La Vini Zabù vola in Belgio, ma prima…

26.02.2021
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Poche ore al via della stagione per la Vini Zabù. La squadra di Angelo Citracca e del suo storico diesse, Luca Scinto, infatti inizierà a correre in Belgio alla Kuurne-Bruxelles-Kuurne. 

Il team era in ritiro in Toscana, a Montecatini. Siamo stati con loro una giornata per vedere come procedevano i lavori. La presenza al prossimo Giro d’Italia ha sollevato non poco l’umore e in allenamento i risultati si sono visti. I ragazzi, guidati dall’altro diesse Francesco Frassi e dallo stesso Scinto, hanno siglato due “Kom” (record) su Strava su altrettante salite test: il Monte Serra e il San Baronto. Ma in generale il gruppo sembra essere ben affiatato. Proprio sul Serra, pochi secondi dopo aver finito il test, si sono dati il cinque mentre ancora boccheggiavano sulle bici.

Un gruppo per Marezcko

Mareczko, più che il leader, è il terminale di un lavoro comune. “Kuba” è stato preso per brillare in volata. E c’è anche un buon treno per lui.

«Gredek, Stacchiotti e in teoria anche Bertazzo, che spesso è impegnato in pista, sono elementi validi per aiutarlo in vista dello sprint – dice Francesco Frassi – Gradek e Bertazzo anche se non stanno in forma hanno i 60 all’ora nelle gambe. Se stanno male ti fanno cinque chilometri, se stanno bene anche dieci, ma sai che sulla loro velocità e la loro potenza puoi contare. E poi c’è Stacchiotti che può essere un buon pilota per Kuba nel chilometro finale».

Sia Frassi che Scinto parlano poi della grande voglia di Jakub. E anche noi in effetti lo abbiamo visto parecchio motivato. Il lombardo è migliorato molto in salita. Scinto gli faceva prendere le rampe in testa, facendolo tirare forte e lui ha sempre risposto presente. Non solo, ma nel finale dell’allenamento ha chiesto di allungare per fare dietro macchina e arrivare così a 200 chilometri.

“Allenamento Scinto”

Come sappiamo l’istrionico tecnico toscano è un motivatore nato. Piaccia o no, per gli atleti è uno sprone. Nei cinque giorni di ritiro, in cui la Vini Zabù ha macinato oltre 700 chilometri, non ha mai mancato di supportare i suoi ragazzi. Li incitava dal finestrino e per radio. Tirate d’orecchie si alternavano a “pacche sulle spalle”.

«Abbiamo fatto molti chilometri – spiega Scinto – inserendo anche delle simulazioni tipo gara. Al penultimo giorno per esempio i ragazzi hanno fatto un tratto di 50 chilometri, un po’ vallonato, a 48,1 di media! Li ho divisi in tre gruppi. Prima sono partiti quelli meno forti, un minuto dopo quelli di mezzo e dietro ancora i più potenti. E’ stato un vero inseguimento. Allenamenti così danno ritmo». E adrenalina, aggiungiamo noi…

Frapporti il veterano

Ma se in ammiraglia il capo è Scinto ed è lui a coordinare l’intero team, in gruppo il leader, l’uomo di riferimento è Marco Frapporti. Il bresciano, 35 anni, è alla seconda stagione alla Vini Zabù e la sua esperienza si vede. 

Scinto e Frassi dall’ammiraglia lo chiamano spesso. Per esempio bisognava fare due volate per Marezcko. Senza troppi giri di parole, una volta indicato il punto dove fare lo sprint, Scinto diceva a Frapporti: «Organizza tu il treno». E lui puntuale preparava il tutto.

Non solo, ma lo stesso Marco era il primo a richiamare i ragazzi all’ordine: a tenere la destra o a mettersi a bordo strada quando ci si raggruppava sulle salite, a confrontarsi con i diesse via radio sul da farsi.

Non solo Mareczko

Con la stagione che sta per iniziare più di qualcuno ha aumentato i giri del motore. Tra i più brillanti abbiamo visto Edoardo Zardini. Il veneto, alla nona stagione da pro’, sta tornado ai livelli di qualche anno fa, quando quella terribile caduta al Gp Lugano lo fece quasi smettere di correre. E’ stato “Zardo” a siglare il Kom sul Serra: 16’34”. L’hanno attaccata con una sorta di volata di Mareczko e dei velocisti e man mano hanno aumentato il ritmo. Appena dietro a Zardini si è visto Joab Schneiter, classe 1998, uno scalatore svizzero giunto quest’anno in Italia che promette molto bene.

Ma forse la nota più lieta è Andrea Bartolozzi, piemontese di neanche 22 anni. In salita ha sempre tenuto il passo dei migliori se addirittura non è stato lui stesso il primo. Nel test sul San Baronto, si stava staccando poi, anche grazie all’incitamento di Scinto, ha buttato giù un dente e nel finale ha rintuzzato e sorpassato Zardini. Davvero un bello scalatore. 

Adesso però per lui, e per tutta la Vini Zabù, c’è da trasformare tutto questo “ottimismo d’allenamento” in risultati in gara. In bocca al lupo!