Compaiono i primi articoli relativi al nuovo Shimano Dura-Ace, le prime pillole che hanno l’obiettivo di portare la lente d’ingrandimento sul cambio che tutti aspettano. Si scrive dei 13 pignoni posteriori e di un sistema che non abbandona la batteria interna al telaio, nuove forme e rinnovata ergonomia.
Cosa sappiamo veramente? La realtà è che il mondo dei tech editor immagina, presuppone e argomenta quello che ha visto alla Vuelta più o meno da vicino (per i più attenti anche durante qualche camp estivo). Indiscrezioni di una certa sostanza possono arrivare da direzioni differenti, ma nulla più. Il soggetto è il pacchetto trasmissione, a nostro parere invece è tutto l’ecosistema del nuovo Shimano Dura-Ace, comprese ruote (ufficializzate di recente), pedali e scarpe. Vi diciamo la nostra.


Prima le ruote
Rispetto alle due versioni, quella utilizzata ad oggi e quella dell’epoca pre-Covid, tutta la nuova generazione Shimano Dura-Ace è stata “anticipata” dall’ufficializzazione delle ruote. Le avevamo spoilerate in primavera (in occasione della Sanremo), ma nella versione definitiva ci ha colpito la presenza del corpetto ruota libera molto simile a quello già in utilizzo.
Cosa potrebbe significare? Che (naturalmente) è possibile montare la cassetta a 12 velocità, che i nuovi pignoni 13 speed (se 13 saranno) dovrebbero portare in dote l’ingaggio con sistema Shimano “tradizionale”, non Micro-Spline (soluzione utilizzata da Shimano in ambito mtb) come anticipato da qualcuno alla fine del 2025. Vero è che il corpetto ruota libera si potrebbe sostituire.


Le nuove scarpe
Scarpe e trasmissione Dura-Ace di nuova generazione, cosa c’entra? Shimano ci ha abituato ad interpretare la categoria Dura-Ace come un ecosistema vero e proprio dove i reparti (ed i componenti) sono diversi e toccano differenti categorie. Le avevamo notate alla fine della primavera, molto bene al Tour de France, perché Jasper Philipsen indossa una versione tutta nuova delle S-Phyre, top di gamma calzature di Shimano.
Tutto fa pensare anche ad un nuovo impianto dei pedali, non quelli utilizzati in quella controversa Parigi-Roubaix (dove pare abbia utilizzato i pedali SRM).


Trasmissione tra presente e futuro
Si nota il design rinnovato dei nuovi manettini, sicuramente più ergonomico, certamente con un’integrazione maggiore. Le prime immagini ci mostrano una curvatura diversa della zona superiore, accentuata da una leva del freno diversa e dal fatto che lo stesso shifter integra un pulsante nella zona interna. Più semplice ed intuitivo da raggiungere, più veloce da attivare senza spostare il bilanciamento del palmo della mano.
La guarnitura presenta braccia in alluminio, in puro stile Shimano (facile ipotizzare l’impiego della tecnologia Hollowtech con pedivelle cave), con volumi maggiorati rispetto alla versione attuale. Inoltre, le prime immagini delle guarniture montate sulle Canyon del Team Alpecin-Premier Tech, dicono di una sezione centrale che non ha subito variazioni. Se così fosse resterebbe il perno con 24 millimetri di diametro.
In merito ai rapporti ci potrebbe essere una rivisitazione legata ad un nuovo design del deragliatore, soluzione che potrebbe portare ad una differenza aumentata di denti tra corona grande e quella piccola. Di sicuro l’enorme impiego di corone after market da parti di corridori e team non è passato inosservato e qui potrebbe rientrare anche il concetto monocorona.


Wireless? Forse no
Shimano difficilmente ha rincorso le tendenze e le soluzioni proposte da altri, è l’azienda che ha sempre gettato le basi degli standard che il mercato ha fatto propri. Il nostro quesito è: perché mai dovrebbe mettere a riposo un sistema che funziona bene, è economico ed affidabile nell’utilizzo, longevo e protetto, molto stabile, ovvero quello ibrido wireless-batteria interna al telaio?
Siamo certi che cambierà: sul nuovo pacchetto trasmissione Dura-Ace troveremo degli aggiornamenti, delle migliorìe e forme differenti per agevolare l’integrazione nei telai, magari un numero maggiore di funzioni. Ci viene in mente la piattaforma semy-synchro e full-synchro, per l’utilizzo in modalità semi-automatica e automatica, oppure interazioni massimizzate con componenti elettronici esterni.


La nostra opinione
Quello che sarà il nuovo Dura-Ace lo vedremo relativamente presto, se Shimano ha deciso di farlo macinare dall’orda assassina del WorldTour significa che i tempi sono maturi per gli ultimi test in gara. Le competizioni, da sempre la fase ultima dei test ufficiali dove il prodotto assume dei contorni pressoché definitivi. Sotto il profilo dell’impatto estetico potrebbe non essere una rivoluzione, non ci aspettiamo grandissimi stravolgimenti (considerazione che tiene conto di quello visto fino ad oggi), ma al tempo stesso ci attendiamo un progresso tecnico fatto di tante piccole innovazioni messe insieme.
Da sottolineare invece un cambio radicale della strategia di comunicazione, principalmente legata all’immagine del nuovo ecosistema Dura-Ace. Il lancio delle nuove ruote serie 9370, con le scritte rinnovate a nostro parere è stato tutt’altro che casuale. Le ruote fanno vedere bene le scritte ed eventuali caratteri che sanciscono il nuovo corso, sono un vestito per la bicicletta e si nota parecchio, sono uno strumento pubblicitario importante. Strategia tutt’altro che banale e capace di aumentare la curiosità in questo momento di attesa.