Abbiamo avuto l’opportunità di partecipare a un webinar organizzato dalla Equipe Enervit, durante il quale Gorka Prieto-Bellver, responsabile della nutrizione del UAE Team Emirates XRG, e consulente della stessa Equipe Enervit, ha approfondito uno degli aspetti più delicati della nutrizione applicata al ciclismo professionistico: il ripristino del glicogeno muscolare dopo sforzi prolungati e ad alta intensità.


Il glicogeno
Nel contesto degli sport di endurance, il glicogeno rappresenta un’importante riserva energetica. Il glucosio si deposita a livello muscolare ed epatico sottoforma di glicogeno, poi, quando la richiesta energetica è elevata e deve essere soddisfatta rapidamente, quest’ultimo diventa il carburante principale. Tuttavia, il ruolo del glicogeno non si limita alla produzione energetica, ma modula la segnalazione cellulare, influenzando adattamenti metabolici e risposte fisiologiche all’allenamento, determinanti nel processo di recupero.
Per comprendere appieno i protocolli nutrizionali adottati dai professionisti, è utile fare un breve richiamo su come il glicogeno viene sintetizzato e immagazzinato. I carboidrati introdotti con l’alimentazione vengono digeriti, assorbiti e trasformati in glucosio, che può essere utilizzato immediatamente o immagazzinato sotto forma di glicogeno. Questo processo è strettamente dipendente anche dallo stato di idratazione: per ogni grammo di glicogeno immagazzinato, vengono legati circa tre grammi di acqua. Questo significa che il recupero delle scorte energetiche è indissolubilmente legato anche al ripristino dei liquidi. Una reidratazione insufficiente può quindi limitare la capacità dell’organismo di stoccare efficacemente il glicogeno, anche in presenza di un adeguato apporto di carboidrati.


Un ulteriore aspetto interessante riguarda l’adattamento intestinale: un’elevata disponibilità e un’assunzione frequente di carboidrati, come avviene negli atleti di alto livello, favorisce l’aumento dell’espressione dei trasportatori intestinali per il glucosio, migliorando nel tempo la capacità di assorbimento. Questo rappresenta un vantaggio strategico importante, soprattutto nelle fasi di recupero ravvicinate o durante competizioni a tappe.
La finestra di ripristino
Entrando nel cuore dell’intervento di Gorka Prieto, emerge con chiarezza il concetto di “finestra di ripristino” del glicogeno, ovvero un intervallo temporale in cui l’organismo è particolarmente efficiente nel ricostituire le proprie riserve. La prima fase è quella immediatamente successiva al termine dell’esercizio e si estende alle prime quattro ore. In questo periodo, la sensibilità insulinica è elevata e gli enzimi coinvolti nella sintesi del glicogeno sono particolarmente attivi: è qui che si gioca una parte fondamentale del recupero.
Un’assunzione non adeguata di carboidrati in questa fase significa ridurre l’efficienza del processo di risintesi. Per i professionisti del team UAE, l’introduzione di carboidrati avviene in modo tempestivo e con quantitativi significativi, che variano tra uno e due grammi di carboidrati per chilo di peso corporeo, per ogni ora di allenamento effettuata.


Segue poi una seconda fase, più prolungata, che accompagna l’atleta fino al completo recupero nelle 24 ore successive. In questo intervallo il ripristino continua, ma con una velocità inferiore, richiedendo comunque un apporto costante e strutturato di carboidrati per riportare le scorte ai livelli ottimali. E’ una fase meno “urgente”, ma altrettanto strategica, soprattutto quando gli impegni agonistici si susseguono con tempi di recupero limitati.
Il monitoraggio
Ciò che emerge con forza dall’intervento è il livello di precisione e pianificazione che caratterizza la nutrizione nel ciclismo professionistico. Per monitorare la reale riserva di glicogeno e poter validare con precisione le strategie di carico di carboidrati, il Team UAE sfrutta un’analisi muscolare con tecnologia a ultrasuoni non invasiva.
Il ripristino del glicogeno non è quindi lasciato al caso, ma è il risultato di una strategia costruita nei dettagli, che tiene conto non solo delle quantità, ma anche delle tempistiche, della tolleranza individuale, delle richieste specifiche in base al percorso e al ruolo ricoperto dall’atleta in gara.


Osservare da vicino questi approcci offre uno spaccato estremamente interessante su quanto la nutrizione rappresenti un pilastro imprescindibile per la performance negli sport di endurance. La gestione della finestra di recupero del glicogeno, in particolare, evidenzia come anche le ore successive all’allenamento o alla gara diventino parte integrante della prestazione stessa, in un equilibrio continuo tra fisiologia, metabolismo e strategia.