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Coach Pinotti ci presenta Colleoni

06.02.2021
5 min
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Marco Pinotti e Kevin Colleoni, una storia tutta italiana, anzi bergamasca. L’ingegnere volante grande ex cronoman, è oggi uno dei preparatori del Team BikeExchange, la squadra che, fatalità, annovera nelle sue fila anche il giovane Kevin. Sono quindi allenatore e allievo.

I due abitano ad una manciata di chilometri di distanza, ma si conoscono di persona solo da pochi mesi.

E’ così Marco?

Esatto. Seguivo Kevin già da un paio di anni, ma non ci eravamo visti di persona. Poi una volta arrivato con noi me lo hanno affidato sia per una vicinanza fisica che di linguaggio. Vedendo i suoi risultati, lo avevo segnalato alla squadra già nel 2019, anche se fosse andato altrove. Nel 2020 si è confermato e quando ho saputo che il Team BikeExchange lo aveva preso sono stato contento: un ragazzo vicino di casa, italiano e bergamasco. Inoltre lui era con Milesi, che conosco bene e di cui mi fido, e che ho sentito quando avevo qualche dubbio, per conoscere meglio le caratteristiche di Kevin.

Cosa gli hai chiesto?

Che tipo di allenamento avesse fatto… Non volevo stravolgere la preparazione del ragazzo. Okay analizzare i dati, ma sapere come sopporta i carichi, come reagisce ai lavori è importante. La preparazione deve essere un’evoluzione. Se prima faceva 80, adesso fa 85. Non 120, non sarebbe giusto nel lungo termine.

Kevin Colleoni battuto in volata ad Extragiro da Aleotti (al centro) e Conca (a sinistra)
Kevin Colleoni battuto in volata ad Extragiro da Aleotti
Hai parlato di caratteristiche, quali sono per te quelle di Colleoni, per quel poco che hai visto chiaramente?

Resistenza e recupero – risponde in modo netto Pinotti – difficile dire adesso se sia o meno da corse a tappe il fatto che recuperi bene però è un indizio. Colleoni ha un buon rapporto peso/potenza specialmente sugli sforzi di 20′-25′, non è veloce ma nel complesso si difende bene. Per me rientra nella categoria dei passisti-scalatori. Non è leggero in senso assoluto, ma rispetto alla sua altezza (1,80 metri, ndr) dovrebbe andare forte in salita.

E’ in base a questo “screening” che con la BikeExchange avete deciso di fargli fare più corse a tappe, anche se piccole?

Sì, per questi dati e perché è nella vocazione del team. Dovrebbe fare solo Larciano, come corsa di un giorno in questa prima parte di stagione. Partirà dall’UAE Tour. Dovrebbe fare il Coppi e Bartali e l’Ungheria. Comunque è un calendario soggetto a cambiamenti, va preso con le molle. Doveva partire con Mallorca e poi fare altura, ma io ho preferito farlo correre.

Colleoni in ritiro in Spagna (foto Team BikExchange)
Colleoni in ritiro in Spagna (foto teambikeexchange)
Perché?

Perché così avrà modo di misurarsi, avere dei feedback più attendibili. In fin dei conti ha fatto un bell’inverno, si è allenato bene nonostante il meteo… Inoltre gli under 23 hanno corso poco lo scorso anno e così quando mi hanno chiesto se potesse correre l’UAE Tour ho detto di sì, meglio che gareggi. Kevin è pronto a debuttare nel WorldTour. Questa non è partita come una stagione normale e per me ogni occasione che si ha per correre va sfruttata. Colleoni rischiava che la prima competizione sarebbe davvero stato il Coppi e Bartali. All’UAE Tour ci sono due arrivi in salita, uno più duro e un più facile, una crono e potrà aiutare il team nelle volate. Si farà le ossa e sarà un bel “reality check”.

Hai parlato della crono, il territorio di Pinotti! Abbiamo visto che in ritiro in Spagna hanno fatto 7 ore e l’hanno usata, ma non per tutte e sette le ore…

No, no…

Eh infatti ci sembrava parecchio!

Hanno fatto le prime due ore con la bici da crono, poi sono tornati in albergo e hanno preso quella da strada per altre cinque ore e mezzo. In Spagna hanno fatto molto volume, un po’ per fare la base aerobica vera e propria e un po’ perché abbiamo in mente le corse a tappe. Comunque ho chiesto io di fare i lavori con la bici da crono.

Ma perché le due ore iniziali e non quelle finali come si usa normalmente?

Bella osservazione – esclama Pinotti – se ci pensi non fai una crono partendo stanco quindi mi sembra più logico usare questa bici con con i muscoli e la mente più freschi. Anche perché dopo 5 ore il muscolo si accorcia. E’ una “simulazione” migliore.

Colleoni alle prese con i test a crono nel velodromo di Valencia insieme a Pinotti
Colleoni alle prese con i test a crono nel velodromo di Valencia
Secondo te Colleoni è portato per la crono? Da junior vinse una cronoscalata davanti a Bagioli. E’ vero che una rondine non fa primavera, ma è un buon indizio…

Per me Kevin è predisposto alla crono anche mentalmente. E’ pronto a soffrire. Per ora fa fatica, ma è consapevole che questo è un passaggio obbligato. Se batte Bagioli significa che ha una predisposizione naturale per questo tipo di sforzo.

Cosa ti ha colpito di più di questo ragazzo?

La tranquillità. Sempre pacato, un metronomo negli allenamenti, preciso, anche nel caricare i file delle sedute. Fa il suo lavoro indipendentemente dai fattori esterni, come il meteo… E poi ha preso bene l’aumento dei volumi di lavoro.

Tu lo segui in allenamento? Magari anche in bici quando lui fa scarico?

Siamo andati insieme a fare il test del lattato. Voglio seguirlo negli allenamenti a crono per vedere se tiene la posizione dopo le ripetute. Comunque sì: l’obiettivo è quello di poterlo seguire dal vivo.

Siete entrambi bergamaschi, delle stesse zone, avrete anche i percorsi e le salite test uguali. Potrai capire meglio certi numeri…

Kevin vive tra Bergamo e Lecco, a Calusco, e qui la salita simbolo è la Roncola, un po’ come il monte Serra per i toscani. E’ una salita dura e i test li fa lì. Per ora non li ha mai fatti massimali, ma già da under 23 i tempi erano ottimi.

E ti ha battuto?

Eh, penso di sì!