Lo spunto per questo articolo nasce dall’occhio tecnico di Alessandro Colò, biomeccanico del centro Biomeccanica Bodyframe. Attraverso un post pubblicato su Instagram Colò ha letto ed evidenziato alcuni cambiamenti riguardo la posizione a cronometro di Tadej Pogacar. Lo sloveno del UAE Team Emirates-XRG nel fine settimana scorso ha vinto la cronometro del Tour de Suisse pedalando sul nuovo modello Colnago: la TT2.
Una prova che ha permesso al campione del mondo di puntellare il suo avvicinamento al prossimo Tour de France, dove le prove contro il tempo saranno due: la crono a squadre inaugurale di Barcellona e la cronometro della tappa sedici, con i suoi 26 chilometri da Evian-Les-Bain a Thonon-Les-Bains.


Il nuovo modello
La TT2 di Colnago va a sostituire il modello precedente per le prove a cronometro: la TT1. Tadej Pogacar ha pedalato con la nuova bici già alla vigilia del Tour de Suisse, come abbiamo avuto modo di raccontarvi. E nonostante i pochi giorni di gara, solamente due nelle prove contro il tempo, i risultati sono evidenti. Segno che il campione sloveno ha lavorato molto durante i ritiri per trovare il giusto feeling con la TT2.
«Partiamo con la bici – ci introduce Alessandro Colò – e diciamo che la prima evidenza è che Colnago ha aggiunto una taglia di telaio in più rispetto al passato. La TT2 infatti è disponibile in quattro taglie: XS, S, M e L. Pogacar sta utilizzando sempre la taglia S. Rispetto al modello precedente la TT2 ha qualche novità tecnica, ma si tratta più di aggiornamenti strutturali».


Di cosa si tratta?
L’angolo di inclinazione sella passa da 77 gradi a 76,5 gradi, con una modifica minima che non incide particolarmente sulla posizione. Infatti il carrello reggisella ha un gioco molto ampio e permette di arrivare dove si vuole con l’arretramento. In più l’angolo del tubo sterzo dai 72 gradi della TT1 passa a 72,5 gradi con la TT2.
Che impatto ha questa modifica?
Minimo, però più l’angolazione è verticale e maggiore sarà la risposta della bici, risultando più scattante. Si tratta di un perfezionamento, non di una modifica drastica.


In termini di posizione Pogacar ha cambiato molto?
Le modifiche più importanti sono arrivate tra il 2024 e il 2025, quelli di questa stagione sono aggiustamenti e perfezionamenti. Uno dei più evidenti è come Tadej abbia le mani e i gomiti più vicini al volto. Sotto le protesi sono presenti molti più spessori rispetto allo scorso anno, è evidente, si parla di due o tre centimetri.
Quali vantaggi porta una modifica del genere?
Per quanto riguarda la superficie di impatto con l’aria, quindi analizzando un aspetto aerodinamico, più ci si alza e maggiore sarà la resistenza che si incontra. Tuttavia un posizione più alta di mani e gomiti porta il corridore ad esprimere un maggior numero di watt, questo perché applica più forza sulla bici con la parte sopra del busto. Ma c’è anche un altro punto.
Prego…
Questa posizione permette a Pogacar di avere il busto più alto e di aprire maggiormente l’angolo dell’anca. Così facendo si aumenta il flusso sanguigno alle gambe, facilitando la respirazione e favorendo l’azione muscolare di gluteo e degli ischiocrurali. Aspetto che permetterebbe di far arrivare al muscolo più sangue e di conseguenza ossigeno.


Aspetto che si lega alla scelta di pedivelle sempre più corte, possibile che Pogacar abbia cambiato la misura? Si parlava di 155 millimetri.
Difficile dirlo, ma che Pogacar sia stato il primo a fare un lavoro di questo tipo è risaputo. Escludo, anche se non del tutto, che stia utilizzando pedivelle da 155 millimetri. Potrebbe, però, montare quelle da 160 millimetri che è la misura minima proposta da Shimano.
Si nota però una posizione delle mani più avanti.
Sembra di sì, anche se da anni il regolamento UCI vieta di spostare troppo in avanti sella e manubrio, per diverse ragioni. Ma in questo caso Pogacar sembra essere riuscito ad avanzare, forse, addirittura di un centimetro, anche qui il vantaggio è legato alla forza che riesce a imprimere alla bici con la parte superiore del busto.


Ci sono altri aspetti che hai notato?
Tornando alla bici direi che la zona dei foderi posteriori è cambiata molto. Nella TT1 chiudevano a zigzag, mentre con la TT2 si è scelto di seguire un design classico, quindi i foderi chiudono dritti sul tubo piantone. Un ultima cosa.
Vai pure…
Il manubrio, visto frontalmente, è molto diverso. Sulla TT2 si è scelto di avere una forma orizzontale, senza pieghe ai lati. La scelta penso sia legata a una dinamica di guida, la presa laterale del manubrio più alta consente di cambiare con maggiore velocità la posizione e arrivare prima ai freni. Dettaglio che migliora anche la guida in curva. Inoltre la TT2 è più leggera della TT1 di ben 540 grammi, che sono tanti e sui rilanci o in salita è un fattore determinanti ai fini della prestazione.