Joao Almeida, UAE

UAE verso la Vuelta, il rientro di Almeida e il nodo Pogacar

03.08.2026
5 min
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Dopo altri quasi due mesi di stop rientra oggi in corsa al Tour de Pologne il grande assente della stagione: Joao Almeida. Il portoghese ha di fatto gettato all’aria due terzi di questo 2026 per questioni di salute. In casa UAE Emirates sperano che possa salvare almeno il finale di stagione, che resta comunque ricchissimo, tra Vuelta, mondiale e classiche d’autunno.

Durante il  Tour de France ne abbiamo parlato con Joxean Fernandez Matxin. Il tema era la formazione che stava prendendo corpo in vista della Vuelta e, in particolare, proprio Almeida. A ben pensarci, solo una corazzata come la UAE Emirates poteva permettersi di tenere ai box un atleta del suo livello senza risentirne realmente. Ricordiamo infatti che Almeida doveva essere il leader al Giro d’Italia. Era partito molto bene, poi, a marzo, sono arrivati i problemi di salute e tutti i piani sono saltati.

Matxin durante il Tour. Il capo dei tecnici della UAe confida molto in un grande rientro di Almeida
Matxin durante il Tour. Il capo dei tecnici della UAe confida molto in un grande rientro di Almeida
Matxin durante il Tour. Il capo dei tecnici della UAe confida molto in un grande rientro di Almeida
Matxin durante il Tour. Il capo dei tecnici della UAe confida molto in un grande rientro di Almeida

Dal Rhone-Alpes…

Adesso, però, l’obiettivo è recuperarlo. E finalmente Almeida sembra pronto. Il Tour de Pologne darà indicazioni davvero importanti.

«Joao – spiega Matxin – ha avuto un virus, un’infezione particolare. Per il nome chiedete al dottore! Questo lo ha fatto stare male. Almeida si allenava come un professionista, si curava come un professionista, viveva come un professionista, faticava… ma la condizione non arrivava. E questo pesa ancora di più per uno come lui, che è un regolarista, se così si può dire. Uno che è sempre ad altissimo livello. Ma la sua qualità è fuori discussione».

Il tecnico spagnolo racconta che speravano di rivedere Almeida competitivo già all’inizio di giugno. O meglio, volevano capire a che punto fosse realmente. Per questo lo avevano portato all’ex Delfinato, oggi Tour Auvergne-Rhône-Alpes.

«Ne avevamo parlato anche con Joao prima di schierarlo – riprende Matxin – ma vedendo che non andava come ci aspettavamo, dopo un’ulteriore fase di recupero di due settimane a maggio abbiamo deciso di fermarlo. Sarebbe stata una fatica che non avrebbe portato a nulla.

«In quei giorni, prima del suo ritiro, ne abbiamo parlato anche con Isaac Del Toro, che in quel momento era il leader della squadra, per capire se Joao gli sarebbe potuto servire nelle ultime due tappe. La decisione di fermarlo o meno passava anche da questo. Fortunatamente non ce n’è stato bisogno e così Almeida si è ritirato anzitempo, allungando nuovamente i tempi di recupero. Ora riparte dalla Polonia e poi farà la Vuelta».

Joao Almeida, UAE
Il programma estivo originale di Almeida prevedeva San Sebastian e Burgos prima della Vuelta. Ora invece farà il Polonia e poi andrà diretto alla Grande Partenza di Monaco
Joao Almeida, UAE
Il programma estivo originale di Almeida prevedeva San Sebastian e Burgos prima della Vuelta. Ora invece farà il Polonia e poi andrà diretto alla Grande Partenza di Monaco

Alla Vuelta

Qui Matxin apre il capitolo più importante: quello della Vuelta. La Vuelta di Joao, ma anche quella dell’intera UAE Emirates. Che squadra vedremo? E soprattutto ci sarà anche Tadej Pogacar? Perché, chiaramente, la sua presenza cambierebbe tutto.

«Vediamo intanto come Almeida andrà in Polonia – dice Matxin – ma è chiaro che crediamo nel corridore, a prescindere dal risultato. La fiducia della squadra nei suoi confronti non cambia. So chi è Joao, lo conosco da una vita. Conosco il suo rapporto con la squadra, con i compagni e con se stesso. E’ un professionista esemplare e, anche se non dovesse essere quest’anno, non ho alcun dubbio sul suo ritorno ai massimi livelli».

Stavolta filtra molta più fiducia sulle condizioni di Almeida. Al Tour Auvergne-Rhone-Alpes, più che problemi fisici, sembrava pagare una mancanza di condizione. Ed era anche normale, visto il lungo stop causato dai problemi di salute e il livello della corsa. Adesso la situazione sembra decisamente migliore.

«Finalmente sto bene – ha detto Almeida giusto ieri alla presentazione dei team in Polonia – voglio svoltare pagina e poter vincere in questa stagione. Le cose andavano già meglio al Rhone-Alpes ma continuare con quella condizione era inutile. Alla Vuelta per vincere? Se ci sarà Tadej sarà impossibile, ma senza di lui le possibilità aumentano di molto».

Riguardo alla formazione della Vuelta, molto dipenderà proprio dalla presenza di Pogacar. Nei giorni del Tour si diceva che la sua partecipazione alla corsa spagnola non fosse così scontata. A sostenerlo erano soprattutto i colleghi sloveni. Tadej punta infatti con decisione al campionato europeo che si correrà proprio in Slovenia, anzi nella sua città, e il triplo impegno Tour, Vuelta, Europeo e mondiale dall’altra parte del mondo appena sette giorni dopo potrebbe risultare eccessivo. «Degli Europei – dice Matxin – ci credete che non ne abbiamo ancora parlato una sola volta?».

Da nostre fonti, invece, la presenza di Pogacar alla Vuelta dovrebbe essere certa. L’annuncio ufficiale dovrebbe arrivare tra questo lunedì e il prossimo. In quel caso Almeida partirebbe come seconda punta. Ma, ai fini del suo ritorno e del livello con cui si presenterà al via da Monaco, cambierebbe davvero poco. Anzi, nulla.

Almeida Vuelta 2026
Lo scorso anno alla Vuelta, Almeida fu secondo alle spalle di Jonas Vingegaard e davanti a Tom Pidcock (foto Bram Bierken)
Almeida Vuelta 2026
Lo scorso anno alla Vuelta, Almeida fu secondo alle spalle di Jonas Vingegaard e davanti a Tom Pidcock (foto Bram Bierken)

Programmazione UAE

Al netto della presenza di Almeida, con Matxin abbiamo parlato anche della programmazione della UAE Emirates, un aspetto che avevamo già richiamato qualche giorno fa, quando avevamo scritto che il successo di Pogacar al Tour è anche il frutto di un enorme lavoro di squadra. Un ragionamento che aiuta a capire anche come nasce la formazione per un Grande Giro come la Vuelta.

Al momento i nomi certi sono quelli di Almeida, Marc Soler, Ivo Oliveira e Novak. In casa UAE Emirates la programmazione parte già a dicembre. Gli atleti sanno da lungo tempo quali obiettivi hanno. Quest’anno, però, rispettarla non è stato semplice, visto che a un certo punto la squadra di Gianetti si è ritrovata con ben 14 corridori indisponibili.

«Quindici – ci corregge Matxin – comunque l’abbiamo gestita bene. Alla fine abbiamo fatto un solo cambio per il Giro d’Italia e uno per il Tour. Per il Giro, quando ho visto il percorso, con ben undici tappe ideali per le fughe, ho pensato subito a Marc Soler. Mentre per il Tour, vedendo che ci sarebbero state almeno sette tappe nelle quali sarebbe stato necessario tirare tantissimo, ho inserito Florian Vermeersch. In pratica li abbiamo invertiti, ma è stata una decisione tecnica. Soler è perfetto per le fughe: al Giro era ideale e così ha fatto il Giro e farà anche la Vuelta. L’altro cambio è stato inserire Felix Grosschartner al Tour al posto di Pavel Sivakov, vista la sua eccellente condizione».

«I problemi maggiori li abbiamo avuti in primavera, soprattutto ad aprile, quando ce ne sono stati dieci tutti insieme. Quindici nel corso dell’anno si possono anche gestire. Ma dieci nello stesso momento rappresentano il 33 per cento, un terzo della squadra WorldTour out. Per questo siamo ricorsi anche a cinque corridori della UAE Gen Z».