Specialized S-Works Prevail II Vent

S-Works Prevail II Vent, più fresco e più sicuro

10.03.2021
4 min
Salva

Specialized ha presentato il nuovo casco S-Works Prevail II Vent. Partendo dal casco S-Works Prevail II, i tecnici del marchio americano hanno apportato una serie di miglioramenti che incrementano la ventilazione e quindi la sensazione di freschezza.

Più ventilato

Il Prevail è certamente uno dei caschi di maggiore successo di Specialized e con questa ultima versione i tecnici americani sono riusciti ad aumentare del 20% le aree ventilate, permettendo così all’aria di fluire in maniera più efficiente in tutto il casco. In questo modo la capacità di raffreddamento è stata raddoppiata rispetto al Prevail II.
Per ottenere questo risultato sono stati rimossi sette ponti di schiuma sia dalla parte centrale che ai lati. In questo modo sono stati creati dei canali d’aria più efficaci. Un risultato che permette all’aria di muoversi il 18% più velocemente intorno alla testa rispetto al Prevail II. La maggiore velocità dell’aria intorno alla testa porta a una eliminazione più rapida del calore. Questo effetto si chiama “trasferimento di calore convettivo” e aiuta a mantenere più fresca la testa.

 S-Works Prevail II Vent
Il casco S-Works Prevail II Vent
 S-Works Prevail II Vent
Il casco S-Works Prevail II Vent

Nuova struttura interna

I tecnici Specialized hanno dovuto ridisegnare lo scheletro interno del casco. Il nuovo sistema 5th Dimension Cooling ha così una struttura interna in Aramide filate da robot e fibra di carbonio, che hanno portato ad un aumento della resistenza interna. Solo in questo modo è stato possibile eliminare i ponti di schiuma e creare i canali di ventilazione più ampi, di cui si è già detto in precedenza.

S-Works Prevail II Vent dall'alto
Nella parte centrale e sui lati i canali sono senza ponti in schiuma
S-Works Prevail II Vent dall'alto
Si nota nella parte centrale e sui lati i canali senza i ponti in schiuma

C’è anche il MIPS

Non poteva mancare un occhio particolare alla sicurezza. L’S-Works Prevail II Vent è dotato di MIPS SL, il famoso sistema di protezione del cervello che fa ruotare il casco in caso di urto a terra. Nel caso specifico dell’S-Works Prevail II, fornisce da 10 a 15 millimetri di rotazione nelle varie direzioni, fornendo tutti i vantaggi di protezione delle altre versioni di MIPS. L’elemento in più ed esclusivo di questo casco è che sono state realizzate una serie di imbottiture MIPS con un supporto traforato che favorisce una traspirazione migliore. Il livello di sicurezza molto elevato è stato confermato anche dall’autorevole laboratorio di test Virginia Tech Helmet Ratings che ha dato 5 stelle all’S-Works Prevail II Vent. Il massimo dei voti.

Il sensore ANGi

Sempre a livello di sicurezza Specialized ha voluto dotare l’S-Works Prevail II Vent del sensore ANGi che una volta abbinato all’App di Specialized o a Strava, permette tramite un SMS di avvertire i propri cari a casa di un eventuale caduta o incidente accorso al ciclista.

Prevail II Vent posteriore
Nella parte posteriore si notano gli sfoghi posteriori allineati
Prevail II Vent posteriore
Nella parte posteriore si notano gli sfoghi posteriori allineati

Dettagli di alta gamma

A completare questo nuovo casco di Specialized ci sono il Mindset Hairport II che è il sistema di regolazione verticale per trovare la calzata migliore sulla propria testa e i cinghietti realizzati in materiale 4X DryLite che non si sfilacciano né con il sudore e nemmeno con l’acqua.

Infine, segnaliamo che l’S-Works Prevail II Vent è disponibile in quattro colori: Matte Sand/Gloss Dopio, Matte Gloss White/Chrome, Matte Maroon/Matte Black (nell’immagine di apertura) e Matte Black. Il prezzo è di 310,00 euro.

specialized.com

Come si comportano i pro’ nel traffico?

12.02.2021
6 min
Salva

Il traffico è un problema sempre crescente per i ciclisti. Un problema che coinvolge sia coloro che usano la bici come mezzo di trasporto, sia gli amatori, sia i professionisti. Sempre più spesso si sente più di qualcuno investito o coinvolto in un incidente. L’ultimo caso della lista ha visto protagonista Fernando Alonso giusto ieri in Svizzera, mentre in Italia si parla ancora della Bora Hansgrohe. Verso la fine di gennaio infatti un’auto ha travolto sette corridori della corazzata tedesca, durante un allenamento sul Garda. Ad avere la peggio è stato il neoacquisto, Wilco Kelderman che ha riportato una commozione cerebrale e una frattura ad una vertebra. Non è un caso se Ineos-Grenadier e Trek-Segafredo per i loro atleti e le loro atlete abbiano ideato maglie apposite per l’allenamento. I primi le hanno arancio fluo, i secondi giallo fluo (foto in apertura): l’obiettivo è essere più visibili.

Più che parlare di regole, sacrosante per carità (pensiamo al metro e mezzo di distanza al momento del sorpasso) ma che spesso non possono essere messe in atto, in questo articolo cerchiamo di capire come si comportano i pro’ nel traffico. Quali sono le loro paure. Ne abbiamo coinvolti dai più esperti ai più giovani.

La macchina che ha travolto i corridori della Bora
La macchina che ha travolto i corridori della Bora

Pozzovivo: i segni addosso

Il lucano ne sa qualcosa di incidenti: due anni fa per poco non ci lasciava la pelle. E i segni di quella tremenda vicenda li porta ancora addosso e sono visibili in quel braccio che non si piega più bene.

«Do per scontato che l’automobilista è distratto, pertanto assumo un atteggiamento preventivo. Non so, l’apertura dello sportello di chi è parcheggiato, la svolta improvvisa… Cerco di evitare le “gimkane” nella colonne del traffico. In quel caso massima attenzione e non sto a guardare i watt e i vari dati. Insomma mi lascio dei margini di errore, degli spazi temporali di reazione.

«Cerco di tenermi il più possibile sulla destra e nel limite delle possibilità cerco di saltare le buche anziché spostarmi a sinistra. Quando questo accade mi volto sempre e semmai segnalo lo spostamento».

Pozzovivo poi è attento anche all’equipaggiamento. Mettendo in preventivo di prendere più buche, proprio per non spostarsi al centro della carreggiata, opta per gomme più pesanti con sponda rinforzata. Gomme più larghe e gonfiate a 5 o 5,5 bar.

«Ho la fortuna di essere leggero e quindi pizzico con maggior difficoltà anche con pressioni basse, inoltre viste le mie condizioni avere la gomma più morbida mi aiuta un po’. Infine dico che anche  la segnaletica orizzontale è importante: aiuta a dare un’idea delle dimensioni delle carreggiata e degli spazi. Allenandomi a Lugano o nelle mie zone del Sud Italia vedo la differenza, anche del fondo e del traffico. Diciamo che a Lugano è più ordinato».

Domenico Pozzovivo fu investito ad agosto 2019
Domenico Pozzovivo fu investito ad agosto 2019

Caruso: rispetto reciproco

Damiano ci ha risposto immediatamente, mostrando grande sensibilità alla tematica del traffico. 

«La distrazione dell’automobilista è la cosa che più mi spaventa. Non presta la massima attenzione alla guida, per cui rallento, anche se io ho la precedenza e l’auto ha lo stop. La prevenzione è la cosa più importante. Oggi in generale la situazione è peggiorata rispetto magari a dieci anni fa. In macchina si usa il cellulare e anche le auto sono sempre più tecnologiche e hanno schermi, anche touch, che distraggono».

Anche Caruso fa ricorso a degli accorgimenti tecnici per rendere più sicure le sue uscite, come il sistema di Garmin Varia con la lucina che si accende quando da dietro sta per arrivare una vettura.

«Ci tengo però a dire una cosa: il rispetto deve essere reciproco. Gli automobilisti devono fare attenzione, ma anche noi dobbiamo prestarne. Invito i miei colleghi a rispettare il codice della strada perché il lato debole siamo noi. Siamo noi i più vulnerabili».

Il Garmin di Caruso. I pallini a destra segnalano l’arrivo delle auto da dietro
Il Garmin di Caruso con il sistema Varia (pallini a destra) che segnalano le auto

Marezcko: paura del sorpasso

E dai più esperti passiamo a corridori più giovani, come Jakub Marezcko il quale è anche un velocista e magari spesso è chiamato a fare degli sprint.

«Quando devo fare dei lavori cerco di scegliere strade meno trafficate, anche nei lavori in salita. Quando mi alleno cerco di stare il più a destra possibile. Una delle cose che più mi spaventa è quando la macchina ti passa vicino a forte velocità e senti la folata di vento, lo spostamento d’aria. E’ davvero pericoloso.

«Da un paio di anni utilizzo il dispositivo Garmin che mi segnala il sopraggiungere dei veicoli. E’ un preavviso di quante auto arrivano. Inoltre ha anche un fascio di luce che segnala la tua presenza. Oltre a fare da radar funge anche da luce. Per il resto cerco di rispettare le norme».

Tonelli: meglio frenare

Dal velocista della Vini Zabu, passiamo al giovane portacolori della Bardiani Csf Faizanè.

«Quando sono in allenamento cerco di rispettare il più possibile il codice della strada perché alla fine chi ci rimette sono sempre io, il ciclista. Cerco di essere sempre attento fermandomi ai semafori, facendo gli stop. Salto le colonne di auto solo se sto facendo un lavoro, altrimenti resto dietro. Non sono quei due secondi che perdo che fanno sì che io vada forte o piano in gara. Questa almeno è la mia teoria.

«Quando faccio i lavori cerco sempre di trovare strade meno trafficate e senza ostacoli, come i semafori. Non manca poi la lucina posteriore sempre accesa per farmi vedere. Sto sempre a destra e se ci sono buche mi volto e poi mi allargo. Capita anche di mettere fuori la mano come stessi svoltando per prendere il mio spazio».

Oltre alle distrazioni imposte dai cellulari, anche le strade rovinate incidono sulla sicurezza nel traffico
Anche le strade rovinate incidono sulla sicurezza

Nibali: l’occhio dei pro’

E per finire parola allo Squalo, Vincenzo Nibali.

«Credo che un pro’ abbia un’attitudine diversa rispetto al ciclista che pedala per passione. Le questioni sono diverse: dall’innata capacità di gestire la bici, al colpo d’occhio che alleniamo in corsa alle tante ore di allenamenti. Abbiamo un’abitudine tale che, per strada, capiamo da un semplice movimento delle ruote come può spostarsi una macchina, anche se magari chi guida dimentica di mettere la freccia. Oppure quando c’è una macchina parcheggiata e una persona sta per aprire la portiera. I veri problemi sono quelli che non possiamo vedere, come una buca nascosta, un avvallamento dell’asfalto oppure la rottura della strada causa radici». 

«Ovviamente non siamo immuni dai rischi, anche facendo la massima attenzione, ed è buona regola tenere saldamente il manubrio, con la mano che lo impugna e non semplicemente con il palmo appoggiato. La tecnologia poi ci ha aiutato molto. Io per esempio monto sia la luce anteriore e che posteriore per farmi notare anche a notevole distanza.

«Anche l’abbigliamento è importante. In allenamento, per esempio, noi della Trek-Segafredo abbiamo un completo giallo molto visibile e tessuto rifrangente all’altezza delle tasche».

Garmin Varia RTL515

Garmin Varia compatibile anche con smartphone

18.11.2020
2 min
Salva

La sicurezza sulla strada è uno dei punti più dibattuti degli ultimi tempi. Garmin è molto sensibile a questo tema e ha realizzato i radar retrovisori Varia: RVR315 e RTL515.

Partiamo dal Varia RVR315, Rear View Radar, che si rivolge soprattutto a chi utilizza la bicicletta in ambienti urbani, dove il traffico è sostenuto e spesso chi pedala non possiede un ciclocomputer sul manubrio. Grazie alla nuova app Varia è possibile fare interagire il radar con lo smartphone. In questo modo il telefono ci farà da monitor e visualizzerà il sopraggiungere dei veicoli alle nostre spalle. Ovviamente per usufruire al meglio delle funzioni del Varia bisognerà posizionare il proprio smartphone sul manubrio, tramite appositi supporti facilmente reperibili in commercio.

I radar Varia hanno una capacità di rilevare l’avvicinarsi dei veicoli alle spalle del ciclista già da una distanza di 140 metri. Inoltre, forniscono un avviso sonoro e una grafica con tre colori distinti per tre livelli di pericolo. Verde indicherà che la situazione è tranquilla, giallo che sta arrivando un veicolo e rosso che l’automobile sta arrivando a velocità sostenuta.

Il Varia RTL515, Rear View Radar, possiede le funzioni indicate per il Varia RVR315 con l’aggiunta della luce posteriore che è visibile fino a 1,6 chilometri. In questo modo gli automobilisti potranno individuare il ciclista in maniera più netta. Per quando si pedala in compagnia è disponibile la funzione Gruppo, che emette una luce a bassa intensità, che da meno fastidio agli occhi di chi è a ruota, ma è sempre visibile agli automobilisti.

Il Garmin Varia RVR315 adatto a chi pedala in ambienti urbani
Il Garmin Varia RVR315 adatto ai ciclisti che si muovono in ambienti urbani

Il modello Varia RVR315 offre fino a 7 ore di autonomia in modalità radar. Il Varia RTL515, con luce posteriore integrata, prevede una durata della batteria fino a 16 ore in modalità flash diurno o modalità gruppo antiabbaglio e fino a 6 ore in modalità flash notturno o luce fissa e fino a 5 mesi in modalità stand by.

Oltre alle staffe di montaggio a sezione tonda ed aero a cuspide, un nuovo sistema di fissaggio a sezione quadra D-Shaped è contenuto nella confezione.

Prezzo di euro 149,99 per Varia RVR315 e di euro 199,99 per Varia RTL515

garmin.com