milesi, Garofoli, De Pretto e Manlio Moro. Solo che mentre i suoi coetanei hanno iniziato a marcare il territorio con i primi risultati, il ciociaro si è ricavato un posto importante come uomo squadra: apprezzabilissimo e apprezzato, ma forse al di sotto delle sue potenzialità. E come accade spesso, quelli che lo circondano ci credono più di lui.
«Lorenzo è un ragazzo che si impegna tantissimo – spiega Luca Festa – e sicuramente nel cassetto ha dei sogni importanti che vuole raggiungere. Nelle ultime gare della stagione ha guadagnato una nuova consapevolezza (il quarto posto alla Veneto Classic è stato un bel modo per chiudere il 2025, ndr) che va coltivata perché possa arrivare alla prima vittoria che per un professionista è sempre un passo importante».


Proviamo a descriverlo?
E’ un ragazzo sicuramente dotato, ha ancora 24 anni e per vincere ha bisogno di curare ogni dettaglio e anche di un po’ di fortuna. Quest’anno abbiamo aumentato il carico di lavoro. Io sono uno che crede nel volume, con la determinazione delle zone di intensità attraverso i vari test. Ho una formazione da ricercatore e applico quello che ritengo il miglior metodo possibile per individuare i margini e ottimizzare i tempi: si fa quel che serve e il resto si lascia andare.
Lorenzo risponde bene?
Ha seguito le novità con entusiasmo, forse perché ha piacere di comunicare in italiano con il suo allenatore. All’inizio è successo un episodio carino: io gli scrivevo le cose in inglese sulla nostra piattaforma, per essere il più trasparente possibile. E lui a un certo punto mi ha chiesto perché non potessimo comunicare in italiano. Ho chiesto e ci hanno autorizzato, anche se lui ogni tanto mi scrive in francese, così io lo imparo meglio. L’obiettivo è fare il piccolo salto che serve per vincere.
Qual è la sua dote principale?
Mette sui pedali tutto quello che ha da dare. Se ha 100, ti dà 100. Se ha solo 80, tranquillo che non ti dà meno di 80. E poi è un uomo squadra, ha ben chiaro il suo ruolo, ma quest’anno si lavora per vincere. Per essere capitano si deve saper leggere la corsa e lui questo ce l’ha. Gli manca ancora qualcosa per finalizzare.


Qual è l’atteggiamento di Germani di fronte alla possibilità di migliorare?
E’ bello lavorare con lui, perché è aperto ai cambiamenti. Gli ho proposto di lavorare con il lattato e ha accettato di comprare l’apparecchio e le striscette per il prelievo, che in termini di soldi è un investimento importante. Per cui si misura il lattato durante l’allenamento, controlliamo l’intensità e la adeguiamo a seconda di quello che risulta di giorno in giorno. Soprattutto nelle sedute aerobiche, per costruire le basi che nel ciclismo di oggi sono molto importanti.
L’obiettivo è alzargli la cilindrata?
Stiamo cercando di potenziare il motore, ho ben chiaro dove voglio portarlo. Gli ho detto chiaramente che per vincere ha bisogno di determinati valori e dobbiamo raggiungerli. Dobbiamo arrivare a fare 5 minuti a 7,2-7,3 watt/kg e 10 minuti a 7 watt/kg. Questi sono i numeri che servono oggi per vincere.
Come la vive?
E’ talmente un bravo ragazzo, che è quasi spaventato. Dobbiamo provarci e se non ci riusciremo, saremo in pace con la coscienza. Lo sto spingendo non a pensare in grande, perché non avrebbe senso pensare in grande, ma deve essere consapevole che per raggiungere l’obiettivo di vincere una gara tra i professionisti, serve avere questi valori. I ragazzi vanno messi davanti alle responsabilità e questo magari può avere una ricaduta positiva per affrontare il percorso che si è scelto.


Quindi non è detto che ci arriverete già quest’anno?
Il primo passo è visualizzare il punto dove si vuole arrivare e offrire la possibilità di capire i progressi, piuttosto che lavorare senza riscontri. Non è detto che si arriverà a quei numeri in breve tempo, possiamo immaginare un miglioramento di 0,2-0,3 watt/kg all’anno, crescere di 0,5 sarebbe un salto importante.
L’anno scorso ci fece sorridere raccontando le sedute di Heat Training in casa e le reazioni della sua compagna: sono abitudini che manterrete?
Sì, lo farà ancora, ma stiamo discutendo se introdurre un’altura. Abbiamo la possibilità di farne una molto ristretta, con pochi corridori, ma per quest’anno gli lascio la possibilità di decidere. Lui è scettico, perché dice di non aver mai avuto grandi benefici.
E’ possibile?
Quando l’altura non ti dà un beneficio è perché magari hai spinto troppo. Solitamente succede quando non hai calibrato bene le intensità e i volumi e il rischio è di venirne fuori un po’ cotto. Però vediamo come gestirla. Nell’ambiente è super benvoluto e secondo me non avrà problemi a trovare il suo spazio nel momento in cui dimostrerà di essere pronto. Lo stanno aspettando, gli stanno dando modo di crescere.


E’ una fiducia illimitata?
E’ una fiducia grande, si è guadagnato i rinnovi di contratto con i suoi comportamenti in gara e fuori dalla gara. Però posso anche dire che nelle squadre non regalano niente a nessuno e alla Groupama hanno alle spalle la squadra degli under 23, per cui hanno un flusso continuo di corridori cresciuti in casa. La squadra sa che Lorenzo è una pedina importante, ma anche a loro probabilmente piacerebbe un salto di qualità.