Al Nord Mozzato è di casa. Primo squillo da Kuurne…

Al Nord Mozzato è di casa. Primo squillo da Kuurne…

02.03.2026
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Non si può certo dire che la campagna del Nord non sia iniziata bene per Luca Mozzato. Dopo aver preso le misure all’Omloop Nieuwsblad, il neoarrivato della Tudor porta a casa una piazza d’onore nella Kuurne-Bruxelles-Kuurne che promette bene in vista del prosieguo della stagione e delle altre classiche belghe, che per lui sono ormai casa.

Si era già visto dall’inizio stagione che le cose stavano marciando bene per il corridore di Arzignano, partito verso il Belgio con tante speranze: «In Portogallo, alla Volta ao Algarve, il risultato è stato il minimo indispensabile per essere contenti. Un piazzamento su tre volate non è il massimo, ma le sensazioni di Mozzato erano state positive. Soprattutto per il rapporto con la squadra, mi sto intendendo veramente bene, con i ragazzi con cui ho corso siamo partiti col piede giusto».

La volata vincente del britannico della Visma. Mozzato e Trentin hanno seguito traiettorie diverse
La volata vincente di Brennan a Kuurne. Mozzato e Trentin hanno seguito traiettorie diverse
La volata vincente del britannico della Visma. Mozzato e Trentin hanno seguito traiettorie diverse
La volata vincente di Brennan a Kuurne. Mozzato e Trentin hanno seguito traiettorie diverse
Si può dire che sia un work in progress adesso con la Tudor, soprattutto per quel che riguarda il Mozzato velocista, per la costruzione delle volate e del treno per effettuarle?

Sicuramente. Io penso di non essere un velocista come magari possono essere i Milan o Merlier intorno a cui si costruisce il treno intorno e rimane lo stesso tutto l’anno, qui si lavora sempre per qualcosa di nuovo e credo di essere abbastanza duttile. In Algarve i primi giorni abbiamo avuto qualche problemino e poi piano piano li abbiamo risolti e l’ultimo giorno siamo riusciti a fare una bella volata.

In Belgio com’è stato il primo approccio?

Non semplice. Sabato le cose non erano andate bene, sia come risultato sia come andamento generale con la brutta caduta di Kung costatagli la frattura del femore e l’addio alla prima parte di stagione. Domenica a Kuurne è stata dura, ma sono riuscito a rimanere sempre attaccato al gruppo fino alla volata finale, dove il secondo posto ha molto valore. Inoltre con Trentin abbiamo portato bei punti alla squadra, quindi il bilancio è positivo e ha riportato un piccolo sorriso al team che era piuttosto abbacchiato.

Il podio finale di Kuurne con Mozzato e Trentin, compagni di squadra intorno al sorprendente Brennan
Il podio finale di Kuurne con Mozzato e Trentin, compagni di squadra intorno al sorprendente Brennan
Il podio finale di Kuurne con Mozzato e Trentin, compagni di squadra intorno al sorprendente Brennan
Il podio finale di Kuurne con Mozzato (e Trentin) intorno al sorprendente Brennan
Quali differenze stai cominciando a notare fra l’Arkea, dov’eri prima, e la Tudor?

Pur essendo una squadra professional, qui l’organizzazione, la struttura di squadra sono veramente impressionanti. Si tratta dello stesso lavoro (Mozzato è davvero colpito, ndr) ma la professionalità e l’impegno che mettono dietro ogni minimo aspetto è veramente incredibile. Non c’è differenza con le WorldTour, anzi per certi versi è superiore anche ad alcune della categoria maggiore.

Che obiettivi avete quando vi presentate a corse come la Volta ao Algarve? Avverti quell’inferiority complex che c’è sempre nei confronti delle principali squadre del WorldTour?

E’ una cosa che non percepisco, i direttori o anche il manager della squadra, quando ci parlano ci dicono sempre che dobbiamo partire con un obiettivo ben chiaro in mente, consapevoli del nostro potenziale, delle nostre armi. Per le corse che abbiamo fatto finora, l’obiettivo era sempre di fare il massimo, e il massimo vuol dire provare a vincere…

In Portogallo il lavoro era stato proficuo, culminando con un 6° posto nella tappa finale
In Portogallo il lavoro di Mozzato era stato proficuo, culminando con un 6° posto nella tappa finale
In Portogallo il lavoro era stato proficuo, culminando con un 6° posto nella tappa finale
In Portogallo il lavoro di Mozzato era stato proficuo, culminando con un 6° posto nella tappa finale
Tu chiaramente hai una predisposizione particolare per le classiche belghe, visti i tuoi risultati in passato e già la prova di Kuurne dimostra che sei una delle punte…

Per il Nord siamo una squadra veramente attrezzata anche se ora ci viene a mancare un pezzo da novanta come Kung. Ma con Trentin e Haller, abbiamo un team di elementi veramente competitivi e anche di grandissima esperienza e poi abbiamo anche dei ragazzini che probabilmente faranno bene e quindi penso che la mentalità e l’occhio della squadra sia quello di arrivar là per essere protagonisti.

In ritiro avete costruito il gruppo anche dal punto di vista relazionale?

Sì, è servito molto per quello. Quasi tre settimane sul Teide sono state utili anche dal lato umano. Si passa tanto tempo coi ragazzi, ci si allena e si provano le tattiche, ma perché tutto riesca serve avere delle buone sensazioni coi compagni e legare fra di noi, l’ambiente in squadra di sicuro se ne giova.

Tra le classiche del Nord ti sei posto un obiettivo specifico su una corsa? Verrebbe facile dire il Giro delle Fiandre visto il secondo posto del 2024…

Al Nord, le grandi classiche sono tutte belle, ma quella che probabilmente è più adatta, cerchiata di rosso è la Gand-Wevelgem. Sono tanti anni che dico che quella è la classica che si adatta di più alle mie caratteristiche e per assurdo è la corsa dove sono arrivato sempre più lontano dalla vittoria o da un grande piazzamento. Mi aspetto di fare bene, perché magari se guardiamo un Fiandre o una Roubaix, sono corse talmente complicate e dove il livello è talmente alto che si fa fatica a riporre tutte le fiches solo su quei due giorni. Diciamo che ogni corsa ha il suo fascino e proviamo a viverle giorno per giorno.

E’ anche vero che Cancellara, il manager, ha un legame particolare con quelle corse. Sicuro che per il Giro delle Fiandre non ti ha chiesto niente?

Al momento no, ma una volta che arriveremo al Nord, magari faremo due parole al riguardo…