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Joao Almeida: «Al Giro con una squadra fortissima»

27.04.2021
5 min
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Dopo il Giro d’Italia dell’anno scorso, o meglio, di sei mei fa Joao Almeida non è più un corridore qualunque, ammesso lo sia mai stato. Fa parte dei big, dei nuovi big. Il portoghese, 15 giorni in maglia rosa, sarà uno dei favoriti al via da Torino.

Ma stavolta ci arriva in tutt’altro modo. Stavolta ci sono aspettative, un po’ di pressioni e attenzioni mediatiche. Insomma per Joao si tratta del primo vero, grande, banco di prova.

Almeida (22 anni) ha vinto la maglia di miglior giovane al Catalogna
Almeida (22 anni) ha vinto la maglia di miglior giovane al Catalogna

Verso le corse a tappe

Il portoghese lo abbiamo incontrato nelle classiche delle Ardenne, corse in appoggio ad Alaphilippe. Ed è lui stesso a ricordare il successo del 2018 proprio alla Liegi U23.

«Quella mattina al via stavo male. Pensavo addirittura di non poter finire la gara. Poi le cose sono andate sempre meglio. A quel punto volevo almeno aiutare i miei compagni. Sono andato in fuga, mi sono ritrovato in testa sulla Redoute, ho attaccato e sono arrivato da solo a Liegi.

«Mi piacciono le gare di un giorno – continua Almeida – ma adesso il mio interesse è rivolto più verso le corse a tappe».

E con quest’ultima frase Joao sposta di fatto il discorso sul Giro d’Italia. E l’approccio a quella Liegi, se ci si pensa, è un po’ il film della sua corsa rosa 2020, anche se non lo ha vinto. Tuttavia il discorso sulle aspettative non fa una piega.

A Sierra Nevada non è mancato il lavoro con la bici da crono (foto Instagram)
A Sierra Nevada non è mancato il lavoro con la bici da crono (foto Instagram)

Tutto secondo programma

Terzo all’Uae Tour, sesto alla Tirreno-Adriatico, Joao è poi un po’ “sparito” dai radar per allenarsi. Ha corso il giusto e se ne è andato in altura con l’altra punta di diamante della Deceuninck-Quick Step al Giro, Remco Evenepoel.

Il blocco di lavoro svolto a Sierra Nevada è stato davvero fruttuoso. Ha lavorato con Masnada, con Evenepoel e per qualche giorno anche con Alaphilippe. E non sono mancati i tanti chilometri a cronometro. 

«Ho avuto belle sensazioni già al Giro di Catalogna. Dove ho colto la terza top ten in altrettante gare a tappe fatte quest’anno. Ho anche vinto la maglia di miglior giovane. E’ stata una corsa solida, che mi ha dato fiducia. Mi sono espresso bene in salita e a crono. E questo fa ben sperare per il futuro. E poi in altura abbiamo fatto un bel blocco di lavoro con Remco». Merito anche – aggiungiamo noi – del buon meteo incontrato: tre settimane di sole che hanno consentito ai Deceuninck di fare molto volume e di farlo bene».

Ottimo cronoman, Almeida quest’anno è migliorato ancora tenendo testa agli specialisti
Ottimo cronoman, Almeida quest’anno è migliorato ancora tenendo testa agli specialisti

Obiettivo, maglia rosa

Ma può ripetere il grande exploit dello scorso anno? Quando glielo chiediamo espressamente Almeida risponde così.

«Sto lavorando per quello – dice molto timidamente dietro al suo cappellino, il suo tono è sempre molto pacato – le sensazioni sin qui sono state buone. Io cercherò di fare il mio meglio. Il Giro è il mio grande obiettivo, se sarà come quello scorso non lo so, ma partiamo per puntare alla maglia rosa. Avremo una squadra molto forte, Honorè, Masnada, Knox… tutti corridori molto forti per la salita e ci sarà anche Remco pensando alla classifica generale, quindi è tutto da vedere».

La Deceuninck-Quick Step, archiviate le classiche con un segno più che positivo, adesso potrà concentrarsi sul Giro. Già tra Fiandre e Ardenne si è assistito ad un graduale “cambio della guardia”, come era normale che fosse. Si è dato più spazio agli scalatori e agli uomini che vedremo in azione sulle nostre strade a partire dall’8 maggio. E la tattica è già chiara: avere uomini di fondo per aiutare Almeida (e Remco) sulle grandi montagne. Alla fine solo lo Stelvio respinse il portoghese l’anno scorso.

Joao Almeida, Stelvio, Giro d'Italia 2020
Almeida perse la maglia rosa sullo Stelvio. Ma in Portogallo è diventato un idolo
Joao Almeida, Stelvio, Giro d'Italia 2020
Almeida perse la maglia rosa sullo Stelvio. Ma in Portogallo è diventato un idolo

Almeida, un simbolo 

Quei giorni in rosa lo hanno lanciato in un’altra dimensione. Almeida ha riscosso un grande successo in Portogallo.

«Sono contento di essere un aiuto, un simbolo per i giovani ciclisti del mio Paese. Quei giorni in rosa dell’anno passato hanno inciso molto e per me è motivo di orgoglio. La mia vita è cambiata, ma io sono lo stesso. E’ un onore e una responsabilità avere questo ruolo per il mio Paese».

E tutto ciò si lega perfettamente a quanto detto in apertura sul discorso delle aspettative. Di certo se Almeida risponderà presente, magari anche riuscendo a salire sul podio, potremmo dire di aver trovato definitamente un altro grande. E che il Giro 2020 non è stato un passaggio fortunoso.

Per Bramati, suo diesse, i dubbi non ci sono. Ci disse grandi cose su Almeida già nelle prime tappe in Sicilia, figuriamoci adesso. In Sierra Nevada ha lavorato molto sulla distanza e le lunghe scalate, quello che gli è mancato lo scorso anno sullo Stelvio. Ma ripetiamo, non era certo in programma di arrivare in quelle condizioni, cioè in rosa, sin lassù e a poche tappe dal termine del Giro.

Il lavoro è stato abbondante anche a crono. Quest’anno tra gli uomini di classifica solo Pogacar lo ha preceduto, e di pochissimi secondi, all’Uae Tour e alla Tirreno. 

E Joao? Beh, lui come i suoi giovani connazionali continua a sognare e su Instagram mette storie del tipo: “Memorie di vita” e sullo sfondo lui in maglia rosa.