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Corridori, leggete qua: cosa si fa in caso di incidente?

07.04.2021
4 min
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Il primo contatto ha lasciato tante porte aperte, così questa volta con Federico Balconi, avvocato e fondatore dell’associazione Zerosbatti, si parla del caso più frequente: l’incidente. Di quando un’auto investe il corridore e lo lascia lì. Ferito più o meno gravemente, se non peggio. L’elenco è infinito, la strada ha preteso un elevato numero di vittime i cui nomi scorrono davanti agli occhi. Con alcuni continuiamo a parlare. Marina Romoli. Samuele Manfredi. Luca Panichi. Con altri vorremmo poter parlare, ma non si può più. Michele Scarponi. Tommaso Cavorso. Anthony Orsani. L’elenco è lungo e ogni caso ha avuto un percorso processuale differente.

Il perito dell’assicurazione deve anche essere esperto della bicicletta
Il perito dell’assicurazione deve anche essere esperto della bicicletta
Da cosa cominciamo, avvocato?

Da una considerazione: sulla strada non si è mai abbastanza prudenti. Un cliente ciclista qualche tempo fa ha ucciso un ragazzino ed è uno super sensibile alla tematica della sicurezza. Sono a favore della regola del metro e mezzo per il sorpasso, che però ha un limite. Il Codice della Strada non impone misure, ma dice che se tocchi un ciclista mentre lo superi, sei colpevole. Il contatto poi può avere diverse conseguenze. Può portare alla morte dell’investito o a lesioni di varia entità.

La morte dell’investito…

L’omicidio stradale adesso è previsto come un reato autonomo, non si parla più di omicidio colposo. Viene punito con una pena da 2 a 18 anni.

Che cosa si fa quando si viene investiti?

Bisogna ricostruire le dinamiche. Il ciclista è un soggetto fluttuante, se viene colpito vuol dire che chi lo ha superato non ha messo in atto tutte le misure necessarie. La ricostruzione tempestiva delle dinamiche è utile quando si andrà a processo. E’ importante avere un avvocato da chiamare, per avere un punto di riferimento nel momento in cui non hai la lucidità per fare tutto il necessario. Se aspetti che a fare i rilievi siano i Carabinieri, magari passa troppo tempo oppure gli stessi rilievi vengono fatti male.

Ai rilievi dei Carabinieri si possono aggiungere quelli individuali, come foto e testimonianze
Ai rilievi dei Carabinieri si possono aggiungere quelli individuali
Quale utilità può avere che io proceda a fare da me i rilievi?

Se fai i tuoi rilievi e poi consegni tutto al suo avvocato, quello può fare un’indagine. Tenete presente che dopo 7-10 giorni non trovi più le cose come sono. Ci sono casi di strisce disegnate sull’asfalto dopo l’incidente o buche tappate, perché qualcuno si è reso conto di una mancanza e vi ha posto rimedio.

Ovviamente tutto questo va bene qualsiasi siano le conseguenze dell’incidente?

Certo, anche se non ci scappa il morto. I nostri associati ormai sono diventati bravissimi. Se fai le cose per bene, anche il liquidatore dell’assicurazione ha meno problemi a fare il suo lavoro, perché riesce ad evadere una pratica completa. Allo stesso modo, sarebbe utile che il perito dell’assicurazione fosse esperto di bici.

Mi investono e cosa faccio?

Prendi il numero di targa, che va bene per fare la denuncia. Se invece non riesci a prenderlo e l’investitore se ne va, si può sempre ricorrere al Fondo di garanzia delle vittime della strada. Diverso se hai preso la targa e quello nega. Se lo denunci, poi sta a lui dimostrare che non si trovasse lì quel giorno e a quell’ora. In questi casi faccio appello al buon senso. Se menti e vieni smascherato, diventa un boomerang, perché scatta anche l’omissione di soccorso. Ma per rendere tutto questo meno problematico, sarebbe buona norma uscire in bici in due, per sicurezza in ogni caso.

La media dei sinistri che coingolgono ciclisti è di quasi uno al giorno
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Ci sono corridori che hanno subito danni irreversibili: quanto copre l’assicurazione?

Se c’è un responsabile, l’assicurazione copre al 100 per cento, ma devi avere un buon avvocato. Non ci sono solo i danni alla bici, ci sono incidenti che portano invalidità permanenti, che comportano costi fissi per le famiglie di cui si deve tenere conto. In quei casi c’è da fare una trattativa in sede extra giudiziale. E poi ci sono i danni per i corridori e lì entriamo in un altro mondo.

Vale a dire?

Investi un atleta. Lo costringi a stare fermo per un certo periodo di tempo, magari a saltare la stagione. Così entra in campo il mancato guadagno per l’anno in corso, ma va anche affrontato ciò che tale interruzione dell’attività comporta. Magari gli impedisci di rinnovare il contratto, di offrire le prestazioni che porterebbero a un ingaggio migliore. Allora devi esibire l’elenco dei piazzamenti, dei precedenti, delle offerte ricevute e declinate a causa dell’incidente. E il brutto è che succede tutto per un motivo.

Che sarebbe?

Che la bici non viene percepita come un veicolo, ma come una scocciatura. Se consideri che stai superando un veicolo e non un ostacolo che si frappone fra te e la tua smania di superare, magari sei già un passo avanti nello scongiurare l’incidente e ti eviti un mare di problemi.