La rincorsa di Domenico passa anche sull’Etna

22.04.2021
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Ogni giorno per Domenico è una scalata. Lo è sempre stato, sin da quando era piccolino, ma a partire dall’ultimo incidente non c’è un solo gesto nella sua quotidianità che non gli ricordi la sfortuna e la necessità di stringere i denti, per il dolore e per non perdere terreno. Al Tour of the Alps, la rincorsa di Pozzovivo è un quotidiano fare i conti con i postumi dell’intervento di marzo e la necessità di recuperare terreno sui rivali, dopo che la squadra lo ha confermato leader per il Giro d’Italia, convogliando Fabio Aru sul Tour de France. Per cui nella sua testa razionale (sino al rischio di farsi del male), l’occasione e il momento difficile in cui arriva sono un altro tormento con cui convivere. Ma Domenico è sempre stato uno tosto e preferisce guardare al bicchiere mezzo pieno senza lasciarsi frenare dal rimpianto.

«Per me è abbastanza dura – conferma – perché un mese fa ho subito un altro intervento al gomito. Sapevo di non essere al meglio, però sono abbastanza fiducioso. Nelle ultime settimane ho visto le mie condizioni migliorare, per cui da qui al Giro spero di fare ancora qualche step».

A quattro anni dalla scomparsa di Michele Scarponi, un ricordo della Tirreno 2016
A quattro anni dalla scomparsa di Michele Scarponi, un ricordo della Tirreno 2016
A cosa serviva quest’ultimo intervento?

Il problema che abbiamo cercato di risolvere è la mancanza di sensibilità all’esterno della mano, al quarto e quinto dito. Non è una cosa che si risolve appena dopo l’intervento, sicuramente ci vorranno dei mesi, però a livello di dolore non ho qualcosa di peggio di quello che avevo prima. Per cui ci arrangiamo. Il guaio è che se non sono al 100 per cento e devo spingere in modo più forzato, ho problemi alla schiena. Per stare bene e non avere troppi dolori, devo essere al top e non è sempre facile arrivarci e restarci.

Avevi fatto un avvicinamento perfetto…

Se non fosse stato per l’intervento in anestesia generale il 18 di marzo, sarebbe stato un avvicinamento ideale al Giro. Sicuramente era un intervento che doveva essere un po’ più leggero, ma alla fine si è rivelato abbastanza pesante. Cercare di aspettare e farlo dopo il Giro sarebbe stato rischioso, perché si poteva perdere completamente il nervo. Era molto danneggiato e già in sofferenza.

L’intervento al gomito ha rallentato la sua primavera, ma era necessario per il resto della vita
L’intervento al gomito ha rallentato la sua primavera
Che cosa ti manca ancora?

Mi manca ancora qualcosa da limare a livello del peso, perché io comunque le anestesie le sento tanto e dopo l’intervento ho il metabolismo molto rallentato. E ho bisogno anche di lavorare su ritmi altissimi. Prima di venire al Tour of the Alps, proprio nell’ultima settimana, avevamo inserito dei lavori di intensità che paradossalmente potrebbero essere stati anche controproducenti per questa gara. Di sicuro ci sono arrivato anche più stanco del solito.

In che modo si colma il gap?

Farò un altro ritiro un po’ più breve in altura sull’Etna e poi il Giro, ma prima farò la Liegi. Ho ragionato su altre opzioni, ma tendo a fidarmi delle soluzioni che ho già adottato. Fare il Romandia sarebbe stato troppo, ho preferito optare per il blocco di lavoro che ho sempre fatto prima del Giro. Tour of the Alps, Liegi e altura. Starò otto giorni sull’Etna, da lunedì al martedì.

Per Domenico Pozzovivo, interviste a distanza al Tour of the Alps
Interviste a distanza al Tour of the Alps
Cosa pensi, Domenico, vedendo Froome spesso sofferente nelle retrovie?

Lo capisco, posso immaginare ancora di più la fatica che faccia a non essere in testa a dare il ritmo. Già io ad averne una ventina lì davanti, ho le mie belle difficoltà a tenere duro, immagino lui. Quando sei davanti a lottare, riesci a dare il 110 per cento. Quando sei indietro, sicuramente la testa non aiuta al massimo le gambe.