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L’incidente e 4 operazioni, ma ora Iacomoni vuole ripartire

25.01.2024
4 min
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Ventuno novembre del 2023. Un giorno che Federico Iacomoni non scorderà più. Uno di quelli che segnano l’esistenza, che in un attimo cambiano gli stati d’animo e le prospettive. Ancora oggi, riparlandone, il giovane talento appena approdato alla Zalf Euromobil non nasconde le sue emozioni.

Un’uscita di allenamento come tante sulle strade nei dintorni di Mosana, in Val di Cembra. Strada normale, senza buche o avvallamenti. Il problema è che in senso contrario si è formata una lunga fila. E come sempre c’è il furbo che passa invadendo l’altra corsia. Federico gira la curva, l’auto è proprio di fronte: impatto pieno. Il ragazzo è sbalzato di almeno una decina di metri, verso un piccolo burrone.

I terribili esiti dell’incidente. Oggi la ripresa è finalmente iniziata, con tanta fisioterapia
I terribili esiti dell’incidente. Oggi la ripresa è finalmente iniziata, con tanta fisioterapia

«Ricordo poco di quei momenti – racconta – so però che l’automobilista non è scappato, si è fermato a prestare soccorso. Non riuscivo a muovermi. Mi hanno portato subito all’Ospedale Santa Chiara di Trento, dove mi hanno riscontrato una grave frattura all’omero, spezzato in più punti e frantumato vicino al gomito. Per rimetterlo insieme mi hanno preso un pezzo d’osso dal bacino, anche quello da rimettere a posto. Inoltre mi ero rotto anche ulna e radio, sempre a sinistra. Sono rimasto in ospedale quasi due mesi, durante i quali mi hanno operato per ben 4 volte con anestesia totale».

Hai già iniziato la fisioterapia?

Proprio nell’ultimo fine settimana. I tempi sono lunghi, ma spero entro breve di poter almeno iniziare a salire sui rulli, sarebbe già un passo avanti. Per il momento è importante curare non solo l’aspetto fisico, ma anche quello psicologico perché anche da quel punto di vista è stata una bella botta. Cerco di guardare tutto in positivo, già essere di nuovo a casa mi ha dato una bella carica.

Iacomoni ha iniziato a vincere molto presto (qui a San Pietro in Cariano nel 2018, photobicicailotto)
Iacomoni ha iniziato a vincere molto presto (qui a San Pietro in Cariano nel 2018, photobicicailotto)
Il team ti è stato vicino?

Molto, sono rimasti davvero scioccati da quanto avvenuto, anche perché ero molto carico per il passaggio alla Zalf. Gianni Faresin è venuto più volte a trovarmi e siamo in contatto pressoché quotidiano, mi hanno fatto sentire subito della famiglia. Ma devo dire che anche il vecchio team, la Sias Rime Drali, mi ha dato supporto.

Che stagione hai vissuto con loro?

Buona, con bei risultati. Ho anche vinto la classifica a punti al Giro del Friuli, ma sinceramente mi sono divertito tanto al GP Industria e Artigianato Carnaghese. Queste sono le gare dove ho fatto meglio, nella seconda parte di stagione. E questo mi dà conforto pensando al tempo che ci vorrà per raggiungere la forma migliore, evidentemente quello è un buon periodo per me. Lo scorso anno avevo staccato dopo Brescia, in estate, per oltre un mese. E’ chiaro che ora la preparazione andrà completamente rimodellata.

La vittoria a Carnago, con un’azione di forza, precedendo Piccolo ed Epis di 16″ (Photors)
La vittoria a Carnago, con un’azione di forza, precedendo Piccolo ed Epis di 16″ (Photors)
Quando sono nati i contatti con la Zalf, sono figli di questi risultati?

No, già in aprile avevamo preso contatti e sicuramente sapere di essere seguito da un team così importante mi ha dato la tranquillità per affrontare la stagione puntando a emergere il più possibile. E’ un passo fondamentale per puntare al professionismo e sapere che sono della famiglia – ribadisco questo concetto – mi dà la voglia di mettermi in gioco dopo quello che mi è successo.

Che corridore sei?

Un passista che ha per caratteristica quella di voler sempre attaccare, prendere le corse di petto. Ora nel nuovo team molto può cambiare e dovrò prendere le misure. Io mi aspetto una crescita prestativa, che non passa solamente attraverso i risultati. Spero molto di poter far bene nella seconda parte di stagione, anche con il team siamo d’accordo nel non affrettare i tempi, perché i danni sono stati seri.

Il trentino punta con forza alla seconda parte di stagione, storicamente la più favorevole per lui
Il trentino punta con forza alla seconda parte di stagione, storicamente la più favorevole per lui
Hai assorbito il colpo?

Non del tutto, ma diciamo che ci sto lavorando. E’ stato duro, i primi giorni sono stati tremendi. Io tra l’altro sono iscritto all’Università e avevo in programma esami a dicembre che sono forzatamente saltati. Per fortuna in queste giornate riesco ad avere più tempo per studiare, quindi conto di poter dare quegli esami e anche altri appena possibile. Ma quel che conta per me è poter salire presto in bici, non sapete quanto mi manca…

Il Team Sias-Rime porta le Drali in gruppo: che bici sono?

07.01.2023
5 min
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Drali Milano entra ufficialmente nel mondo delle corse su strada di alto livello e fornirà le biciclette ai ragazzi del Team Sias-Rime continental.

La partnership con un team così sancisce la crescita del marchio milanese, che da bottega artigianale, diventa un brand riconosciuto anche all’estero, grazie anche ad una storia che ha inizio a fine 800. Ma andiamo ad analizzare la bicicletta che la squadra bresciana avrà a disposizione per la stagione 2023, un mezzo interamente fatto in Italia. Abbiamo chiesto al reparto tecnico di Drali.

Qual’è la bici fornita al team per la stagione entrante?

E’ la nuova Drali Ametista, di fatto l’evoluzione della piattaforma Aero ed è nativa per i freni a disco. Il nome identifica anche la vocazione aerodinamica del progetto iniziale. E’ disegnata, sviluppata e prodotta interamente in Italia, nella zona di Modena, identificata come la carbon valley italiana. Il collegamento con la F1 ed il motorsport in genere non è secondario. Ametista è prodotta per essere efficiente e rigida, è completamente in carbonio ed è un telaio fasciato. Non è un monoscocca. Non ha la leggerezza come obiettivo primario.

I ragazzi del Team Sias-Rime al primo ritiro nella zona del Garda (foto Team Sias-Rime)
I ragazzi del Team Sias-Rime al primo ritiro nella zona del Garda (foto Team Sias-Rime)
Qual’è il valore alla bilancia?

Siamo intorno al chilogrammo nella taglia media con finitura grezza.

Anche la verniciatura è fatta in Italia?

Assolutamente si, completamente Made in Italy.

E per quanto concerne il bollino UCI?

Drali Ametista è UCI approved. E’ un aspetto fondamentale e importantissimo. Per fornire una bicicletta ad una squadra Continental è obbligatoria l’omologazione e il deposito del progetto.

La forcella è una full carbon di Deda (foto Drali)
La forcella è una full carbon di Deda (foto Drali)
Ci sono delle peculiarità progettuali?

La forcella è sempre in full carbon ed è fornita da Deda. Questo componente è particolarmente difficile da progettare e sviluppare, motivo per il quale abbiamo preferito rivolgerci a Deda, che da sempre costruisce forcelle di qualità e performanti. Telaio e forcella permettono di montare coperture fino a 30 millimetri di sezione. Il reggisella, anche questo completamente in carbonio è specifico per Ametista. La scatola del movimento centrale è di natura T47, quindi di ultima generazione ed ha una larghezza di 85,5 millimetri. L’inserimento delle calotte T47 permette di irrigidire ulteriormente un comparto già molto rigido e mantiene una linea catena ottimale, anche in vista dell’utilizzo della trasmissione a 12 velocità.

Un telaio aero fatto a mano con un passaggio ruota abbondante. Come mai?

E’ una scelta voluta che cerca di guardare in avanti. Abbiamo visto che si usano ruote con uno shape sempre più largo e gomme con sezioni ampie. Ametista è stata disegnata con un concept di versatilità non secondario. Inoltre è un fattore molto considerato anche dal team, visto che c’è in preventivo di fare anche qualche puntata alle corse del nord.

Sloping marcato e inserzione molto bassa dei foderi obliqui (@Team Sias-Rime)
Sloping marcato e inserzione molto bassa dei foderi obliqui (@Team Sias-Rime)
Come sono equipaggiate le bici dei corridori?

Il cockpit e le ruote sono Deda. L’azienda cremasca ci ha fornito delle ruote da allenamento con cerchio in alluminio, il modello è lo Zero2, con cerchio full carbon e tubeless ready RS4 per le competizioni. Le gomme sono Vittoria, da valutare passo dopo passo se copertoncino o tubeless. Le selle di Selle Italia e la trasmissione Shimano Ultegra a 12 rapporti. In merito al pacchetto del cambio l’unica variabile è legata alla guarnitura, con un power meter esterno a Shimano. Drali si è impegnata a fornire la bicicletta completa e non solamente il frame-kit.

Quante bici fornisce Drali?

Per ora una bici per ogni corridore e alcune biciclette di scorta che tiene il team in caso di necessità. Siamo comunque oltre le 20 biciclette come prima fornitura.

Cockpit e ruote Deda, le Zero2 in alluminio da allenamento (foto Drali)
Cockpit e ruote Deda, le Zero2 in alluminio da allenamento (foto Drali)
E in caso di rottura?

La produzione italiana, oltre ad accorciare i tempi di gestione del prodotto ci permette di intervenire sul danno e riparare in tempi ridottissimi. Se dovesse capitare, mettendo la sicurezza davanti a tutto, forniremo un telaio nuovo e all’istante. E comunque c’è il massimo supporto verso il team.

Traspare una sorta di produzione artigianale. E’ possibile anche su misura?

Certamente. Lo permette la tecnologia della fasciatura e anche la produzione che è davvero artigianale. Ai corridori del team sono state fornire delle bici con taglie standard, ma siamo in grado di affrontare qualsiasi richiesta in termini di misure e geometrie.

Voluminosa ed aero, ma una bicicletta compatta (@Team Sias-Rime)
Voluminosa ed aero, ma una bicicletta compatta (@Team Sias-Rime)
Il team è passato dalle bici con freni tradizionali alle Drali con il disco. Avete fatto dei test che hanno anticipato la fornitura?

Si, abbiamo fatto delle prove con alcuni corridori per trovare un setting ottimale, cercando anche di capire ed anticipare le richieste di un team professionistico. In termini di sviluppo l’ambito amatoriale di ha dato un buon ritorno, però l‘obiettivo è quello di continuare a crescere e il banco di prova dei pro è il massimo in termini di feedback tecnici.