Giro d'Italia 2026, Pieve di Soligo, Paul Magnier

Il Magnier che (oggi) non t’aspetti e 3 italiani alle spalle

28.05.2026
6 min
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PIEVE DI SOLIGO (TV) – «Stamattina era pretattica, perché non spettava a noi tenere chiusa la corsa. Ma se qualcuno si fosse preso la responsabilità, avremmo potuto giocare le nostre carte. Per questo sul pullman abbiamo parlato anche di questa eventualità. L’importante era superare Ca’ del Poggio non troppo indietro e comunque rimanere tutti vicini a Magnier. Perché anche con 20 secondi di ritardo, saremmo potuti rientrare…».

Davide Bramati parla dal parcheggio dei pullman, un paio di chilometri oltre l’arrivo su cui ha ripreso a gocciolare dopo lo scroscione violento che ha costretto tutti a ripararsi sotto pochi ripari. Stamattina nel piazzale di Fai della Paganella il tono delle sue parole era stato ben diverso. Frasi come: «Impossibile tenere il gruppo cucito in una tappa come questa il diciottesimo giorno. Narvaez farà il traguardo volante e vincerà pure la tappa e a quel punto sarà impossibile prendergli la maglia ciclamino».

Parole miste fra astuzia e sconforto, mentre il tecnico bergamasco analizzava le tappe precedenti e il fatto che i traguardi a punti siano stati finora quasi tutti su tratti di percorso piuttosto impegnativi.

«Durante la tappa – dice ora – mi sono reso conto che le gambe del gruppo erano stanche e che quindi nessuno sarebbe riuscito a portare via una fuga numerosa, per questo bisognava stare attenti a non sprecare troppe energie. Siamo stati bravi. Su Ca’ del Poggio siamo passati subito dietro il gruppo dei migliori quindici. E’ stata la vittoria più inaspettata perché sulla prima salita lunga, con Magnier eravamo indietro di due minuti. Ma la squadra gli si è stretta attorno, lo ha motivato e siamo riusciti a rientrare. Siamo stati proprio bravi».

Magnier conquista così la terza tappa al Giro, dopo le due in Bulgaria
Magnier conquista così la terza tappa al Giro, dopo le due in Bulgaria
Magnier conquista così la terza tappa al Giro, dopo le due in Bulgaria
Magnier conquista così la terza tappa al Giro, dopo le due in Bulgaria

Magnier, crisi sulla prima salita

Paul Magnier, che a 22 anni dà la sensazione di non radersi ancora troppo, ha vinto la terza tappa in questo Giro dopo le due in Bulgaria. Guardando l’altimetria, era difficile pensare che si potesse arrivare a uno sprint di gruppo, ma era anche sciocco escludere a priori che qualche velocista potesse sopravvivere alla serie degli strappi che nei 171 chilometri dalla Paganella a Pieve di Soligo componeva un dislivello di 1.896 metri. E per fare un vuoto incolmabile su Ca’ del Poggio sarebbero servite gambe da super scalatore. Sempre Bramati raccontava che il KOM sul celebre Muro è stato fatto con 7,5 wtt/kg e che il suo detentore sia Filippo Zana.

«Ai piedi della prima salita – sorride dopo il periodo scampato – non mi aspettavo di poter vincere, in cima invece ho iniziato a sperarci, perché sapevo che avrei avuto qualche possibilità. Avevo ancora tanti compagni molto forti, e devo ringraziare tutta la squadra per avermi dato tanta fiducia. Stamattina non mi aspettavo davvero di riuscire a superare quella salita così ripida. Invece su Ca’ del Poggio mi sono davvero sorpreso di me stesso».

Zambanini secondo, battuto soltanto da Magnier: un risultato che dà morale
Zambanini secondo, battuto soltanto da Magnier: un risultato che dà morale
Zambanini secondo, battuto soltanto da Magnier: un risultato che dà morale
Zambanini secondo, battuto soltanto da Magnier: un risultato che dà morale

Stuyven, la carta vincente

L’ordine d’arrivo alle sue spalle parla italiano, con Zambanini, Milan e Busatto nelle posizioni subito successive. E certo, prendendo nota della soddisfazione di Magnier, questa volta viene da chiedersi se sia davvero impossibile disegnare un arrivo dritto in una tappa che potrebbe concludersi in volata. A Pieve di Soligo c’era una curva a 90 gradi verso destra a 300 metri dall’arrivo e poi una semicurve verso sinistra negli ultimi 100. E se Milan era passato indenne e ben piazzato a ruota di Stuyven e Magnier nella prima, è uscito invece largo dalla seconda perdendo la traiettoria giusta.

«Non è stata una giornata facile – dice Milan fermo sulla sinistra accanto a una transenna – non potevamo permetterci di far andare una grande fuga. Non era scontato che saremmo arrivati allo sprint, ma abbiamo cercato di controllarla fin dall’inizio. I ragazzi hanno fatto un lavoro straordinario e mi scuso con loro se non abbiamo ottenuto il risultato che speravamo. Alla fine, dopo un grande sforzo come quello di oggi, avrebbero avuto bisogno proprio di questo. Credo sia stata un po’ colpa mia per aver preso male quell’ultima curva. Sarei dovuto restare nella linea».

E forse Milan ha rimpianto il fatto di non esserci lui a ruota di Stuyven, come invece accadeva fino allo scorso anno, quando proprio il belga era il pilota del suo treno e nelle situazioni più spinose era capace di prenderlo per mano e guidarlo. Magnier lo conferma: il compagno ha fatto un lavorone, prendendoselo a ruota a 600 metri dall’arrivo e lasciandolo agli ultimi 200, poi è toccato a lui.

Incredulo dopo la volata, Magnier non credeva che oggi avrebbe vinto
Incredulo dopo la volata, Magnier non credeva che oggi avrebbe vinto
Incredulo dopo la volata, Magnier non credeva che oggi avrebbe vinto
Incredulo dopo la volata, Magnier non credeva che oggi avrebbe vinto

Zambanini contento a metà

Meglio di Milan e Francesco Busatto, raggiunto in Italia dai tifosi del fan club belga, Edoardo Zambanini ha il tono e l’espressione di chi aspettava qualche conferma, che finalmente è arrivata.

«Oggi è stata una bella tappa – dice il corridore della Bahrain Victorious – proprio quella che cercavo. Ieri ero nelle mie zone e penso che i miei amici e i miei genitori mi abbiano dato un po’ più di energia in più. La partenza è stata davvero caotica e impegnativa, perché nella prima ora era tutta salita e discesa. Siamo andati molto veloci e poi all’improvviso il gruppo ha iniziato a controllare la corsa, così ho deciso di provare a giocare le mie carte per il finale.

«Sapevo che Ca’ del Poggio era adatto a me e sono arrivato davvero vicino alla vittoria, però Magnier è stato più forte. E’ uno dei più forti sprinter al mondo e anche in questo Giro ha dimostrato di valere molto, anche se so di avere il mio spunto. Sono contento anche di questo secondo posto, ma spero che la vittoria arrivi presto».

Eulalio è caduto a 49 km dall'arrivo, ha attaccato e poi è statto sottoposto ad accertamenti
Eulalio è caduto a 49 km dall’arrivo, ha attaccato e poi è statto sottoposto ad accertamenti
Eulalio è caduto a 49 km dall'arrivo, ha attaccato e poi è statto sottoposto ad accertamenti
Eulalio è caduto a 49 km dall’arrivo, ha attaccato e poi è statto sottoposto ad accertamenti

La ciclamino al sicuro

A Magnier chiedono anche se non abbia speso troppe energie in vista della tappa di Roma. E lui, che ha vinto, forse si chiede quale sia il problema, ma risponde con eleganza e leggerezza.

«Mi sono stancato come gli altri negli ultimi chilometri – dice – ma penso che l’energia che ho speso per vincere questa tappa mi tornerà sotto forma di motivazione. Oggi c’era in ballo anche la maglia ciclamino per la quale negli ultimi due giorni ho dovuto lottare con Narvaez. Mi ha reso la vita davvero difficile, devo ammettere, attaccando spesso. Ora credo di avere nuovamente un bel vantaggio e sono davvero felice di poter indossare di nuovo questa maglia».

Vingegaard ha colto la potenza del tifo di Ca' del Poggio
Vingegaard ha colto la potenza del tifo di Ca’ del Poggio
Vingegaard ha colto la potenza del tifo di Ca' del Poggio
Vingegaard ha colto la potenza del tifo di Ca’ del Poggio

Ca’ del Poggio e Vingegaard

I saluti di giornata li affidiamo a Jonas Vingegaard che si è tolto il gusto di scollinare davanti su Ca’ del Poggio, riprendendo Eulalio che si era avvantaggiato.

«Ca’ del Poggio è stata una salita ripida – sorride – un momento difficile e il fatto che fosse nel finale l’ha reso ancora più duro. Per tutto il tempo c’è stata un’atmosfera fantastica. C’era tanta gente e si percepiva davvero che è stato qualcosa di speciale. Davvero bello. Quanto al resto, procediamo giorno per giorno. Non so quale sarà la tattica per domani, ma so che abbiamo Davide (Piganzoli, ndr) che è molto vicino alla maglia di miglior giovane e penso che vincerla sarebbe un grande traguardo per lui. E penso che anche per me sarebbe fantastico vederlo con quella maglia».

Purtroppo Eulalio non se la giocherà ad armi pari. Rientrato dopo la caduta a 49 chilometri dal traguardo, il portoghese ha attaccato su Ca’ del Poggio, ma è stato poi sottoposto ad accertamenti. «A seguito di una nuova visita da parte del medico della squadra e di radiografie – recita il comunicato della Bahrain Victorious – non sono state riscontrate fratture. Afonso ha riportato solo lievi abrasioni al gomito. Le sue condizioni sono stabili e rimane sotto osservazione medica».