Narvaez vince a Chiavari, Giro d'Italia

Chiavari. L’urlo di Narvaez, il podio (e la classe) di Ulissi

20.05.2026
6 min
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«Ciao Fabio, fate confusione anche oggi?». «Ci proveremo, ma ci aspettiamo che tutti ci vengano a chiudere. Vediamo. Puntiamo su tre corridori». La domanda l’avevamo posta noi questa mattina a Fabio Baldato al via da Porcari. Tutti aspettavano appunto i tre della  UAE Emirates : Arrieta, Christen e Narvaez. A seguire si facevano il nome di Giulio Ciccone, talmente concentrato che dopo la firma per qualche istante non ritrovava neanche più il suo bus, e quelli di Diego Ulissi e Christian Scaroni.

Guarda caso tutti erano lì davanti. La tappa di oggi è stata davvero pazza tatticamente. La fuga ha impiegato 110 chilometri per andare via definitivamente. Tanto che il gruppo si è mangiato quei chilometri in poco più di due ore: 50,7 di media! E non sono stati chilometri piatti. Pensate che per quasi due terzi di gara, davanti hanno corso senza ammiraglie al seguito tanto il percorso era tortuoso, la media alta e i distacchi risicati.

Il nostro Alberto Dolfin con Ulissi stamattina a Porcari. Diego era tra i papabili della fuga e lo avevamo intercettato
Il nostro Alberto Dolfin con Ulissi stamattina a Porcari. Diego era tra i papabili della fuga e lo avevamo intercettato
Il nostro Alberto Dolfin con Ulissi stamattina a Porcari. Diego era tra i papabili della fuga e lo avevamo intercettato
Il nostro Alberto Dolfin con Ulissi stamattina a Porcari. Diego era tra i papabili della fuga e lo avevamo intercettato

Tripletta Narvaez

Poi davanti, con Narvaez che rientra, inizia un continuo rimescolamento. Sembrava che i fuggitivi riprendessero continuamente se stessi. Ma le strade liguri si sa, sono tecniche e toste e un po’ i chilometri, un po’ il dislivello e un po’ le curve assottigliano il drappello. Tra coloro che pagano dazio con l’asfalto c’è anche Christian Scaroni. Mentre chi non molla mai ed è sempre lì è Diego Ulissi. Un piacere vederlo là davanti. Chiaro, Enric Mas e Jhonatan Narvaez ne avevano nettamente di più.

Il finale è teso. A Chiavari va in scena una volata a due. Ed è sempre un’emozione vederla. Che sia per la tappa di un Giro d’Italia, di un Tour o di una piccola corsa under 23 di paese, lo sprint a due è una delle cose più tecniche che esistano. E a chi segue il ciclismo, e magari ci si è anche ritrovato in quei momenti, s’induriscono le gambe e il cuore inizia a battere alla Bitossi. E succede anche se in quello stesso sprint non c’è storia, come oggi. Si sapeva che Narvaez fosse nettamente più veloce di Mas.

Morale: l’ecuadoriano della UAE firma la tripletta e segna il quarto successo per la sua squadra in questa corsa. Da notare lo sguardo, l’urlo e la potenza della foto in apertura. Ma che fame ha questo ragazzo?

«E’ stata una tappa davvero difficile – ha detto Narvaez dopo l’arrivo mentre abbracciava Gianetti, gran capo della UAE – abbiamo mancato la prima fuga e anche la seconda. Richiudere non è stato facile. Come al solito una grossa mano l’ha data Bjerg. Dopo due ore di corsa dura ho provato a rientrare direttamente sulla testa della corsa spendendo molto. A quel punto mi sono difeso sulle salite, perché ho capito che Mas era lo scalatore più forte. Ho dovuto giocare la mia partita. Come dice un libro che ho letto: se non hai la tua partita, creala tu stesso. E me la sono creata difendendomi in salita, appunto, e arrivando allo sprint.

E ancora: «Ero al limite perché siamo andati a tutta per tutto il giorno, ma sono riuscito a farcela ancora una volta».

Ulissi sul podio

Il podio di giornata lo completa proprio Diego Ulissi. Stamattina lo avevamo sentito al via. Era anche con la sua famiglia. Due anni di meno e probabilmente non lo avrebbero staccato su quello strappo.

Quando raggiungiamo Diego la sua voce è effettivamente stanca, ma il suo racconto è chiarissimo: «Come è andata? E’ andata che è stata una grande fatica! Ho fatto una bella tappa alla fine. Mi sono mosso bene, ma direi che ci siamo mossi bene come squadra. Volevamo essere in fuga e ci siamo entrati. E visto il livello così alto, non era affatto facile. Poi certo contro Narvaez c’era poco da fare. Si sapeva che lui e Mas ne avessero di più. Narvaez poi si vedeva proprio, anche dal rientro che aveva fatto. Anche per questo motivo ho provato ad attaccare sulla penultima salita. Ho pensato di anticipare un po’.»

Ulissi ha già vinto otto tappe al Giro d’Italia. Questo è l’ennesimo podio di un atleta senza tempo, maturo e che continua ad amare il suo mestiere. E che sempre più è un esempio. Ce lo aveva ribadito anche qualche mese fa il suo team manager Vinokourov: «Ad averne come Diego».

«Personalmente – riprende il corridore toscano – ho fatto il massimo. Non ho rimpianti. Sono arrivato al top della condizione per questo Giro e per questo tipo di tappe».

Ulissi è il capitano della XDS-Astana: belle le sue parole riguarda all'unità del team
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Capitan Diego

E come ha detto Ulissi, bisogna sottolineare come la XDS-Astana abbia corso bene. Essere davanti nel giorno in cui tre quarti del gruppo voleva andare in fuga non era facile. Ad un tratto ne avevano ben quattro: Davide Ballerini, poi caduto e costretto al ritiro, Alberto Bettiol, Christian Scaroni e appunto Diego Ulissi. E tutti con grande sintonia.

«Ah – dice Ulissi improvvisamente con tono più fresco – quando ci sono di sicuro il nostro gruppo è unito. Poi possiamo avere più o meno gambe, ma siamo uniti. I nostri direttori sportivi ci aiutano, siamo tutti compatti, ma a 37 anni qualcosa devo pur aver imparato. Quindi è giusto che stia a me creare armonia, serenità, coesione di gruppo».

Gli facciamo notare però che serve anche del polso. Polso forse è anche un termine forte, ma rende l’idea quando c’è la necessità di prendere decisioni e tenere unite le redini. Di certo la risolutezza è tipica del leader.

Una delle cose che più ci premeva sapere era quali fossero le tattiche in casa XDS-Astana, se Ulissi dovesse lavorare anche per Scaroni. O viceversa. A volte uno dei due era più avanti dell’altro. Insomma quali erano gli equilibri tra i due?

«Siamo una squadra costruita per queste tappe – spiega Ulissi – per andare all’attacco, esclusi Malucelli e Ballerini che sono più votati alle volate. Con Christian ci si parla spesso: c’è chi sta meglio un giorno e chi sta peggio l’altro. E anche oggi è andata così. Ci siamo divisi le energie. Poi lui è anche caduto. Ci siamo parlati e mi ha detto di giocarmi le mie carte. Riguardo a Ballerini, abbiamo saputo solo sul bus a fine tappa che si era ritirato. In corsa sapevamo soltanto che era scivolato».

Il bus della XDS-Astana riparte. Mira verso Ovest, verso Imperia, dove domani partirà ancora una tappa mossa, anche se molto più abbordabile rispetto a quella di oggi. Anche se la stanchezza è tanta, la speranza non manca. E anche questa è una virtù dei campioni.

«Ci proverò e ci proveremo ancora – conclude Ulissi – Le possibilità non mancano, anche se la qualità in gruppo è alta e, come ripeto, andare in fuga non è facile».