Ekoi, NSN Cycling Team, Tour de France 2026

EKOI in Francia: tre squadre partner e nuove tecnologie Racing

17.07.2026
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EKOI rafforza sempre più la propria presenza nel ciclismo professionistico confermandosi protagonista al Tour de France 2026. Il marchio francese affronta la Grande Boucle al fianco di  ben tre squadre partner: XDS Astana, NSN Cycling Team e Lotto-Intermarché. Tre formazioni con caratteristiche differenti, ma con un unico obiettivo: ottenere il massimo delle prestazioni nelle tappe più importanti della stagione.

La partecipazione al Tour de France rappresenta uno dei punti centrali della strategia EKOI. Il marchio utilizza infatti le competizioni professionistiche come un vero laboratorio di sviluppo. Caschi, occhiali e abbigliamento tecnico vengono testati nelle condizioni più difficili, e il confronto costante con atleti e staff permette di raccogliere informazioni fondamentali. I prodotti vengono così perfezionati durante le gare. Solo successivamente le tecnologie sviluppate per i professionisti arrivano sul mercato e diventano disponibili per tutti i ciclisti.

I team alla Grande Boucle

XDS Astana prende parte al Tour de France 2026 con l’abbigliamento tecnico e gli occhiali EKOI. I corridori in corsa utilizzano una versione speciale dei nuovi occhiali ARIA, realizzata nei colori ufficiali della formazione. Il modello presenta un’incisione esclusiva. È inoltre disponibile in un cofanetto da collezione, completo di una seconda lente. Una soluzione che unisce prestazioni, identità visiva e attenzione ai dettagli.

La NSN Cycling Team utilizza invece una dotazione EKOI più ampia. La squadra indossa abbigliamento tecnico, caschi e occhiali del marchio durante tutte le tappe della corsa francese.

La scelta del casco varia in base al percorso. Nelle frazioni veloci viene impiegato l’EKOI R-AERO. Durante le prove contro il tempo entra in scena il PURE AERO. Nelle tappe di montagna, invece, i corridori utilizzano il nuovissimo R2 CARBON.

Il casco R2 CARBON nasce per affrontare le lunghe salite e le giornate caratterizzate da temperature elevate. Il guscio in carbonio consente di contenere il peso in soli 238 grammi, mentre il sistema di ventilazione favorisce una importante circolazione dell’aria. Il risultato è un casco studiato per offrire leggerezza, comfort e protezione nelle condizioni più impegnative.

Ekoi, XDS Astana, Tour de France 2026
Durante il Tour i corridori del XDS Astana Team stanno utilizzando i nuovi occhiali ARIA
Ekoi, XDS Astana, Tour de France 2026
Durante il Tour i corridori del XDS Astana Team stanno utilizzando i nuovi occhiali ARIA

Le novità Racing EKOI

Il Tour de France rappresenta anche una vetrina importante per le novità dell’universo EKOI Racing. Accanto al già citato nuovo R2 CARBON rimane protagonista il casco R-AERO, sviluppato per migliorare l’efficienza aerodinamica alle alte velocità. Il marchio amplia inoltre la propria offerta con una nuova gamma di ruote in carbonio.

La collezione comprende i modelli AEROLIGHT, ULTIMA Super Light e ULTIMA Fast. Ogni singola ruota nasce per rispondere a esigenze precise.

AEROLIGHT punta sull’equilibrio tra aerodinamica e leggerezza. ULTIMA Super Light è dedicata agli scalatori e alle tappe con grandi dislivelli. ULTIMA Fast privilegia invece la velocità ed è pensata per passisti e specialisti delle prove contro il tempo.

La filosofia del marchio resta racchiusa nel claim Defy the Norm. Non si tratta soltanto di uno slogan. E’ l’espressione della volontà di superare gli standard tradizionali.

Attraverso il confronto con il ciclismo professionistico, EKOI continua così a sviluppare prodotti innovativi, performanti e accessibili. E il Tour de France si conferma sempre più il terreno ideale per testarli ai massimi livelli.

EKOI

Giant, Revolt Advance SL, gravel, racing

Giant Revolt Advanced SL: per un gravel ancora più performante

02.07.2026
4 min
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Stagione dopo stagione il gravel diventa una disciplina sempre più veloce, nella quale la ricerca della massima performance sportiva passa anche dallo sviluppo di materiali diversi e nuove soluzioni aerodinamiche e di design. Le aziende cercano e inseguono questa continua evoluzione, Giant non è da meno e con la nuova Revolt Advanced SL guarda al futuro del gravel e delle competizioni. Si tratta di una bicicletta disegnata da zero, partendo da un foglio bianco e cercando soluzioni mai esplorate prima. 

Il mix di caratteristiche tecniche che deve avere una bicicletta da gravel racing è talmente ampio da rendere questa ricerca difficile, ma non impossibile. Gli standard si sono alzati, l’ottimizzazione dei tubi, dei copertoni e di ogni componente è arrivata a un livello elevatissimo. Dal punto di vista dello sviluppo tecnico gli atleti e i loro feedback sono un punto di forza per le aziende come Giant. Lavorare a stretto contatto con queste figure permette di applicare e testare nuove soluzioni in breve tempo. La Revolt Advanced SL è una bici nata proprio da qui, dai test sul campo. 

Più leggera

Lo studio dei dettagli e del design è realizzato con lo scopo di cercare la massima velocità possibile, sia in termini di percorrenza sia in termini di guidabilità. Aerodinamica e reattività sono due concetti principi anche nelle gare gravel. Telaio e accessori sono frutto della stessa filosofia di costruzione: Total Speed System. 

In Giant il telaio in carbonio passa 990 grammi del Revolt Advanced Pro agli 839 grammi del modello Revolt Advanced SL. Il risparmio in termini di peso lo si ha anche nella forcella, che dai 395 grammi passa a 385 grammi. Vantaggi derivati dalla formula per la resina in carbonio ad alto modulo, dallo stampaggio interno del telaio e dalla tecnologia di taglio a lama fredda. Una struttura, quella del telaio della Revolt Advanced SL, più leggera e allo stesso tempo precisa. 

Accessori

Come anticipato anche nella scelta e nello sviluppo degli accessori l’attenzione da parte di Giant è stata massima. Infatti la riduzione del peso si estende anche all’attacco manubrio e al sistema ruote: IL Cadex Max GXR 45 (che viene montato sul modello di punta Revolt Advanced SL 0). Un sistema, quello della Revolt Advanced SL 0, talmente leggero da avere vantaggi sia in percorrenza che in maneggevolezza. 

Il rapporto rigidità/peso della Revolt Advanced SL è superiore del 31 per cento rispetto alla piattaforma precedente. I profili dei tubi, dell’attacco manubrio e del manubrio sfruttano la tecnologia AeroSystem Shaping che migliora notevolmente la resistenza aerodinamica. 

La soluzione di offrire il passaggio interno dei cavi consente di ridurre le turbolenze e di avere un profilo ancora più pulito e lineare. 

Giant, Revolt Advance SL, gravel, racing
Il nuovo design del telaio permette al ciclista di avere una posizione di guida ancora più aggressiva ed efficace
Giant, Revolt Advance SL, gravel, racing
Il nuovo design del telaio permette al ciclista di avere una posizione di guida ancora più aggressiva ed efficace

Posizione migliorata

La Revolt Advanced SL di Giant offre ai ciclisti una posizione più bassa e allungata, la quale corrisponde a un ennesimo guadagno in termini aerodinamici. Tuttavia il disegno del telaio permette all’utente di avere un controllo elevato anche quando si trova a gareggiare a velocità elevate. L’angolo del tubo sella si fa più ripido, passando da 73,5 gradi a 74,5 gradi, spostando il peso del ciclista in avanti rispetto al movimento centrale per una maggiore efficienza di pedalata a ritmo gara.

I modelli disponibili in Italia saranno i seguenti

  • Revolt Adv SL 0 – Row carbon/ Prism pearl: prezzo 9.999 euro
  • Revolt ADV SL 1 – Tempest purple: prezzo 7.499 euro
  • Revolt ADV SL 2 – Deep lagoon: prezzo 6.499 euro
  • Revolt ADV SL- FF – Superspeed teal: prezzo 3.999 euro 

Giant

Scott Addict RC Pro vs Scott Addict 20, il racing sfida il comfort

Addict RC Pro vs Addict 20, il racing sfida il comfort

20.03.2026
8 min
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Due Scott Addict a confronto. La versione RC, quella usata anche in ambito pro’. A nostro parere una delle bici più azzeccate tra quelle di ultima generazione che si spingono verso la categoria delle super leggere race oriented. Dall’altra la versione Addict “più comoda” che si basa su una geometria sviluppata per offrire maggiore comfort ed uno stile di guida più rilassato.

Perché le abbiamo messe a confronto? Perché in buona parte delle situazioni sono proprio le quote geometriche a fare la differenza e non è solo una questione di setting del ciclista. Entriamo nel dettaglio delle nostre considerazioni.

Scott Addict RC Pro vs Scott Addict 20, il racing sfida il comfort
Lampante la differenza di lunghezza dello sterzo
Scott Addict RC Pro vs Scott Addict 20, il racing sfida il comfort
Lampante la differenza di lunghezza dello sterzo

Due Addict, tanto simili quanto diverse

Scott Addict RC Pro, (versione preferita da Pidcock nel 2025) un gran bell’oggetto se consideriamo anche la livrea cromatica, molto particolare ed accattivante, diversa dal solito. Una bici pronta per gareggiare con il framekit full carbon HMX (top di gamma) e HMF (per la forcella), il manubrio integrato Syncros e la trasmissione Shimano Dura Ace 2×12. Ci sono le ruote Syncros Capital 1.05 ed una serie di plus legati ai componenti all’apice dei listini. 8.999 euro di listino, che non è poco, ma se consideriamo questa fascia di mercato siamo anche al di sotto della media. Una taglia 54, per un valore alla bilancia che sfiora i 7 chilogrammi (pochissimo). In passato avevamo provato l’allestimento RC10.

Scott Addict 20, non così distante dalla RC, ma quando viene messa sotto la lente d’ingrandimento le diversità emergono e sono importanti. Sotto il profilo tecnico abbiamo una versione che adotta il carbonio HMF, un gradino sotto HMX. HMF ha un peso specifico superiore che si riflette su un aumento di peso a parità di taglia, con un rapporto rigidità/peso meno estremizzato. Il comfort complessivo della bicicletta parte anche da qui. C’è una componentistica tutta diversa, votata di più alla sostanza, alla stabilità e ad una sorta di versatilità allround che a tratti può strizzare l’occhio anche ad un gravel leggero, magari contestualizzandolo a strade bianche.

Beninteso che questa Scott è e resta una bici da strada. Volendo fare un accostamento con un concetto mutuato dal passato è una endurance più moderna ed evoluta. Quella del test ha un prezzo di listino di 5.299 euro, con un peso rilevato di 8,1 chilogrammi.

Geometrie a confronto

Entrambe sono 54 (ovvero taglia media). La prima differenza da argomentare è relativa all’altezza del tubo sterzo. Per Addict è 161 millimetri, per Addict RC è 130. 31 millimetri in meno sono tanti. Un numero che significa tantissimo in termini di piegamento della schiena in avanti, di come si va ad appoggiare la zona ischiatica sulla sella sella e di come i pesi vengono distribuiti sulla bici. Estensione di collo e braccia, spalle, di come si guida la bici. Ovviamente c’è da considerare anche l’impatto aerodinamico del ciclista.

Il carro posteriore della Addict sfiora i 418 millimetri, quella della RC i 410. Molti diversi gli off-set delle due forcelle, 47 per Addict, 44 millimetri per RC. Entrambi i fattori sono complici in modo esponenziale del rendimento, dell’agilità, della progressività della bici una volta su strada, molto più dell’inclinazione di sterzo e piantone (non così diversi). Scott Addict RC risulta piuttosto compatta con un passo complessivo al di sotto del metro di lunghezza, mentre Addict si spinge a 1009 millimetri (non è poco).

Una volta su strada

Addict è una bici progressiva, molto lunga nelle risposte e combina un elevato assorbimento (che arriva dal basso) con una geometria davvero comoda che non impegna. Non impegna chi è più allenato, ha gamba e vuole restare comodo, magari puntando a tante ore in sella e tanti metri di dislivello positivo. Permette a chi è poco allenato di stare bene in bici evitando il mal di schiena. Rispetto a Scott Addict RC è meno agile, ma ha il grande vantaggio che perdona praticamente tutto.

Addict RC è un cerino pronto ad infiammarsi. Gratificante, bella da guidare e da portare al limite, una di quelle bici non aero concept che a tratti sembra essere proprio un’aerodinamica. E poi non è mai eccessiva, portando a ragionare: quale è il reale limite della bici, delle ruote e delle gomme, quale è il vero limite del corridore. Ovviamente ha una geometria più “tirata”, se messa a confronto con Addict. Comunque non è estrema. Considerando l’appartenenza al segmento racing è ben proporzionata, soprattutto la taglia media in prova, ma quella vocazione race si percepisce. Invita a stare in avanti, a piegarsi verso il manubrio ed a rilanciare.

E’ tanto stabile. Tutto però ha un prezzo e come buona parte delle bici racing, tanto mette sul piatto e tanto chiede. Rispetto ad una Addict è più stancante e per sfruttarne tutte le potenzialità bisogna essere allenati fisicamente ed essere capaci di non mollare neppure con l’approccio mentale.

Un progetto azzeccato a prescindere

Non un fattore banale. Quando si descrivono bici del genere che portano in dote lo stesso nome, ma erogano performance diverse, è giusto considerare anche le soggettività. Queste ultime sono legate al modo in cui si affronta l’uscita in bicicletta, al background ciclistico e anche agli obiettivi. Addict è la bici un po’ per tutti e anche l’agonista la può personalizzare a dovere. Addict RC è una bici da gara non estrema, non troppo rigida, facile da guidare se consideriamo la categoria alla quale appartiene. E’ estremamente reattiva.

Entrambe hanno il valore aggiunto della stabilità (una sorta di comune denominatore per la piattaforma Addict) e un avantreno che trova un abbinamento ottimale tra altezza dello sterzo, angolo di apertura di quest’ultimo e rake della forcella. Conta tantissimo, a nostro parere, il fatto che entrambe le bici non cambiano il proprio carattere anche con ruote diverse, magari più leggere oppure con profilo maggiorato del cerchio. Nell’ottica della massima sfruttabilità è un fattore da mettere sul podio dei criteri di valutazione.

In conclusione

Scott Addict 20 non è una bici da KOM nel senso stretto della considerazione. Forse può esserlo un allestimento Premium, nel complesso più ambizioso, ma anche costoso. Addict 20 punta a soddisfare un’utenza che ha l’obiettivo delle lunghe pedalate, senza il “morso” dei numeri, dei watt e dei record a tutti i costi. Tecnicamente offre prestazioni davvero equilibrate. RC è un bel proiettile, questa si che è una bicicletta da “trattare male” in salita ed anche in discesa.

Addict RC è una di quelle che strappa il sorriso ed invita ad aprire il gas, che gratifica quando i watt puntano in alto e proprio la bici contribuisce nell’erogazione dei joule. RC è super reattiva ed è anche veloce, non al pari della Foil RC, ma se consideriamo il profilo fisico del corridore tipo di una Addict RC, proprio questa bici può diventare “migliore” rispetto proprio alla Foil RC. Perché? Addict RC è più semplice da rilanciare alle basse andature.

Scott

Guerciotti Veloce SLR: dall’animo racing e già vincente

28.06.2025
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Guerciotti presenta un nuovo modello dedicato a chi ricerca una bici dall’animo racing ma che possa abbracciare un bacino di utenza maggiore: si chiama Veloce SLR e permette al marchio milanese di compiere un passo importante in termini di evoluzione tecnica. Stiamo parlando di una bicicletta con delle geometrie e un design votati in maniera estrema al racing e alla ricerca di prestazioni di alto livello. I passi in avanti fatti dal marchio milanese sono arrivati in termini di materiali e forme ancora più accattivanti. La principale novità, una nuova finitura in carbonio, si presenta nella parte del carro posteriore.

«All’inizio – racconta Micaela Guerciotti, marketing director dell’azienda – l’intento era di avere una bici che fosse l’evoluzione della Veloce S, poi però abbiamo arricchito il progetto e abbiamo deciso di realizzare un modello che si inserisse a tra la Veloce S ed il nostro modello top di gamma l’Eclipse S».

Carbonio

La scelta del materiale per realizzare il telaio della Veloce SLR è ricaduta sul carbonio Mitsubishi T45 con finitura UD. In questo modo la rigidità risulta aumentata così come le performance in velocità e percorrenza rispetto al modello Veloce. Il movimento centrale utilizzato è il T47 BSA che migliora ulteriormente la stabilità del telaio consentendo all’utente di montare qualsiasi tipo di pedivella. 

A livello di design il telaio presenta un tubo sterzo molto ampio in modo da donare una migliore aerodinamicità, inoltre Guerciotti ha previsto l’utilizzo del nuovo forcellino con sistema UDH al fine di garantire un’elevata resistenza. 

«Il carbonio scelto – continua Micaela Guerciotti – è il T45 di Mitsubishi, abbiamo deciso di collaborare ancora insieme perché la qualità dei loro prodotti ci permette di avere un telaio all’avanguardia. Anche la grafica è rivolta a valorizzare il carbonio T45 e le sue linee. Infatti nella parte del carro posteriore la verniciatura esalta le linee e ne valorizza la finitura».

La Veloce SLR è una bici racing ed è già risultata vincente ai campionati italiani juniores femminili con Matilde Rossignoli del Team BFT Burzoni (photors.it)
La Veloce SLR è una bici racing ed è già risultata vincente ai campionati italiani juniores femminili con Matilde Rossignoli del Team BFT Burzoni (photors.it)

Nei dettagli

La Veloce SLR prevede il passaggio dei cavi totalmente integrato per una pulizia delle linee senza paragoni arricchendo ulteriormente l’aspetto estetico di una bici nata per la velocità e la ricerca della massima aerodinamicità. Il tubo sterzo ampliato permette al ciclista di avere una guida sicura con un inserimento in curva preciso e reattivo

Il reggisella è disponibile in tre  versioni offset: 0, -25 millimetri  e -35 millimetri per rispondere in modo puntuale alle diverse esigenze di seduta dell’utente. Il telaio è compatibile con tutti i gruppi. A catalogo sono state previste le seguenti tre opzioni: Shimano Ultegra 8170 Di2 a 12 velocità, Shimano Dura Ace 9270 Di2 a 12 velocità e SRAM Red AXS 2×12. 

«La Veloce SLR – conclude Micaela Guerciotti – è una bici dotata di un animo racing ma rimane alla portata di diversi soggetti. Questo modello lo forniamo anche alle squadre giovanili, juniores principalmente, una testimonianza delle sue qualità tecniche. Ai recenti campionati italiani juniores femminili la Veloce SLR ha trionfato insieme a Matilde Rossignoli del team BFT Burzoni VO2 Team Pink».

Le colorazioni previste da Guerciotti sono tre: rosso/nero, bianco/azzurro e bianco/nero. 

Guerciotti