Gomme da cx, Lorenzo Masciarelli ci spiega come le sfrutta

20.11.2021
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Il cognome Masciarelli fa parte del ciclismo. Tra i più giovani della famiglia c’è Lorenzo, il “figlio crossista” di Simone, che ora si divide tra l’Italia e Oudenaarde. Lorenzo si è trasferito in Belgio per imparare e rubare quei segreti. È tesserato per il Team Bert Containers-Pauwels Sauzen-Bingoal, sodalizio UCI Continental, diretto da Mario de Clercq. Con il giovane campioncino azzurro, vogliamo approfondire alcuni aspetti tecnici delle gomme da cx.

Sono sempre di più i team che utilizzano Challenge come riferimento per gli pneumatici
Sono sempre di più i team che utilizzano Challenge come riferimento per gli pneumatici

La vita da crossista in Belgio

La telefonata si apre con un chiacchierata tra appassionati di bici. «Non potevo chiedere di meglio», ci dice Lorenzo, con quel filo di emozione, di consapevolezza e anche con quella spavalderia “buona” di un atleta di diciassette anni. «Sono nella patria del ciclocross e corro per un grande team, uno dei più famosi e nonostante ciò, non mi mettono pressione. Per me è una grande esperienza – continua – e stare al fianco di grandissimi campioni è uno stimolo aggiuntivo. 

«Appena arrivato mi hanno portato nel circuito di Gavere (questa è definita il Giro delle Fiandre del CX ed è una gara storica del Superprestige, ndr). E’ stato pazzesco vedere tutta questa gente che fa il tifo dall’inizio alla fine. Questo succede anche per le categorie giovanili, non solo quando corrono i professionisti e la gente ti incita anche quando sei per strada ad allenarti, durante i giorni della settimana.

«Sono rimasto sconvolto (abbiamo percepito la sua emozione e la soddisfazione anche attraverso il telefono, ndr) e solo in quel momento mi sono reso conto dell’atmosfera che regna in Belgio. Una grande emozione».

In azione con la maglia azzurra agli europei a Col du Vam (i primi da U23), chiusi in 41ª posizione
In azione agli ultimi europei U23 a Col du Vam, chiusi in 41ª posizione
Lorenzo, parliamo di tecnica. Quali sono le ruote che normalmente utilizzi e con quale profilo?

Le ruote sono DT Swiss con il profilo da 35 mm e cerchio in carbonio. Questo profilo ci permette di non essere troppo pesanti in fase di rilancio, è scorrevole sull’asciutto e non affonda in modo eccessivo nel sabbia e nel fango.

Gomme da cx, tubeless oppure tubolari?

Uso il tubeless in allenamento. In questo momento però è diverso, perché siamo nel cuore della stagione agonistica e cerchiamo di mantenere un feeling costante con il tubolare anche nei momenti training. Il tubolare è lo pneumatico preferito dai belgi. Però ti devo dire che c’è molta curiosità anche verso i tubeless.

In questa immagine si notano le differenti spaziature dei tasselli e i loro disegni
In questa immagine si notano le differenti spaziature dei tasselli e i loro disegni
Secondo te, quanto contano gli pneumatici in ambito ciclocross?

Avere una gomma di qualità e saperla sfruttare è fondamentale.

Hai già dei criteri di scelta tuoi personali, oppure ti affidi ai consigli del team?

Io mi faccio un’idea, spesso quando si prova il percorso e quando ci alleniamo. E poi c’è la curiosità, guardando quello che fanno i grandi campioni. Prima della partenza di una gara cerco sempre di ricevere dei consigli dai pro’ e da Mario (Mario De Clercq, tre volte iridato e ora manager della sua squadra, ndr). Cerco di “rubare il mestiere”.

Quanto pesi?

Ora peso 65 chili e sono alto 1,75.

Gomme da cx, quali sono le pressioni di gonfiaggio che utilizzi?

Più o meno utilizzo le stesse pressioni per i tubolari e tubeless: 1,5/1,6 bar sui terreni asciutti, 1,3 in caso di fango e bagnato. Cerco di non scendere mai sotto 1,2 perché ho paura di bucare e sento la gomma scivolare troppo. Poi, a mio parere i tubeless hanno una carcassa più tosta e si potrebbe scendere anche sotto le 1,2 atmosfere.

Nel team utilizzate le gomme Challenge. Quali sono i modelli che utilizzi maggiormente?

A me piacciono le Grifo, che sono molto versatili e scorrevoli, ma al tempo stesso hanno un grip eccellente. Inoltre riesco a sfruttarle bene anche in condizioni di umido. Il modello Limus lo uso per il fango, non è molto scorrevole quando affronti i tratti in asfalto, ma ha una tenuta davvero buona in curva e con il fango pesante e scarica bene.

Ne avete altre a disposizione?

Abbiamo anche il Baby Limus, che è sempre un prodotto da utilizzare quando piove e su terreni pesanti, ma è più scorrevole rispetto al Limus. Oltre al terreno e alla tipologia di gara che dobbiamo affrontare, cerchiamo di ascoltare i consigli di Mario. Ti voglio fare un esempio: qualche volta montiamo delle gomme meno tassellate anche quando c’è fango per avere maggiore scorrevolezza e cambiamo la bicicletta ad ogni passaggio.

A volte si usano gomme più scorrevoli anche se c’è fango: sta poi ai meccanici pulirle a ogni passaggio
A volte si usano gomme più scorrevoli anche se c’è fango: sta poi ai meccanici pulirle a ogni passaggio
Un aspetto tecnico che ci vuoi raccontare?

Quando ho iniziato ad allenarmi in Belgio, sono arrivato qui da allievo, ho visto tutti i ragazzi delle categorie giovanili che utilizzavano (e utilizzano) le gomme da asciutto, sempre e con il fango. Questo permette (da allora lo faccio pure io) di gestire le condizioni di guida più difficili. Impariamo a scivolare e controllare la bici; non ci viene permesso di usare gli pneumatici da asciutto in allenamento.

Thomas Pidcock, Superprestige, Gavere, 2020

Pidcock vince a Gavere e avvisa Van der Poel

13.12.2020
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Le avvisaglie si erano viste ieri, forse non tutti però si erano accorti che dietro la straordinaria vittoria di Mathieu Van der Poel ad Anversa, si era elevato ad alti livelli anche Thomas Pidcock. Forse perché il britannico aveva già gareggiato nel ciclocross in stagione, anche in Coppa del mondo. La forma stava arrivando, il suo terzo posto in rimonta era lì a testimoniarlo. E oggi a Gavere, in una delle tappe storiche del Superprestige, ha scalato gli altri due gradini, anche a dispetto dell’iridato olandese.

Ely Iserbit, Superprestige Gavere, 2020
Giornataccia per Eli Iserbyt a Gavere dopo l’ottima prova di ieri ad Anversa
Ely Iserbit, Superprestige Gavere, 2020
Giornataccia a Gavere per Iserbyt

Partenza sprint

Pidcock ha battuto VdP sul suo terreno, ossia ha allungato già nella prima parte di gara, con l’olandese preso un po’ alla sprovvista. Col passare dei giri, sia VdP che il belga Toon Aerts sono riusciti a chiudere sul britannico. Non così Eli Iserbyt, secondo ieri ad Anversa: poco brillante il campione europeo in evidente giornata no.

Quinto giro e addio

Per un paio di tornate Aerts ha provato a scrollarsi di dosso i due rivali ed era proprio Pidcock quello che sembrava soffrire di più. Invece al quinto giro il britannico ha forzato e il belga ha ceduto quasi di schianto. Nel giro successivo anche VdP ha cominciato a perdere terreno, con il giovanissimo Pidcock che andava così a conquistare la sua prima vittoria da elite in uno dei grandi circuiti del cross.

Mathieu Van der Poel, Superprestige, Gavere, 2020
Al traguardo, Van der Poel ammirato dalla forza di Pidcock
Mathieu Van der Poel, Superprestige, Gavere, 2020
Van der Poel al traguardo di Gavere

L’omaggio di VdP

A fine gara VDP ha elogiato il rivale: «E’ stato impressionante – ha detto – facevo fatica a seguirlo soprattutto a piedi. Oggi era più forte di me, non posso negarlo. Io comunque non sono andato male, ma lo dicevo che sono ancora lontano dalla massima forma…».

Mathieu Van der Poel, Thomas Pidcock, Toon Aerts,Superprestige, Gavere, 2020
Sul podio di Gavere, Van der Poel, Pidcock e Toon Aerts
Mathieu Van der Poel, Thomas Pidcock, Toon Aerts,Superprestige, Gavere, 2020
Sul podio, Van der Poel, Pidcock, Aerts

L’orgoglio di Tom

Dal canto suo Pidcock ha dato l’impressione di essere sempre più sicuro dei suoi mezzi.

«E’ una vittoria frutto del lavoro che sto facendo sulla partenza – ha detto – per non perdere terreno dai rivali e spendere troppe energie. Certo, vedere VdP che si stacca è una bella sensazione. Ora aspetto con trepidazione Namur e la Coppa del mondo, ma non nascondo che mi piacerebbe ripetere la cosa anche in qualche grande gara su strada».