Jarno Widar

Jarno Widar, talento da educare ma (già) meno bimbo

20.10.2026
5 min
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Due vittorie che valgono più di un risultato. Per Jarno Widar il finale di stagione ha rappresentato una svolta, dopo un primo anno tra i professionisti condizionato da qualche problema fisico. Il belga ha alzato il livello proprio quando la stagione volgeva al termine, mettendo in mostra qualità che conoscevamo già. Alla Tre Valli Varesine ha battuto Tom Pidcock, poi al Tour of Guangxi ha concesso il bis… sempre davanti all’inglese.

A vent’anni sta dimostrando di poter competere con corridori affermati. Ma il talento, da solo, non basta. Axel Merckx lo conosce bene e invita a guardare anche agli aspetti caratteriali. Un tema che ci riporta alle sue corse tra gli Under 23, quando noi stesso in effetti lo avevamo visto spendersi senza risparmio al Giro Next Gen e al Giro della Valle d’Aosta. Nutrendo in noi qualche dubbio tattico!

Jarno Widar conquista la tappa finale e la classifica generale del Tour of Guangxi. Alle sue spalle spunta la sagoma di Pidcock
Jarno Widar conquista la tappa finale e la classifica generale del Tour of Guangxi. Alle sue spalle spunta la sagoma di Pidcock
Jarno Widar conquista la tappa finale e la classifica generale del Tour of Guangxi. Alle sue spalle spunta la sagoma di Pidcock
Jarno Widar conquista la tappa finale e la classifica generale del Tour of Guangxi. Alle sue spalle spunta la sagoma di Pidcock

Che finale di stagione

Alla Tre Valli Varesine, Jarno Widar ha trovato il modo di sorprendere Tom Pidcock e Matteo Jorgenson. Il belga della Lotto-Intermarché non si è lasciato intimidire dai due avversari. Ha aspettato il momento giusto e ha lanciato la propria volata, anticipando il britannico sul traguardo di Varese. Una vittoria di prestigio, la prima da professionista, che ha dato sostanza a quanto mostrato nelle categorie giovanili.

La conferma è arrivata pochi giorni dopo, al Tour of Guangxi. Nell’ultima tappa, con arrivo in salita a Nongla, Widar ha nuovamente avuto la meglio su Pidcock, questa volta al termine di un’azione che gli ha permesso di conquistare anche la classifica generale. Stavolta più che uno sprint di potenza tattica è stata proprio una volata di gambe. Tanto che Pidcock ha chiuso secondo, a sei secondi.

«Sapevo – ha detto Widar – che Pidcock avrebbe accelerato negli ultimi 300 metri e ho scelto di anticiparlo quando mancavano circa 150 metri al suo scatto. Ma come alla Tre Valli Varesine lui era fortissimo. Incredibile vincere contro atleti di questo calibro e altrettanto incredibile è aver vinto la prima nel WorldTour».

Al fiammingo dunque è bastata la stagione d’esordio per trovare subito la quadra a quanto pare. All’inizio ha un po’ faticato anche per motivi di salute, poi è emerso… anche nella continuità. Widar ha dunque trovato continuità e fiducia, date anche da una gran gamba. Le classiche italiane, preparate dopo l’aver concluso la Vuelta è stata un’arma vincente. Ma anche la squadra è stata brava a gestirlo.

Widar
Axel Merckx ha ricordato i giorni in cui ha diretto Widar all’Avenir 2025, qui con Seixas e Finn (foto Tour de l’Avenir)
Widar
Axel Merckx ha ricordato i giorni in cui ha diretto Widar all’Avenir 2025, qui con Seixas e Finn (foto Tour de l’Avenir)

Merckx: «Talento… testardo»

Ma quel che c’è di succoso, attorno a Widar sono le parole Axel Merckx che lo conosce bene. «Il talento di Jarno Widar non è in discussione – ha detto Merckx nel podcast On connaît nos classiques – il mio giudizio parte da un confronto significativo, quello con Paul Seixas al Tour de l’Avenir di un anno fa. I due erano rimasti a lungo testa a testa, fino all’ultima cronometro, con Widar capace persino di battere il francese in alcune occasioni.

«Jarno ha qualità enormi. Penso che, dal punto di vista tattico e caratteriale, la situazione sia forse più complicata. Su questo aspetto c’è da lavorare. Io l’ho avuto in ritiro: questo ragazzo è un talento puro, ma è testardo. Questo può penalizzarlo e non penso sia facile gestirlo all’interno della Lotto, sia per quanto riguarda l’allenamento sia nella gestione del corridore. Ma, ripeto, dal punto di vista del talento, penso che sia una pepita».

E’ un aspetto che ci sentiamo di sottolineare anche sulla base delle nostre esperienze dirette con Widar. Al Giro Next Gen e al Giro della Valle d’Aosta lo vedemmo più volte tirare con una generosità quasi esasperata, spendendo energie in maniera a volte ingiustificata, persino in pianura. Non gli mancava la forza per fare la differenza. A volte, però, sembrava voler risolvere tutto con il lavoro in prima persona, mettendosi davanti e insistendo anche quando sarebbe stato più conveniente amministrarsi.

In quei casi riuscì comunque a vincere, anche per qualche inciampo altrui, ma certo questo suo lato tattico e testardo emerse presto.

La testardaggine può essere una qualità se diventa determinazione, ma può anche complicare il rapporto con lo staff e la gestione quotidiana dell’atleta. Merckx ha poi aggiunto che Widar e la sua squadra debbano lavorare su questi aspetti e che è importante tanto quanto migliorare sul piano fisico, visto che non faceva riferimento solo alla gestione strettamente tattica.

Widar
Widar al Valle d’Aosta 2024. Era giovanissimo ma già super attivo
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Widar al Valle d’Aosta 2024. Era giovanissimo ma già super attivo

La Lotto ci punta

Per la Lotto però Jarno Widar rappresenta molto più di una promessa da accompagnare verso la maturità. E’ un corridore cresciuto nel vivaio e sul quale la formazione belga ha investito a tutto tondo. La sua promozione tra i professionisti è stato qualcosa di naturale, ma che ora risulta essere anche un valore per il team stesso. Il passaggio al professionismo non è stato privo di ostacoli. I problemi fisici hanno rallentato il suo primo anno, ma il finale di stagione ha restituito un’immagine decisamente diversa. Queste due, anzi tre vittorie, hanno un significato enorme.

E che la Lotto ci punti lo conferma anche la rosa del 2027. In seno a questo team ci sono stati rimescolamenti importanti. Un ragazzo che aveva intrapreso la sua stessa via era il talento, sempre belga, Cian Uijtdebroeks, poi passato in modo quasi inaspettato alla Visma-Lease a Bike e poi ancora alla Movistar. E la stessa sorte la sta vivendo Lennert Van Eeetvelt che farà rotta verso la NSN. Per Widar pertanto si profila un ruolo sempre più centrale. In più tenendo conto che neanche l’altro leader made in Lotto, Arnaud De Lie resterà. Per lui si sono aperte le porte della Tudor.

La strada per smussare la testardaggine di cui diceva Axel Merckx sembra essere buona, ma certo il lavoro per Widar e la Lotto è ancora lungo. Dalla sua c’è che è un classe 2005. Non vogliamo dire che abbia tanto tempo, perché oggi i giovani sono chiamati ad essere subito competitivi, ma neanche gli va messa pressione. In Belgio in tal senso Remco Evenepoel è un bel parafulmine.