Search

Hinault non pone limiti: Evenepoel vale Giro e Tour

02.10.2022
5 min
Salva

Bernard Hinault era in Australia per sostenere (trionfalmente) la candidatura del mondiale 2027 in Alta Savoia. Per cui la vittoria di Evenepoel (che nel frattempo è tornato a casa, foto Quick Step-Alpha Vinyl in apertura) se l’è goduta dal vivo e ha avuto modo di osservare bene l’azione del giovane belga, trascinato in mille paragoni. E quando lo ha visto partire da lontano e senza voltarsi per chiedere cambi, il bretone ha collegato i puntini. Ha ricordato l’azione con cui Remco ha vinto a San Sebastian. Poi ha pensato alla Vuelta. Ha ricordato le interviste pre-gara di Evenepoel e Van Aert. E ha concluso che chi prima si fosse mosso, sarebbe andato per la vittoria. Remco non stava giocando. E la reazione di Van Aert alla fine, che quell’abbraccio ha quasi dovuto darlo e poi s’è attaccato all’assenza di radio in corsa, ha fatto capire che questa volta nella trappola c’è caduto lui.

Secondo Hinault, il secondo posto di Laporte non è un risultato da buttar via
Secondo Hinault, il secondo posto di Laporte non è un risultato da buttar via

Laporte promosso

In Francia ancora non hanno capito come leggere il secondo posto di Laporte, se sia stata un’occasione mancata o il meglio che fosse possibile alle spalle del belga.

«C’era una strana dinamica – annota Hinault – nel gruppo in fuga con Evenepoel. Da un lato i corridori che avevano paura di lui e non avrebbero mai collaborato, dall’altro quelli che stavano già pensando al secondo posto ed erano già a tutta. Alla fine, penso che i francesi abbiano ottenuto tutto ciò che potevano ricavarne. Evenepoel era più forte. E un secondo posto con Laporte non è poi così male».

Liegi, Giro e mondiale: anche Hinault nel 1980 (qui a Sallanches con Panizza) fece come Evenepoel, ma si ritirò dal Tour
Liegi, Giro e mondiale: anche Hinault nel 1980 (qui a Sallanches con Panizza) fece come Evenepoel, ma si ritirò dal Tour

Fra Merckx e Hinault

Merckx ha celebrato l’impresa di Remco. Dopo averlo sempre bacchettato per alcuni atteggiamenti che non gli andavano giù, pare che alla fine anche il Cannibale abbia ceduto. Per cui adesso, soprattutto in Francia, i paragoni si vanno spostando proprio verso Hinault. Non è difficile infatti riconoscere la somiglianza atletica: 1,71 per 63 chili Evenepoel, 1,74 per 62 chili il francese.

«Un po’ forse ci somigliamo – ammette Hinault – non siamo molto distanti nel fisico. Ma ora, quello che conta non sono altezza e peso, ma la fisiologia: volume polmonare, consumo di ossigeno e tutto il resto. Per confrontarci davvero dovresti conoscerli e ai miei tempi certi dati non si raccoglievano. Però, se vogliamo, un’affinità c’è nel fatto che anche a me nel 1980 capitò di vincere una prova Monumento, un grande Giro e il mondiale nello stesso anno. Vinsi Liegi, Giro e mondiale, ma continuo a considerarlo un brutto anno, perché dovetti ritirarmi dal Tour per una tendinite…».

L’esame del Tour

Sul carattere, Hinault va cauto. Non conosce Remco e di certo non gli sfugge che la sua esuberanza non si allinei più di tanto con la discreta rocciosità dei suoi anni.

«E’ un corridore che osa – dice – ha attaccato senza paura quando mancavano ancora più di trenta chilometri. Ma non lo conosco, non ci siamo mai incontrati. Chiaramente adesso mancano altri confronti, ma certo uno che vince la Vuelta come ha fatto lui, può vincere anche il Giro o il Tour. Non c’è motivo di pensare che non possa. Va bene in salita, va forte a crono. C’è solo un modo per sapere se sia al livello di Vingegaard e Pogacar: vederli correre l’uno contro l’altro. E poi chi dice che anche loro due l’anno prossimo saranno altrettanto forti? Voi avreste previsto un anno fa che Pogacar avrebbe avuto così tanti problemi al Tour?».

Van Aert ha masticato amaro. E’ stato Remco a cercarlo per un abbraccio e lui ha fatto buon viso
Van Aert ha masticato amaro. E’ stato Remco a cercarlo per un abbraccio e lui ha fatto buon viso

Abbondanza belga

E così, mentre il Belgio si coccola il suo iridato che è stato anche capace di vincere un grande Giro, la Francia si guarda ancora intorno. Ha perso la maglia iridata di Alaphilippe e sul fronte delle classifiche, la situazione è piuttosto complessa.

«Difficile fare previsioni – chiosa Hinault – ma seguo bene il ciclismo giovanile e al momento non vedo nomi francesi. Le cose possono cambiare in fretta. Chi aveva sentito parlare di Evenepoel quattro anni fa? Il Belgio ha un altro talento in arrivo: Uijtdebroeks. L’ho visto al Tour de l’Avenir, è stato molto performante. Non credo che alla sua età ora sia molto inferiore rispetto a Evenepoel. Mentre, restando sempre da quelle parti, al Tour mi ha impressionato Van Aert. Ha fatto cose fantastiche. Credo che vincerà spesso la maglia verde nei prossimi anni, mentre non credo la gialla, ma può sempre provarci. Chapeau per quello che ha mostrato quest’anno: era molto tempo che non avevamo un campione del genere».