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Conci si confida: «Mi serve più cattiveria agonistica»

28.04.2021
4 min
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Uno dei pochi italiani presenti nelle Ardenne è Nicola Conci. Il trentino della Trek-Segafredo è stato uno dei quattro “azzurri” impegnati nel trittico Amstel, Freccia e Liegi. Gli altri tre sono stati, Simone Velasco, Cesare Benedetti e Lorenzo Rota. Un trittico vissuto in appoggio ai suoi capitani.

Al via in piazza Saint Lambert a Liegi, Nicola è concentrato ma altrettanto disponibile.

Conci al via della Liegi. In tutto il trittico delle Ardenne ha lavorato per Mollema
Conci al via della Liegi. In tutto il trittico delle Ardenne ha lavorato per Mollema

Il valsuganese è uno dei gioielli provenienti dalla Zalf-Euromobil, ma nelle ultime due stagioni ha brillato un po’ meno di quel che ci si poteva aspettare. A fronte di un “motore” di quelli grandi. E’ anche vero, lo ripetiamo, che si è messo al servizio dei suoi capitani.

Nicola, ti abbiamo visto spesso davanti per aiutare i capitani. Hai fatto una Freccia Vallone prendendo molto vento in faccia…

Eh sì, abbiamo lavorato per Bauke Mollema sia all’Amstel dov’è stato sfortunato per una foratura nel finale, sia il mercoledì alla Freccia e lo stesso alla Liegi. Bauke è un corridore importante, ha dimostrato di fare belle cose. E dobbiamo, devo, essere in grado di cogliere questi momenti e stare vicino ai leader.

Ma parliamo di te. Sarai al Giro? Come sei messo?

No, quest’anno il Giro probabilmente non lo faccio. Ho svolto un programma di avvicinamento non ideale in quanto ho fatto diverse corse senza mai andare in altura tra una gara e l’altra. Al giorno d’oggi fare un grande Giro senza altura non dico sia impossibile, ma di sicuro non è l’ideale. Sono riserva, non si sa mai, ma per ora non è in programma.

Domanda “ovvia”: ti dispiace non esserci o meglio ripartire da altro? Il Giro era il tuo desiderio…

Per un italiano fare il Giro d’Italia è sempre un qualcosa di speciale. Quest’anno poi c’erano anche delle belle tappe in Trentino vicino casa mia. Però dai, spero che la mia carriera mi permetta di avere ancora occasioni così e che la corsa rosa passi dalle mie parti!

Conci ha corso al giro dei Paesi Baschi, eccolo nella crono d’apertura
Conci ha corso al giro dei Paesi Baschi, eccolo nella crono d’apertura
Parli di carriera: adesso quali sono stimoli ed obiettivi per il prosieguo, sia della stagione che della carriera?

Sicuramente mi sono sentito in crescita da quando sono passato professionista. Il primo e il secondo anno magari non avevo le capacità per fare risultato, mentre l’anno scorso è stato un po’ particolare con il Covid. Adesso mi sento cresciuto e tante volte mi rendo conto di essere lì e magari potrei anche prendere un qualche risultato. Non è arrivato finora, ma spero che possa giungere presto e comunque che arrivi quest’anno. L’obiettivo quindi è sicuramente cogliere un bel piazzamento importante, una vittoria.

Cosa ti manca per quel saltino del risultato, secondo te?

Purtroppo mi manca un po’ di convinzione in me stesso. Quel po’ di malizia e di cattiveria agonistica… A volte mi rendo conto di non averne abbastanza e può essere un grosso limite, perché al giorno d’oggi non servono solo le gambe per essere lì in salita. E’ quasi più importante essere in grado di prendere le salite davanti, di tenere le posizioni, di sgomitare in quel momento che appunto avere le gambe durante le scalate. Quelle più o meno le ho. Poi, è chiaro, che servono. Ma se resti dietro o sprechi… sei fuori. Spero di essere cresciuto abbastanza e di essere pronto per fare qualcosa di buono.

Dove e come si trova questa cattiveria? Ci stai lavorando?

Eh, bella domanda! Si trova con il risultato. Perciò diciamo che nel momento in cui inizierò a fare bene, a cogliere qualche risultato o piazzamento importante, potrebbe scattare quella molla nella testa che ti permette di fare qualcosina in più ogni volta.

Quali sono le tue prossime gare?

Giro di Ungheria e Giro di Svizzera. Come ho detto prima, sono riserva al Giro e il programma prevede la trasferta ungherese (12-16 maggio, ndr). Poi, nel caso la riserva dovesse subentrare, chiaramente anziché andare in Ungheria andrei al Giro. 

Dottor Emilio Magni, Nicola Conci, fotografa Trek-Segafredo, Etna, Giro d'Italia 2020
Nicola Conci con il dottor Magni al Giro 2020. Fu tra i migliori gregari di Nibali
Dottor Emilio Magni, Nicola Conci, fotografa Trek-Segafredo, Etna, Giro d'Italia 2020
Nicola Conci con il dottor Magni al Giro 2020. Fu tra i migliori gregari di Nibali

La speranza per Conci è che il risultato possa arrivare già al Giro d’Ungheria. Il motore del ragazzo non si discute, ma in queste condizioni forse è meglio “ripartire dal basso” e farsi trovare pronto e brillante per il Giro di Svizzera, che è già corsa importante. Lì uno dei leader della Trek-Segafredo sarà Antonio Tiberi. Il laziale lo aveva annunciato già a gennaio, ma anche Conci avrà le sue possibilità. Poi bisognerà vedere anche quel che farà Nibali, perché se lo Squalo non dovesse essere al Giro, è facile possa essere dirottato in Svizzera.

Ma queste per adesso sono solo congetture. Di certo non è facile nel ciclismo attuale restare sempre sulla cresta dell’onda, se non si è dei capitani con una “C” grossa così. Si hanno poche occasioni e in queste si deve “incastrare” condizione al top, con il giorno in cui si è leader ma senza avere un programma certo prima.