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Si apre con Alaphilippe e il suo ciuccio sulla riga. Ma certi tifosi…

26.06.2021
6 min
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La scena più emblematica di questa prima tappa del Tour 2021, più ancora delle due cadute e del fare l’appello dei feriti e di quelli che hanno già dovuto alzare bandiera bianca, si vede poco dopo l’arrivo. Alaphilippe si è già fermato e ha abbracciato i primi compagni, quando dalle sue spalle arriva Van der Poel. L’olandese avrebbe dedicato la tappa e la maglia gialla a suo nonno Raymond Poulidor, ma nulla ha potuto quando il campione del mondo ha preso il largo. Così Mathieu si ferma due metri dopo Alaphilippe e piegato sul manubrio ripassa la grandezza dell’avversario. Mentre il francese, che aveva a sua volta in animo la dedica per suo figlio appena nato e per questo è passato sulla riga con il pollice come un ciuccio per bambini, si gode il successo e la maglia gialla.

Fermi a due metri di distanza: Alaphilippe in paradiso, Van der Poel nel rammarico
Fermi a due metri di distanza: Alaphilippe in paradiso, Van der Poel nel rammarico

«Questa è una vittoria così speciale – dice Alaphilippe, con la gamba destra sporca di sangue e grasso – che non riesco a trovare le parole per dire come mi sento. Prima di tutto, voglio dire un grande grazie a tutti i miei compagni per essersi presi cura di me oggi e per aver mostrato uno straordinario spirito di squadra. Sono stato coinvolto in quella prima grande caduta, ma con il loro aiuto sono tornato in gruppo. Hanno creduto in me, hanno lavorato sodo tutto il giorno e sono felice di poterli ripagare»

Tifosi allo sbando

Era atteso e ha risposto presente. Alaphilippe ha vinto la prima tappa del Tour a Landerneau, battendo Matthews e Roglic. Lo ha fatto a modo suo, con quella creatività di cui aveva parlato il manager del team Patrick Lefevere e chiudendo con l’atteso gesto del ciuccio sulla riga. Ha attaccato a 2,2 chilometri dall’arrivo sulla salita di Fosse aux Loups (3 chilometri al 5,7 per cento), ultimo scoglio della tappa lunga 197,8 chilometri.

La Bretagna e le sue pietre hanno accolto il Tour alla grande
La Bretagna e le sue pietre hanno accolto il Tour alla grande

In una cornice finalmente di grande pubblico, quello di cui non si sentiva la mancanza era l’irresponsabilità dei tifosi, invece il Tour è partito nel segno della caduta provocata da un irresponsabile munito di cartello che, per ottenere un’inquadratura memorabile, ha falcidiato tutto il gruppo. Che adesso venga identificato e risponda penalmente e civilmente dei danni arrecati!

Froome malconcio

Gruppo nervoso e numeroso, strade strette. La prima caduta si è verificata in cima alla collina di Saint-Rivoal. Tony Martin ha urtato troppo a lato della carreggiata il cartello del suddetto spettatore, trascinando nella sua caduta gran parte del plotone. Diversi corridori sono finiti a terra. Fra loro il campione italiano Sonny Colbrelli e quello belga Wout Van Aert, che ha dovuto inseguire a lungo prima di rientrare. Il più malconcio, Jasha Sutterlin, è stato il primo a doversi fermare: il primo ritirato del Tour.

E mentre sembrava tutto lanciato verso il gran finale, con Ide Schelling ripreso a 28 chilometri dal traguardo, ai meno otto si è verificata un’altra caduta molto impressionante soprattutto perché si è verificata a velocità particolarmente elevata. Fra coloro che hanno subito l’urto più violento, sicuramente Chris Froome e Marc Hirschi, rivelazione del Tour 2020, che come raccontava stamattina puntava alla tappa e alla maglia gialla.

Il bollettino del Team Uae Emirates parla per Hirschi di una lesione del legamento della spalla, che è uscita, e si valuterà domattina se farlo ripartire.

Si decide in salita

Passato lo shock della caduta, la salita di Fosse aux Loups ha fatto ciò che ci si aspettava. E mentre tutti invocavano l’attacco Van der Poel e Van Aert, Julian Alaphilippe ha fatto vedere che al Giro di Svizzera non aveva ancora la gamba che voleva. Il campione del mondo ha attaccato sulle pendenze maggiori, lasciando sul posto gli avversari. Pogacar e Roglic hanno provato a inseguirlo, ma il francese, che ha percorso gli ultimi 500 metri della salita a 42,6 km/h, ha potuto assaporare la vittoria sulla linea. E ha preso la maglia gialla.

Cattaneo ha lavorato sodo e sul traguardo la vittoria è anche sua
Cattaneo ha lavorato sodo e sul traguardo la vittoria è anche sua

«Oggi il piano – dice dopo aver mimato sulla linea il gesto del ciuccio – era di rendere la gara difficile per gli uomini veloci, quindi ho chiesto ai ragazzi di andare a tutto gas fin dall’inizio. Poi, nel finale, Devenyns ha finito il suo sforzo e io sono decollato. Appena ho notato un piccolo vantaggio, ho continuato a tirare. Ho saputo di aver centrato la centesima vittoria di tappa in un grande Giro nella storia di questa squadra e tutto quello che posso dire è che sono orgoglioso di farne parte».

Ci salva Nibali

Nibali è stato come spesso gli accade il primo degli italiani. Avendo deciso di mettersi alla prova proprio nelle frazioni di apertura, il siciliano è passato indenne attraverso le tensioni del gruppo.

E così Alaphilippe ritrova la maglia gialla, indossata brevemente lo scorso anno e più a lungo nel 2019. Quel ciuccio era la dedica a suo figlio Nino
E così Alaphilippe ritrova la maglia gialla. Ha dedicato il successo al figlio Nino, mimando il ciuccio

Fra i corridori di classifica che hanno pagato il conto più saltao, Michael Woods è passato sul traguardo con 8’49” di ritardo mentre Froome alla fine è passato con 14’37”.

Miguel Angel Lopez è caduto la prima volta, poi è rientrato ed è caduto ancora, chiudendo a 1’49” con Martin e Kruijswijk. Valverde ha subito 5’33” mentre il compagno Marc Soler è scivolato addirittura a 24’38”. E’ andata meglio a Carapaz, che è finito nel secondo gruppetto ad appena 30″ da Alaphilippe. Il Tour è davvero cominciato con un Alaphilippe selvaggio e insieme tenero, mentre tagliava il traguardo con quel ciuccio. Peccato soltanto che per l’irresponsabilità di un imbecille, per altri la corsa sia già finita.