Il nuovo Alaphilippe dovrà fare i conti con Remco

09.01.2023
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L’avvento di Evenepoel ha cambiato gli assetti della Soudal-Quick Step e ancora li cambierà. E anche se nessuno lo dice, nel nome del Wolfpack e del patto di fratellanza fra corridori, uno dei primi a farne le spese è in apparenza Julian Alaphilippe (foto Specialized in apertura). Questo un po’ gli metterà pepe sulla coda, ma dall’altra è un segnale molto chiaro. Per la testa continua a risuonare una frase detta da Pozzato durante il sopralluogo del mondiale gravel.

«Lefevere fa così – disse – va bene finché sei giovane, poi sotto con un altro. Il prossimo è Alaphilippe…».

La Vuelta è stata l’ultima corsa… alla pari. La vittoria di Remco e il mondiale successivo hanno scavato il solco
La Vuelta è stata l’ultima corsa… alla pari. La vittoria di Remco e il mondiale successivo hanno scavato il solco

Una riga sotto

Del francese vi avevamo raccontato nella serata della presentazione della squadra a De Panne. Isolato e con la mascherina, Julian aveva detto poche parole sul palco e poi era sparito. Troppo alto il rischio di un contagio, se si fosse trattato di Covid. In realtà però si trattava di un semplice raffreddore, come confermato da un tampone negativo che gli ha permesso di raggiungere la squadra a Calpe per il secondo ritiro e di dare continuità al suo inverno. Le parole che ha affidato ai colleghi de L’Equipe sono il filo conduttore del discorso.

«Sono super contento del mio inverno – ha detto – è andato tutto come volevo. Sportivamente, l’anno che viene non potrà essere peggiore di quello che ho avuto nel 2022. Ho tirato una linea sotto, adesso ho la motivazione, la grinta, la rabbia… Chiamatela come vi pare. Sono come prima, non penso più a quello che è successo».

Per Alaphilippe, che ha 30 anni, inizia la decima stagione alla corte di Lefevere (foto Wout Beel)
Per Alaphilippe, che ha 30 anni, inizia la decima stagione alla corte di Lefevere (foto Wout Beel)

La scelta di Lefevere

In realtà sarebbe andato bene anche il 2022, senza quella caduta tremenda alla Liegi in cui era partito capitano. Sta di fatto che mentre lui risaliva a fatica la china, Evenepoel scalava le classifiche e di colpo il cambio di tono di Patrick Lefevere ha fatto capire che la scelta fosse nell’aria.

«Ha avuto un po’ di sfortuna, è vero – ha detto il manager belga – ma non ci si può nascondere troppo a lungo. Ho avuto un colloquio franco e sincero con lui quest’inverno. Gli ho fatto capire che se fosse stanco di questo ambiente, avrebbe potuto lasciarci. Ma Julian ha risposto di voler assolutamente restare in squadra». 

Assieme a Cavagna sulle strade di Calpe, Alaphilippe ha ritrovato lo smalto (foto Specialized)
Assieme a Cavagna sulle strade di Calpe, Alaphilippe ha ritrovato lo smalto (foto Specialized)

Il corridore di prima

Il suo contratto scade alla fine del 2024, ma di certo tutte le… protezioni di cui godeva con la maglia iridata indosso sono cadute. Il nuovo sponsor belga stravede per Remco, quindi anche Alaphilippe dovrà rimboccarsi le maniche: una prospettiva che però non lo spaventa.

«Sono in uno stato d’animo completamente diverso rispetto allo scorso anno – ha detto – quando non avevo altra scelta che accettare il mio destino e ogni volta dovermi rialzare. Mi sono preso del tempo per me e mi ha fatto un mondo di bene. Non mi sento un nuovo corridore: mi sento il corridore che ero prima».

Fiandre poi Tour

Fin qui tutto bene, ma la sorpresa per tutti è stato il cambio di programma, che si può leggere in due modi diversi. Può essere stata una sua scelta oppure è il modo della squadra di liberare la strada per Evenepoel. Il francese delle tre volte alla Freccia Vallone e delle Liegi da protagonista, potrebbe infatti saltare le Ardenne, a favore di un filotto fiammingo che andrà da Harelbeke alla Dwars door Vlaanderen, fino al Fiandre.

«Quelle fiamminghe – ha detto – sono gare che mi entusiasmano, perché non sai mai cosa succederà. Mi piacciono, è strano ma forse mi si addicono quasi più delle Ardenne. Poi potrei pensare di arrivare alla Liegi, ma voglio fare una buona preparazione per il Tour de France, con tante ricognizioni e un ritiro in altura. Il Tour mi è mancato. E con le prime tappe nei Paesi Baschi, la prossima estate, bisognerà essere forti dall’inizio».