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Joao non c’è più, come cambiano i piani in casa UAE Emirates

27.05.2022
4 min
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Il ritiro di Joao Almeida è stato un brutto colpo per la UAE Emirates. Un fulmine a ciel sereno che in pochi, nessuno, si aspettava. Le facce di diesse e corridori ieri al via da Borgo Valsugana erano scure. 

Avevano lavorato molto per questo obiettivo e avevano anche corso in un certo modo, proprio per supportare Almeida. Meno fughe del solito e quelle centrate fatte quasi con il solo scopo di portare avanti un uomo in caso di necessità.

I tre italiani del team, “capitan” Diego Ulissi, Davide Formolo e Alessandro Covi, li abbiamo intercettati ieri al termine della frazione, in quel di Treviso.

Ulissi, immediatamente dopo l’arrivo di Treviso
Ulissi, immediatamente dopo l’arrivo di Treviso

Ulissi realista

Diego Ulissi è colui che ci è sembrato più scosso. Subito dopo l’arrivo era abbastanza contrariato. E ci sta, un po’ la stanchezza di una tappa corsa ancora a tutta e un po’ la consapevolezza che i giochi sono fatti e spazio per recuperare ce n’è davvero poco.

«Come cambia il nostro Giro? E come cambia… si cercava di far classifica con Almeida, vi lascio immaginare…

«Si cercherà di combinare qualcosa con le forze rimaste». E lui di forze ne ha spese, per Almeida ma anche per Gaviria.

Poche parole e Diego scappa via tra la folla per tornare ai bus. Ma prima di andare aggiunge che non avrà più spazio degli altri giorni per provarci.

Ormai Diego è esperto e sa che il tempo e la strada in queste ultime due frazioni, la crono neanche la consideriamo, sono pressoché nulle. Ma conoscendolo se avrà solo mezza possibilità oggi farà di tutto per essere lì davanti.

Formolo è andato spesso in fuga, ma per essere un punto d’appoggio per Almeida
Formolo è andato spesso in fuga, ma per essere un punto d’appoggio per Almeida

Parola a Formolo

Il veronese non perde il suo sorriso e il suo consueto buonumore, ma ieri anche lui a Treviso non sprizzava gioia come sempre. Una giornata non bella per la UAE Emirates, iniziata col ritiro del portoghese e conclusasi senza che Gaviria si sia giocato la volata.

«Senza Joao la speranza era di combinare qualcosa oggi (ieri, ndr) con Fernando – ha detto Davide Formolo – ma davanti sono andati davvero forte. Per il resto vivremo alla giornata e vedremo cosa fare. Abbiamo lavorato molto per lui (Almeida, ndr) e Joao aveva lavorato molto per sé. Ci credeva, si era impegnato al massimo, stava bene ed è veramente un peccato.

«Se avrò possibilità di provarci? Quella sì, ma prima servono le gambe». E oggi in tanti vorranno provare.

Covi ha aiutato Joao sul Menador. Alessandro faceva parte della fuga e si è poi messo a disposizione del capitano
Covi ha aiutato Joao sul Menador. Alessandro faceva parte della fuga e si è poi messo a disposizione del capitano

Covi, delusione e riscatto

Dai due veterani si passa poi al piccolo, ad Alessandro Covi. Se il “Puma di Taino” ancora gioisce per lo scudetto del suo Milan, non fa certo i salti di gioia per l’abbandono di Almeida.

«Il ritiro di Joao – racconta Covi – è stata una bella botta per tutta la UAE, non solo per noi corridori. Vedi svanire un obiettivo… svanire per un “nulla”. E la cosa brutta è che non ci puoi fare niente. Stava bene, poi nella notte da quel che ho capito, ha iniziato a non sentirsi bene e mentre stavamo salendo sul bus ci hanno detto che non sarebbe partito».

«Come cambia il nostro Giro? Eh – sospira – non è facile, perché è tutto il Giro d’Italia che abbiamo lavorato e siamo riusciti a risparmiare energie davvero poche volte. Vediamo quello che viene perché restano due tappe e sono dure. Poi ancora non ho parlato con i diesse e non so cosa faremo».

La frazione di Castelmonte si annuncia sempre più interessante. Ci sono tanti intrecci, tanti interessi. La classifica, la vittoria di tappa… per molti è l’ultima occasione di riscatto e il fatto che ieri non si sia arrivati in volata aumenta ancora la pressione. E l’aumenta ancora di più in UAE Emirates, che a conti fatti ancora non ha vinto. Se già ieri Gaviria, per esempio, avesse disputato un buono sprint…

Ma le parole stanno a zero. Tra poche ore sarà la strada a dirci come andranno le cose per Ulissi, Formolo, Covi e compagni…